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Poderia, incidente sul lavoro: perde la vita un boscaiolo di 33 anni

E’ morto schiacciato sotto il peso dell’albero che stava tagliando. Giovanni de Luca, 33enne di Poderia è spirato sul colpo nella serata di venerdì. Si era recato presso un terreno di sua proprietà in località Papaianni per effettuare il taglio, pratica per lui abituale visto che era un boscaiolo . All’improvviso qualcosa è andato storto. Uno dei cerri che stava abbattendo, nel cadere ha cambiato direzione finendogli addosso in un attimo all’altezza del dorso. Immediato il decesso. A terra, però, lì tra gli alberi , De Luca vi è rimasto per tutta la notte. Celibe, terzo di quattro figli, la sua assenza non aveva generato subito allarme nei familiari. Giovanni De Luca, quando usciva per andare in quel terreno, era solito fermarsi a dormire nel casolare che vi era lì vicino. E’ stato solo nella mattina di sabato che i genitori, insospettitisi per il mancato arrivo del figlio, sono andati a cercarlo in località Papaianni e hanno fatto l’amara scoperta. Sul posto sono subito arrivati i Carabinieri della Stazione di Torre Orsaia, coordinati dal comandante Nucera che hanno ricostruito la vicenda. Sul corpo del giovane è stato effettuato l’esame esterno che ha confermato la morte accidentale. La salam di de Luca è stata dunque già restituita ai suoi familiari per le esequie. Il lutto è calato su tutta la comunità di Poderia e di Celle di Bulgheria che conosceva il giovane lavoratore e la sua famiglia. E in questa estate torrida cilentana, dopo l’inciedente avvenuto qualche settimana fa a Vibonati, sale a 2 il numero dei giovani rimasti vittima del proprio lavoro di boscaiolo, avviato in questi mesi per procurare in tempo per l’inverno la lega da ardere a chi ne fa richiesta.

Daria Scarpitta

Esposito legge il dispositivo della sentenza nei confronti di Silvio Berlusconi

C’è un pizzico di Cilento e di Golfo di Policastro nella sentenza sul processo Mediaset che ha tenuto ieri incollati ai teleschermi tantissimi spettatori. A pronunciare il verdetto di condanna nei confronti di Berlusconi, entrando così ancora di più nella storia, è stato il Giudice di Cassazione Antonio Esposito, il cui nome era già noto ai cilentani. Nato a sarno nel 1940, fratello del fino ad ora più noto Vitaliano, procuratore generale della Cassazione dal 2008 al 2012, anno del suo pensionamento, Antonio Esposito fu pretore a Sapri negli anni 70-80, e poi GIP presso il Tribunale di Sala Consilina. Assieme al fratello ha spesso trascorso le vacanze estive ad Agropoli dove possiedono una casa e dove Vitaliano ha ricevuto la cittadinanza onoraria. In Cassazione dal 1985, Antonio Esposito presiede la seconda sezione Penale, la sezione estiva, della Corte , cosa che lo ha portato a leggere il dispositivo di questo processo a Berlusconi così atteso e pieno di polemiche, finendo proprio al termine della sua carriera per ottenere le luci della ribalta, lui che pure, come magistrato, aveva sempre visto riconosciuti i propri meriti nel suo ambiente. Il Csm parlò di lui come di un giudice dal “profilo professionale di rilevante spessore per doti di capacità, valore ed impegno professionale con un’elevata e apprfondita preparazione generale e specifica nel settore penale.” Antonio Esposito, orgoglio cilentano, è passato così dai piccoli grandi casi della vita di rpovincia tipica del Golfo di Policastro a processi sempre più importanti, tra cui quello in cui condannò l’ ex presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro per collusioni con la mafia. Allora gli riconobbe di aver accettato la sentenza con rispetto in tempi in cui la magistratura viene continuamente attaccata. Ora il rpocesso Mediaset e quel pizzico di suspence generata nel momento in cui nel leggere il dispositivo ha parlato di annullamento, facendo pensare che per Berlusconi fosse tutto da rifare, mentre poi si trattava solo della parte relativa all’interdizione. Il nome di Esposito dalle 19.40 di ieri è risuonato come un tam tam da un media all’altro, permettendogli così di chiudere con la gloria meritata i lunghi anni dedicati alla magistratura.

Daria Scarpitta

Cirielli indagato per corruzione aggravata per scambio politico-mafioso

Edmondo Cirielli, ex presidente della Provincia di Salerno nel mirino dell’antimafia per un impiego pubblico e il tesseramento del Pdl. Così, il deputato di Fratelli d’Italia, da promotore di una legge che inaspriva le pene per i mafiosi si ritrova indagato con l'accusa di corruzione aggravata e abuso d'ufficio aggravato. L'ex numero uno di Palazzo sant’Agostino, oggi parlamentare del partito della Meloni, alla guida della Commissione Difesa della Camera nella scorsa legislatura come esponente del Pdl, Ufficiale dei carabinieri, noto per le sue posizioni rigide sulla moralità nella politica, ha ricevuto, nella giornata di ieri, un avviso di garanzia dalla Procura di Salerno per la sua attività di presidente della Provincia. È accusato di aver gettato un'ombra sulla campagna di tesseramento 2011 del Pdl locale perchè un concorso pubblico, espletato nel 2010 dalla Provincia, sarebbe stato gestito in funzione della definizione degli equilibri politici nel partito. È questa la tesi della Procura che intende sentire l'indagato il 9 agosto prossimo. Il sostituto procuratore Vincenzo Montemurro attende che Cirielli spieghi le ragioni che lo avrebbero indotto ad ampliare il numero di posti a concorso nell'ente provinciale del 30% rispetto al bando pubblicato dalla precedente amministrazione, che aveva invece fissato il limite a 70 posti. La circostanza che lega la campagna di tesseramento del Pdl al concorso è data dall'assunzione, proprio attraverso il bando incriminato, della moglie di un consigliere comunale di Nocera Superiore. La coppia ha ricevuto lo stesso avviso di garanzia, nel quale si contestano la corruzione e l'abuso d'ufficio aggravati per aver favorito la camorra. Il consigliere comunale risulta infatti indagato in alcune inchieste sulla criminalità organizzata. Secondo gli inquirenti il concorso finito nel mirino sarebbe stato utilizzato da Cirielli per consolidare e rafforzare la sua posizione nello schieramento politico. E il consigliere comunale avrebbe garantito il suo apporto alla componente di Cirielli in virtù dell'assunzione della moglie ricevuta un anno prima. fiducioso più che mai l’ex An. «Ho ricevuto un avviso di garanzia, nel senso più tecnico del termine, ha sottolineato Cirielli, allo scopo di essere sentito in merito ad un'indagine relativa al tesseramento del PdL nel 2011, in relazione al mio ruolo di ex presidente della Provincia». «Nonostante sia dispiaciuto per questa vicenda – ha concluso Cirielli - sono con la coscienza a posto perché convinto di aver rispettato le leggi e le procedure e di non aver commesso alcun reato. Nel ribadire rispetto e fiducia nella Magistratura, darò piena collaborazione fornendo tutte le spiegazioni e i chiarimenti necessari all'indagine».

Roberta Cosentino

 

Casal Velino, diciottenne seviziata per tutta la notte dal fidanzato

Una normale lite tra fidanzati è diventato un episodio di inaudita violenza che ha visto protagonista una ragazza di 18 anni di Casalvelino. La giovane è stata legata e picchiata selvaggiamente dal fidanzato e per tutta la notte. L'uomo, un trentenne marocchino proveniente da Santa Maria di Castellabate, ma da tempo residente a Casalvelino, ha precedenti per droga, estorsione e minacce. Solo all’alba la ragazza nonostante la disperazione , ha trovato la forza di ribellarsi e fuggire dalla casa del terrore. Ha evitato, probabilmente conseguenze ben più gravi, l’inaspettato arrivo, all’alba, di una zia della giovane che era andata a farle visita. Il marocchino udito il campanello si è sentito messo alle strette e così ha slegato la ragazza che così è corsa alla porta per far entrare la parente. A nulla sono valse le minacce del fidanzato aguzzino. La 18enne in preda al panico ha raccontato l’orrore vissuto alla zia, così le due donne messesi in fuga, hanno raggiunto i carabinieri. Informati dell’accaduto si sono subito messi sulle tracce del marocchino , che identificato è stato arrestato e tradotto nel carcere di Vallo della Lucania su disposizione del pubblico ministero Valeria Palmieri. Nell’abitazione dei due fidanzati i militari hanno sequestrato tutto il materiale probatorio : le corde utilizzate per immobilizzare la giovane, il bavaglio e il coltello con cui il 30enne ha per ore intimorito la 18enne.

Roberta Cosentino

 

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