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Sala Consilina. Rubano utensili nella chiesa e poi cenano

Hanno le ore contate i ladri che si sono introdotti nella Chiesa della Madonna della Consolazione a Sala Consilina. I Carabinieri della locale Compagnia potrebbero essere sulle loro tracce, insospettiti dal modus operandi e da alcuni particolari individuati durante le indagini che sembrano rimandare a dinamiche e schemi già noti alle forze dell’ordine. I ladri, presumibilmente 3 viste le tracce lasciate, sono penetrati forzando il cancello d’ingresso della chiesa e hanno trafugato però solo un decespugliatore ed altri attrezzi agricoli presenti in loco. La particolarità è che non si sono limitati a mettere le mani su questi oggetti ma ne hanno approfittato per pernottare, tanto che i Carabinieri hanno trovato segni che i 3 abbiano perfino mangiato. Nessun danno, dunque, a parte all’ingresso mentre offerte, statue e paramenti sacri sono rimasti inviolati differentemente da quanto capitato in altre chiese del Diano in passato. La scoperta del furto è avvenuta con 4 giorni di ritardo a causa del luogo in cui è ubicata la chiesetta, nella parte alta del paese, all’interno delle mura del vecchio castello. Il luogo sacro, infatti è utilizzato esclusivamente durante i giorni festivi o in occasione di particolari cerimonie e la Madonna stessa viene portata lì il Lunedì in Albis per poi ridiscendere la prima settimana di Settembre. Si tratta quindi di un luogo poco frequentato ma molto suggestivo, dove spesso con le belle giornate ci si spinge a fare una passeggiata. E proprio una coppia durante un giro nella zona si sarebbe insospettita vedendo il cancello forzato e avrebbe chiamato le forze dell’ordine permettendo così di ricostruire quanto accaduto.

Daria Scarpitta

 

Comune di Camerota. Dopo l'incendio gli uffici riaprono

La procura va avanti nelle indagini per verificare le vere cause del rogo che ha distrutto l'aula consiliare.

E’ stato dichiarato agibile il municipio di Camerota, interessato, giovedì pomeriggio, da un vasto incendio che ha completamente distrutto l’aula consiliare. L’ok all’utilizzo, è arrivato dopo i rilievi effettuati dai periti dei vigili del fuoco; dunque dopo la bonifica le attività potranno riprendere il loro regolare corso. Restano sotto sequestro, invece, i locali posti al pian terreno dello stabile, quelli dove è stata individuata l’origine dello spaventoso rogo e che poteva generare conseguenze ben più gravi se solo alcuni dipendenti non avessero fatto scattare l’allarme. Le indagini sull’increscioso episodio, portate avanti dai carabinieri della compagnia di Sapri diretti dal Capitano Emanuele Tamorri, proseguono a ritmo serrato e secondo indiscrezioni sarebbe stata quasi del tutto esclusa l’origine dolosa. Sembrerebbe, infatti, che le fiamme siano state innescate, non dalla mano dell’uomo, ma da un corto circuito ad una cabina server, circostanza che avrebbe già permesso di rilevare l’inadeguatezza dell’impianto elettrico che non sarebbe stato realizzato tenendo conto della normativa vigente e per questo potrebbero esserci delle responsabilità ben precise. Le fiamme sarebbero partite intorno alle 18, di giovedì, poco dopo la chiusura degli uffici comunali, avvolgendo dapprima alcuni arredi, poi, in pochi minuti, l’intera sala consiliare, distruggendola completamente. Il fuoco ha, infatti, divorato i tavoli dei consiglieri, le sedie del pubblico, computer, fascicoli vari e l’intera biblioteca comunale. E’stato, in parte danneggiato anche l’archivio comunale, ma le forze dell’ordine, prima che le fiamme prendessero il sopravvento sono riuscite a portare via quasi tutti i faldoni, anche quelli che riguardano scottanti vicende giudiziarie.

Roberta Cosentino

Laurito. Il comune contro l'Anas per l'utilizzo dei diserbanti

Il primo cittadino, "sono pericolosi per ambiente e salute pubblica. Il Parco deve intervenire al più presto".

Il comune di Laurito dichiara battaglia all’Anas. Pomo della discordia i diserbanti utilizzati per pulire le strade. “ Per eliminare l’erba – afferma il sindaco Vincenzo Speranza – fanno ricorso a sostanze chimiche fortemente dannose per l’ambiente, l’agricoltura e la salute pubblica”. Dal 19 novembre scorso nel piccolo comune salernitano è in vigore un ordinanza che vieta l’uso di diserbanti per ripulire le strade regionali, provinciali e comunali prevedendo multe salate per i trasgressori. A fare uso delle pericolose sostante sono ormai da anni gli operai dell’Anas che proprio questa mattina non hanno fatto ingresso nel piccolo comune cilentano proprio perché in vigore la rigida ordinanza. “ Non è possibile che in un parco nazionale del cilento e del vallo di diano – afferma irritato il primo cittadino - si consenta di utilizzare sostante fortemente dannose per il suolo, la macchia mediterranea, le sorgenti, i prodotti delle nostre aziende agricole. E’ necessario che si intervenga al più presto con un’azione forte contro il metodo micidiale che l'anas continua ad utilizzare per liberare le sue strade dall' erbaccia. Bisogna che inizi ad utilizzare mezzi meccanici” . Per Speranza è necessario che tutti i sindaci adottino un'ordinanza analoga a quella del suo comune perchè in questo modo si eviterebbe in maniera compatta l'ingresso sul territorio cilentano delle micidiali sostanze chimiche che in questi giorni sono state spruzzate anche lungo la statale 18 che attraversa il golfo di Policastro.

Antonietta Nicodemo

Camerota. Incendiata l'aula consiliare del comune

Forse un cortocircuito. Il municipio resterà chiuso in attesa della perizia di agibilità.

Escluderebbero la pista dolosa gli inquirenti al lavoro per ricostruire la dinamica dell’incendio che ieri, nel tardo pomeriggio, ha pesantemente danneggiato il municipio di Camerota. Le fiamme sarebbero partite intorno alle 18, poco dopo la chiusura degli uffici comunali, avvolgendo dapprima alcuni arredi, poi, in pochi minuti, l’intera sala consiliare, distruggendola completamente. Il fuoco ha, infatti, divorato i tavoli dei consiglieri, le sedie del pubblico, computer, fascicoli vari e l’intera biblioteca comunale, fortunatamente però non ha provocato né vittime né tantomeno feriti. E’stato, in parte danneggiato anche l’archivio comunale, ma le forze dell’ordine, prima che le fiamme prendessero il sopravvento sono riuscite a portare via quasi tutti i faldoni, anche quelli che riguardano scottanti vicende giudiziarie. Il peggio è stato evitato grazie alla prontezza di alcuni dipendenti che notando del fumo fuoriuscire dai locali posti al pian terreno hanno fatto scattare l’allarme. Dopo poco sul posto sono giunti, oltre ai carabinieri della compagnia di Sapri, i vigili del fuoco e lo stesso sindaco Antonio Romano. Ci sono volute diverse ore per domare le fiamme, ma alla fine la forza dell’uomo ha prevalso. Secondo una prima ricostruzione e in seguito al sopralluogo effettuato stamane dai vigili del fuoco, le fiamme sarebbero partite in seguito ad un corto circuito nella sala server, posta vicino all’aula consiliare, di qui sarebbe stata esclusa la pista dolosa, anche se le indagini, proseguono, comunque ad ampio raggio, così come disposto dal pm, titolare del caso, il sostituto procuratore Renato Martuscelli. I locali interessati dalle fiamme sono stati posti sotto sequestro e in giornata dovrebbero essere portati a termine rilievi irripetibili; e a breve dovrà essere sciolta la riserva sull’agibilità della residenza municipale camerotana, la perizia ufficiale dovrebbe giungere nei prossimi giorni. Chiaro comunque che il palazzo di città prima di riaprire, visti gli ingenti danni, dovrà essere interamente bonificato.

Roberta Cosentino

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