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Camerota. Caso Pozzallo: reintegra dei terreni nel patrimonio pubblico. Soddisfatto Antonio

Il caso Pozzallo a Camerota continua a far discutere e ad arricchirsi di nuovi colpi di scena. Venerdì la notizia della notifica degli avvisi di garanzia al sindaco di Camerota e al suo predecessore per diffamazione in quanto avrebbero ingiustamente accusato la famiglia dell’ex assessore al bilancio di essersi appropriata di beni pubblici, stamattina, invece, quegli stessi terreni, rivendicati dai Guzzo come legittime proprietà, sono stati riacquisiti nel patrimonio demaniale di Camerota. Il governo cittadino, ha inteso così chiudere l’iter di “immissione in possesso” dell’area di oltre 20 ettari a strapiombo sul mare. Il procedimento è stato eseguito, ha sottolineato il sindaco Romano, dopo che la Regione Campania, lo scorso 26 marzo aveva intimato la reintegra. Un atto immediatamente notificato ai Guzzo dai vigili urbani camerotani e che stamane si è concretizzato con la riappropriazione dei terreni e la contestuale acquisizione al patrimonio pubblico. “Ora, ha sottolineato il sindaco Romano, il nostro obiettivo è rendere produttivi i suoli demaniali destinandoli, senza dimenticare l’ecosotenibilità, ad attività agroalimentari e turistiche di cui si renderanno protagonisti i giovani del nostro territorio”. L’avviso pubblico a cui sta già lavorando l’amministrazione comunale dovrebbe essere pubblicato la prossima settimana. Dunque un risvolto completamente diverso rispetto all’avvio del processo, previsto per il 19 marzo 2014 e che vede indagati Romano e Troccoli proprio per i terreni di località Pozzallo per le accuse mosse in campagna elettorale contro Pierpaolo Guzzo, candidato in una lista avversaria e la sua famiglia.

Roberta Cosentino

 

 

 

 

Scario. Furto al tabacchino di via Rione Nuovo. I ladri hanno fatto man bassa di tutto ciò che hanno trovato

Furto al tabacchino di via Rione Nuovo, a Scario. Nella notte tra giovedì 20 e venerdì 21 giugno, ignoti si sono introdotti nel negozio di articoli di monopolio e hanno fatto razzia di tutto ciò di cui il locale era fornito, svuotando le slot machine e rubando: soldi, valori bollati, gratta e vinci e sigarette. Sembra che i ladri siano entrati da una porta secondaria aiutandosi con la fiamma ossidrica e che dopo il colpo abbiano urtato con l'auto contro un muretto, abbandonando poi l'autovettura. Durante il furto pare che nessuno si sia accorto di nulla, neanche i proprietari del locale, i quali abitano sopra il tabacchino.

Policastro. Furto in un'abitazione nei pressi del centro artigianale della Comunità Montana Bussento, Lambro e Mingardo

Furto mercoledì sera a Policastro nei pressi del centro artigianale della comunità montana Bussento, Lambro e Mingardo. Ignoti si sono introdotti da una porta laterale di un’abitazione di una famiglia del posto, approfittando dell’assenza dei proprietari. Hanno sradicato la cassaforte presente nel muro riuscendo ad asportare qualche monile in oro e un paio di orologi, per un valore complessivo di circa due mila euro. I proprietari quando sono rientrati (un’ora e mezza dopo), hanno trovato tutto sottosopra ed hanno allertato i carabinieri. Nei giorni scorsi nella stessa zona è stata vista spesso aggirarsi un’Audi con a bordo cinque persone sospette. La segnalazione è servita ai militari a dare avvio ad una specifica ricerca. La notte scorsa la stessa auto è stata intercettata ad Agropoli dai carabinieri della locale compagnia ma i soggetti a bordo sono riusciti a fuggire. L ‘Audi è risultata rubata ad Ottaviano. Il capitano di Sapri Emanuele Tamorri invita la popolazione a stare attenta e a segnalare per tempo, persone e movimenti sospetti “ consentendo così ai militari di operare e al territorio di rimanere tranquillo”.

Antonietta Nicodemo

Sapri. Ospedale: nuovo blitz antiassenteismo

Nuovo blitz antiassenteismo al Distretto Sanitario di Sapri. E’ di cinque anni fa l’operazione che ha portato sotto processo oltre 20 dipendenti dell’ Asl. Ieri mattina la struttura che ospita gli uffici amministrativi e gli ambulatori per le visite specialistiche è stata passata al setaccio dai carabinieri della locale compagnia, per verificare assenze e presenze. I militari del capitano Emanuele Tamorri hanno ispezionato i turni di ciascun dipendente e verificato se in quel momento erano sul posto di lavoro. Un'operazione che ha messo in subbuglio l’intero edificio alle spalle dell’ospedale. I carabinieri hanno bloccato gli accessi e chiesto i documenti ai presenti per l’identificazione. Le indagini rientrano in un più ampio servizio teso a punire i dipendenti pubblici che, con vari stratagemmi, riescono a risultano presenti anche se non lo sono. L ‘esito del blitz lo si conoscerà solo dopo che gli inquirenti avranno effettuato le verifiche incrociate tra i registri delle presenze, i cartellini timbrati e le dichiarazioni raccolte tra i dipendenti. Un lavoro articolato che dovrà terminare con una dettagliata relazione da consegnare alla Procura della Repubblica di Sala Consilina, con l’eventuale denuncia degli impiegati che, ieri mattina, non era sul posto di lavoro e fuori dalla sede del distretto sanitario. Una struttura non nuova ai blitz contro l’assenteismo. Nel 2008 l’operazione di controllo portò alla denuncia e poi a processo di oltre 20 dipendenti, per l’80% impiegati degli uffici amministrativi: alcuni sono stati prosciolti perchè hanno giustificato al giudice la loro assenza, per gli altri la causa è ancora davanti al tribunale, che dovrà pronunciarsi nei prossimi mesi. A giorni saranno sentiti gli ultimi testi, poi sarà emessa la sentenza per ciascun imputato.

Antonietta Nicodemo

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