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Camorra, la Dia confisca beni per 800mila euro a Felice Balsamo affiliato al clan Maiale

Il valdianese Felice Balsamo, ritenuto un affiliato del clan Maiale, destinatario di un nuovo provvedimento eseguito dagli uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Salerno. Al 59enne, originario di Padula , ma da tempo residente a Sala Consilina, nelle ultime ore sono stati sequestrati beni del valore di oltre 800mila euro; un patrimonio immobiliare ritenuto, dagli inquirenti, provento di attività illecite. A firmare il decreto di confisca il presidente della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Salerno. Il Tribunale ha confermato l’ipotesi investigativa presentata dalla Dia sulla pericolosità sociale di Balsamo, attivo nel clan capeggiato da Giovanni Maiale, radicato a Eboli e Battipaglia, sia l'illecita provenienza del denaro utilizzato per l’acquisto di un significativo patrimonio immobiliare, spalmato tra Roma e la provincia di Salerno, acquisito nell’arco di dieci anni, ossia dal 2000 al 2010. In questo arco temporale, il Tribunale ha evidenziato, così come rilevato dalle indagini, che Balsamo era dedito ai reati di usura, truffa, ricettazione ed estorsione, realizzati in concorso con altri soggetti anche in provincia di Potenza. Balsamo, benché già sottoposto alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale per tre anni nel 2008, interamente scontata, nel 2012 è stato colpito da due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Lagonegro e Sala Consilina.

Roberta Cosentino

 

Conclusa l'inchiesta Due Torri, 80 indagati, c'è anche il sindaco Alfieri

Si chiude con ottanta indagati la seconda trance della maxi inchiesta sugli appalti truccati della provincia di Salerno. Gare pubbliche pilotate tra il 2005 e il 2007 quando al timone dell’ente di palazzo Santa c’era il Partito Democratico con Angelo Villani presidente. La chiusura degli accertamenti della Direzione Distrettuale Antimafia è stata ufficializzata ieri con la notifica degli avvisi a personaggi eccellenti, nomi noti della politica salernitana ; la prima fase, ha invece, visto coinvolti imprenditori e tecnici della provincia ed è già arrivata ai patteggiamenti; è il caso degli imprenditori Giovanni e Rino Citarella sui quali la Cassazione si esprimerà la prossima settimana, ma anche dei Di Sarli di Teggiano o dei Ruggiero di Capaccio. Ottanta, come detto, i destinatari dei provvedimenti tra i quali, oltre all’ex presidente della provincia Angelo Villani, accusato di peculato e falsità in atto pubblico, per essersi fatto asfaltare uno spiazzo di una sua attività commerciale per un ammontare di 40 mila euro, anche l’ex assessore ai lavori pubblici Franco Alfieri, anche se, in realtà, il nome dell’attuale sindaco di Agropoli era già venuto fuori nella prima fase di indagine. L'accusa che pende sul primo cittadino agropolese è di corruzione, reato che sarebbe stato prolungato nel tempo e avvenuto in concorso con più persone. Il suo nome fu fatto dall’imprenditore Rino Citarella intercettato al telefono proprio con il politico del Pd. Al sindaco di Agropoli, in particolare vengono addebitati due episodi , due tangenti per un totale di 25mila euro intascate per altrettanti appalti pubblici. A tutti gli altri indagati è stato contestato a vario titolo il reato di associazione per turbata libertà degli incanti, corruzione di pubblici ufficiali , falso in atto pubblico. Politici, imprenditori, tecnici e funzionari si sarebbero organizzati per decidere a chi, come e quando affidare le gare d’appalto pubblicate dell’ente di palazzo Sant’Agostino.

Roberta Cosentino

 

Sala Consilina: esplode cabina Enel. Evacuate 46 famiglie

Paura rientrata così come emergenza elettrica finita per 46 famiglie di Via Mezzacapo a Sala Consilina, sgomberate per qualche ora ieri per l’improvviso scoppio di una cabina dell’Enel. E sono stati davvero attimi di terrore quelli vissuti ieri dagli abitanti della centrale strada di Sala Consilina. Nel torrido pomeriggio, intorno alle 15 si sono avvertiti a breve distanza tra loro due boati, poi l’aria si è saturata di denso fumo nero. Immediatamente la gente è scesa per strada, così come i Carabinieri della vicina caserma sono arrivati sul posto, temendo lo scoppio di qualche caldaia a gas. Invece, la scena apparsa ai loro occhi ha chiarito subito al situazione. La cabina elettrica dell’Enel posta in un cavedio lungo circa 4 metri e profondo 2 ubicato sotto un palazzo era esplosa. Da lì proveniva il fumo e vi era un principio di incendio che i Vigili del Fuoco, pure arrivati in zona, hanno subito provveduto a spegnere. Il timore era però che vi potessero essere nuovi scoppi e peggiori conseguenze per questo le forze dell’ordine hanno provveduto a sgomberare 46 famiglie ubicate nei 4 palazzi vicini,sbarrando l’accesso anche al vicino ufficio postale. Cosa non facile visto che vi erano fra gli sfollati anche dei diversamente abili e degli anziani a cui però è stata prestata nell’immediato assistenza sanitaria dal personale del 118. Fortunatamente il sopralluogo dei tecnici dell’Enel ha permesso di appurare il problema e di risolverlo nel giro di poco. Alle 18 infatti era stata già ripristinata la corrente e tutte le famiglie avevano fatto rientro nelle loro abitazioni. Stando alle prime verifiche la causa dell’esplosione, tutta interna, sarebbe stato un eccessivo assorbimento, legato alla calura pesante del pomeriggio. Sono tuttavia in corso ulteriori accertamenti da parte dei Vigili del Fuoco che nella loro relazione ricostruiranno con più precisione l’accaduto, il punto di innesco dell’incendio e l’origine dell’esplosione.

Daria Scarpitta

 

Vallo della Lucania. Deteneva armi e droga: arrestato giovane ucraino

Continua la lotta al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Si sono intensificati infatti in tutto il Cilento i controlli da parte delle forze dell’ordine in particolare nei locali e nei quartieri maggiormente frequentati dai giovani tenendo conto che d’estate aumenta la circolazione di persone e di conseguenza anche di sostanze psicotrope. E’ in questo contesto che i finanzieri della Tenenza di Vallo della Lucania hanno arrestato un giovane di nazionalità ucraina. Un bel colpo per le Fiamme Gialle se si pensa al quantitativo di droga trovato in possesso dell’uomo. L’ucraino, intercettato dai Finanzieri, si è mostrato subito preoccupato e ha cercato di disfarsi repentinamente di un involucro, ma è stato fermato in tempo perché il contenitore potesse essere recuperato. Al suo interno vi erano due grammi di hashish ma il personale operante , rendendosi conto che il giovane aveva parcheggiato l’auto nelle vicinanze, ha proseguito nei controlli e all’interno del mezzo è riuscito a rivenire altri 13 grammi di hashish occultati in un’intercapedine del cruscotto. Subito è dunque scattata la perquisizione presso l’abitazione del ragazzo dove sono stati rinvenuti altri 102 grammi di hashish, 50 semi e alcuni grammi di marijuana, il tutto già confezionato e un bilancino di precisione. Insomma si trattava non solo di semplice assunzione ma di una vera e propria attività lucrosa con ramificazioni verso altri comportamenti delinquenziali visto che sono stati rinvenuti nella perquisizione domiciliare anche due pugnali e un tirapugni. Nell’insieme del materiale sequestrato vi erano anche 5 coltelli utilizzati per il taglio dello stupefacente, un cilum e un black leaf in vetro, strumenti utilizzati per fumare e inalare la droga. L’ucraino è stato condotto presso la Casa circondariale di Vallo della Lucania per produzione, traffico e detenzione illecita di stupefacente e detenzione abusiva di armi.

Daria Scarpitta

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