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BCC di Sassano: multa di 64mila 500 euro dalla Banca d'Italia

 

La Banca d'Italia ha comminato una sanzione pecuniaria di 64mila 500 Euro ai componenti del consiglio direttivo e del collegio dei revisori della Banca di Credito Cooperativo di Sassano. Le motivazioni alla base della sanzione amministrativa che ha colpito la Banca di Credito Cooperativo di Sassano sono le "carenze - si legge testualmente nel provvedimento che porta la firma del Governatore Ignazio Visco - nell'organizzazione e nei controlli interni con particolare riferimento al rischio di credito ed ai rischi operativi da parte di componenti ed ex componenti del Consiglio di amministrazione e del direttore generale". Nello specifico sono state irrogate singole sanzioni comprese tra i 4500 Euro ed i 6000 Euro a nove persone che attualmente fanno parte o in passato hanno fatto parte del consiglio direttivo nel periodo che ha interessato le attività di controllo messe in atto dall'organo di vigilanza e controllo della Banca d'Italia. Ammonta invece a 4500 Euro la sanzione comminata al direttore generale. Il provvedimento è stato pubblicato sul bollettino di Vigilanza della Banca d'Italia disponibile anche in versione digitale sul sito internet dell'istituto deputato al controllo delle banche che operano sul territorio nazionale.

Serv. di Roberta Cosentino

Endoscopia a Sapri, avviata indagine interna. Del Medico contro Fortunato: "è un atto vile"

 

Tragedia sulla cilentana: proseguono le indagini per le cause dell'incidente mortale

 

 Storie dolorose finite per intrecciarsi in un unico tragico destino: morire in un incidente stradale: uno come vittima, l’altro come presunto colpevole. Entrambi mercoledì sera stavano percorrendo la Cilentana, quando, all’altezza dello svincolo di Centola, si è verificato l’impatto mortale, che non ha lasciato scampo ai conducenti delle due vetture. Antonio Belluccio, 41enne di Lentiscosa, è deceduto mentre rientrava a casa dopo aver fatto visita, insieme ad alcuni familiari, al padre ricoverato in gravi condizioni in ospedale a Napoli. Aveva, anche, accompagnato la moglie in aeroporto per far rientro in Germania, lui, invece, aveva deciso di trattenersi ancora qualche giorno per stare vicino ai suoi cari in questo delicato momento; viaggiava tranquillo sulla sua Mercedes Classe C in compagnia del fratello minore Raffaele 26enne, rimasto gravemente ferito, quando la macchina che sopraggiungeva dalla direzione opposta dopo aver invaso la loro corsia gli si è schiantata contro. Alla guida di quell’auto, un’Audi a4, ora incriminata, c’era il 52enne di Montano Antilia, Giuseppe Montano Esposito, e proprio su quest’ultimo ora si concentrano le ombre, emergono i particolari relativi alle sue ultime ore di vita trascorse, secondo quanto finora ricostruito dagli inquirenti, a consumare bevande alcoliche e forse anche altro, in un bar di Palinuro, la stessa cittadina dove fino a qualche tempo fa aveva gestito un noto locale prima di mettere in piedi un’attività ambulante. Secondo alcune testimonianze rese agli inquirenti l’uomo era stato allontanato da un bar dopo una discussione con la titolare che non voleva dargli più da bere, da lì si era messo in macchina per guidare fino al tragico fatto. Ma dal trascorso di Giuseppe Montano Esposito ora emerge anche altro. Pizzaiolo di professione, lo scorso anno era stato tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e la Prefettura, su indicazione dei carabinieri, negli ultimi anni, gli aveva anche sospeso la patente per ben due volte: nel 2011 a seguito dell’arresto e nel 2006 per guida in stato di ebbrezza. La stessa alterazione psicofisica che potrebbe aver causato l’incidente avvenuto intorno alle 23 di mercoledì, ma questo, eventualmente, sarà appurato dagli esami medico legali eseguiti dal dottor Adamo Maiese. Al momento si sa per certo, invece, che il bilancio poteva essere ancora più grave visto che secondo i racconti di alcuni sopravvissuti, l’Audi prima di andare a collidere con la Mercedes avrebbe speronato altre auto, tra queste una Passat alla cui guida c’era l’assessore provinciale Attilio Pierro. Giuseppe Montano Esposito probabilmente non ha avuto la lucidità di capire, diversamente da Antonio Belluccio, che morto durante il trasferimento in ospedale, è stato, invece, confortato dal fratello Raffaele rimasto anche lui intrappolato tra le lamiere e dalla madre e dagli fratelli che accortisi di quanto accaduto, poiché viaggiavano poco più avanti, sono tornati indietro e hanno prestato i primi strazianti soccorsi che purtroppo a nulla sono valsi. Oggi ad entrambi l’ultimo saluto.

Roberta Cosentino

Il comune di Padula sospende l'installazione dell'antenna wind contestata dai cittadini

 Il comune di Padula blocca l’installazione dell’atenna Wind in contrada Fabbriche a confine con Montesano sulla Marcellana. Dopo le proteste dei cittadini, preoccupati per la propria salute, il sindaco Paolo Imparato ha ricevuto i tecnici della multinazionale per esaminare il problema. La riunione, a cui hanno preso parte anche il comitato cittadino e un rappresentante di Legambiente, si è concluso positivamente per tutte le parti interessate. E’ stato deciso di sospendere provvisoriamente l’efficacia della richiesta Wind e di individuare un nuovo sito, questa volta pubblico, dove poter installare definitivamente l’impianto di telefonia mobile che andrà a migliorare il servizio che la stessa multinazionale esegue sullo stesso territorio con altre apparecchiature. Nella stessa riunione è stato chiarito che l’installazione dell'antenna dovrà avvenire in un'area distante dal centro abitato e compatibile con l’ambiente. Inoltre dovrà essere idoneo anche per accogliere gli impianti di altri operatori di telefonia mobile. Insomma il comune di Padula ha voluto cogliere l'occasione per risolvere in maniera definitiva le problematiche legate alle antenne per i cellulari . “ Ora dobbiamo sondare il nostro territorio – chiarisce Imparato - e scegliere una volta per tutte un sito da indicare alle multinazionali che ci verranno a chiedere un' area su cui innalzare le loro antenne "

Antonietta Nicodemo

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