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Incidente mortale ad Ascea marina, Carmela Coticella viene travolta da un'auto

Una vacanza finita tragicamente quella di Carmela Coticella, 75enne originaria di Gragnano e da tempo residente in Toscana che ad Ascea era venuta a trascorrere qualche giorno con il marito. Intorno alle 21 di ieri sera è stata travolta ed uccisa da un’auto guidata da un ventenne di Ascea che stava tornando a casa dopo il lavoro presso un supermercato della zona. Secondo una prima ricostruzione la donna si trovava a Velia, alle porte di Ascea, all’altezza del bivio chiamato “triangolo rosso”, frequentato da molti turisti. Non è ancora chiaro se stesse attraversando la strada nei pressi dell’abitazione della sorella o se si trovava a camminare sul ciglio della strada. Sta di fatto che all’improvviso una Fiat Punto guidata dal giovane di Ascea e proveniente da Casal Velino l’ha travolta. Sembra che la donna abbia prima urtato contro il parabrezza e poi è finita a terra sotto l’auto, trascinata per alcuni metri: per la 75enne non c’è stato nulla da fare, mentre all’Ospedale di Vallo della Lucania sono stati trasferiti il giovane in chiaro stato di choc e il marito e la sorella della donna, colti da malore dopo aver visto la scena. Sulla dinamica dell’incidente è stata aperta un’inchiesta. Il tragico sinistro ha comunque riaccesola discussine su quel “triangolo rosso” e sulla strada che conduce da Ascea a Casal Velino, molto trafficata e poco illuminata.

Daria Scarpitta

 

 

Sanza, viola obbligo di dimora per partecipare a un matrimonio, arrestato

Stava banchettando alla salute del suo amico quando i Carabinieri della Stazione di Sanza lo hanno beccato fuori dal territorio dove era obbligato a rimanere e per lui sono scattati gli arresti. E’ accaduto ad un allevatore 52 enne di Sanza che circa un mese fa nera stato denunciato per ricettazione in quanto trovato in possesso di un motozappa rubato. Per lui il giudice aveva stabilito l’obbligo di dimora come misura cautelare e quindi l’uomo era libero ma non poteva uscire dal territorio comunale di Sanza. L’occasione del matrimonio di un proprio amico, tuttavia, si sa, arriva una volta sola nella vita e il 52enne non ci voleva proprio rinunciare. E così il 1 agosto scorso ha rischiato e ha preso parte alla cerimonia nuziale. Il punto è che il matrimonio ha avuto luogo a Montesano sulla Marcellana. L’uomo, convinto che nessuno si sarebbe accorto della sua assenza per qualche ora, ha seguito gli sposi e ha preso parte al banchetto organizzato presso l’Hotel Venezuela. I Carabinieri, invece, erano all’erta, e hanno così seguito le sue tracce, rinvenendolo mentre pasteggiava assieme ad altri ospiti del matrimonio in un altro Comune. La cerimonia alla fine è stata davvero indimenticabile per gli sposi dato il particolare che l’ha arricchita, ma è stata anche fatale per il 52 enne che ha visto la propria misura restrittiva aggravarsi. Il Gip del Tribunale di Sala Consilina , infatti, su richiesta della locale Procura, ha deciso di infliggere al povero allevatore dal cuore generoso gli arresti domiciliari, togliendogli anche quel minimo di libertà di cui godeva prima.

Daria Scarpitta

 

Droga nel Golfo di Policastro, in manette giovane coppia di pusher

Tiffany. Era questo il nome in codice utilizzato per acquistare la droga da due giovani fidanzati che, nel fine settimana, sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Sapri diretti dal Capitano Emanuele Tamorri, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Agli arresti si è giunti dopo una attenta attività investigativa, partita in seguito alle frequenti lamentele dei residenti dei Via Cagliari a Sapri. Spesso, infatti, gli abitanti di quel posto, si erano trovati di fronte a situazioni sospette e poi, ancora, un misterioso via vai di gente, soprattutto giovani , dalla casa dove i due, ora arrestati, risiedevano. Sospetti fondati dal momento che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli acquirenti, dopo aver pronunciato “la parola d’ordine”, salivano all’interno di casa per perfezionare l’acquisto oppure ricevevano direttamente le dosi lanciate dal balcone. Così dopo diversi appostamenti i militari della Stazione di Sapri, comandati dal Maresciallo Capo Pietro Marino, hanno fatto irruzione nell’abitazione dove, a seguito di perquisizione, sono stati rinvenuti 17 cilindretti di eroina ed uno di cocaina. Le manette sono così scattate ai polsi di una 24enne di Sapri, già nota alle forze dell’ordine per analoghi reati e per il suo fidanzato, un 28enne , di San Giovanni a Piro, lui, invece, con precedenti di polizia.

Roberta Cosentino

 

 

Scalea, operazione "Plinius", primi provvedimenti del riesame

E’ tornato in libertà il professore Luigi Bovienzo, docente presso l’istituto leonardo da Vinci di Sapri, coinvolto nell’operazione Plinius per aspetti legati alla sua libera professione di ingegnere e per questo arrestato lo scorso 12 luglio, a Scalea, insieme ad altre 37 persone tra le quali il sindaco e diversi assessori della cittadina dell’Alto Tirreno Cosentino. Il Riesame, infatti, ha accolto la richiesta presentata dai legali del 53enne revocando il provvedimento restrittivo degli arresti domiciliari. Per il docente , noto nel golfo di Policastro, come per altri indagati sono state disposte pene meno afflittive. Oltre che per Luigi Bovienzo, anche , i fratelli Pino e Olgarino Manco e Giovanni Oliva, ex comandante dei vigili urbani di Scalea, è stato disposto l’obbligo di firma. Va agli arresti domiciliari, invece, Giuseppe Biondi, 44enne, dipendente comunale, detenuto finora nel carcere di Cosenza. Rigettate , al contrario, le richieste per l’assessore comunale Antonio Stummo, il padre Mario Stummo, capo dell’omonima cosca, l’affiliato Francesco Saverio La Greca e il dipendente comunale Antonio Amato. Alvaro Sollazzo invece ha rinunciato al giudizio del riesame, che il prossimo giovedì, 8 agosto si pronuncerà sulle posizioni di Maurizio Ciancio, ex vicesindaco con la carica di assessore al momento degli arresti, e il tecnico comunale Vincenzo Bloise. per tutti le accuse ipotizzate vanno dall’associazione mafiosa, al concorso esterno, dal sequestro di persona, alla corruzione, e ancora turbativa d’asta, turbata libertà del procedimento amministrativo e concussione aggravati dal metodo mafioso. Intanto resta da capire la posizione di altre persone coinvolte nella maxi inchiesta che ha svelato legami tra la malavita calabrese, la politica e l’ imprenditoria. E’ il caso di santino Pasquale Crisciti e Antonino Gatto, imprenditori legati al marchio Despar, indagati per un episodio di corruzione aggravato dal metodo mafioso. Anche loro noti nel golfo di Policastro per le alte cariche ricoperte nel centro commerciale di Villammare.

Roberta Cosentino

 

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