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Sala, rogo al negozio per truffare l'assicurazione: fingono incidente e finiscono in manette

 

Truffa all'Inps, in carcere anche un sindacalista di Sala Consilina. Gli sviluppi dell'indagine

 

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Truffa all'Inps, 4 arresti. In carcere anche il sindacalista di Sala Consilina Mariano Santarsiere

 

C’è anche il sindacalista della Cisl, Mariano Santarsiere, di Sala Consilina tra gli arrestati nell’operazione condotta dai carabinieri del R.O.S. per smantellare un’organizzazione dedita alla riscossione fraudolenta di denaro pubblico. Santarsiere, 43 anni, sposato, padre di due figli, segretario provinciale della Fisascat Cisl, noto per aver seguito tante vertenze sul territorio, non ultima quella relativa ai lavoratori della Ergon, da questa mattina è ai domiciliari nella sua abitazione in attesa che si chiarisca la sua posizione su quella che appare una truffa organizzata nei confronti dell’Inps. Agli arresti nell’ambito dell’operazione sono finiti anche il sindacalista Remo Criscuolo di Eboli, il consulente del lavoro ed ex consigliere comunale di Sarno Claudio Pagano e il consulente del lavoro Giuseppe Iannece di Campagna, mentre ad altre 16 persone sono stati notificati dei provvedimenti restrittivi su disposizione della Procura Di Salerno. Si tratta di sindacalisti, consulenti del lavoro, responsabili di enti di formazione professionale ed imprenditori campani che secondo le accuse organizzandosi e presentando falsa documentazione erano riusciti ad ottenere i contributi statali previsti per la cassa integrazione in deroga. L’indagine ha avuto inizio nel 2011 e ha portato alla luce questo modus operandi. Gli imprenditori continuavano ad impiegare regolarmente i dipendenti ma, attraverso tale presunta organizzazione e con la complicità prezzolata di soggetti del settore, riscuotevano illecitamente le erogazioni dell’Inps e si assicuravano anche la regolarizzazione dei contributi previdenziali non versati all’Ente proprio per lo stato di cassa integrazione dei lavoratori. La truffa si allargava anche alla Regione perché i soggetti coinvolti tentavano di percepire anche le somme erogate da Palazzo Santa Lucia per i previsti corsi di aggiornamento a cui sottoporre i cassintegrati. Dieci le società salernitane implicate nella vicenda a vario titolo. Un imprenditore deve rispondere anche di estorsione per aver percosso un dipendente per farsi consegnare il contributo previdenziale illecitamente ottenuto. L’indagine, che ha portato anche al sequestro di 650 mila euro, ritenuti l’ammontare del danno arrecato alla pubblica amministrazione è ancora in corso e non si escludono sorprese. Intanto a Sala Consilina c’è sgomento per quanto accaduto a Santarsiere. Chi lo conosce lo definisce una persona attenta, seria e scrupolosa nel suo lavoro. “Se è finito implicato in questa vicenda- dicono- è stato forse per la sua eccessiva disponibilità”.

Daria Scarpitta

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