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Paura nel Cilento: scossa di magnitudo 3.7 nella Piana del Sele

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.7 si è verificata mercoledì sera alle 20:37 , nel distretto sismico del Cilento. Il terremoto, profondo 6.3 km, e registrato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, è stato avvertito dai cittadini dei comuni di Giungano, Cicerale, Capaccio, Albanella e Roccadaspide in modo molto chiaro. La scossa è stata avvertita fin nei paesi del golfo di Policastro e nel Vallo di Diano. Per ora non risultano danni a persone o cose.

Cilento e Diano: nuovi danni da maltempo. Ko la Mingardina

L’arrivo dell’inverno sul salernitano non si era ancora fatto sentire, ma a gennaio inoltrato è bastato un accenno per far partire già la prima conta dei danni. Dal Cilento al Vallo di diano la situazione è pressoché uguale. I fatti raccontano di canali e fiumi straripati, strane franate o divorate dalle mareggiate, attività commerciali e abitazioni allagate, famiglie evacuate e altre tratte in salvo, scuole chiuse e traffico deviato per evitare drammatiche conseguenze. Un bollettino inquietante che racconta delle ultime 48/72 ore a sud del capoluogo, per alcuni frutto dell’eccezionalità del fenomeno, per altri la conseguenza di abusi e speculazioni sul territorio. Le maggiori criticità sono state registrate nella zona dell’alto Cilento; lo straripamento dei fiumi Sele e Calore e di alcuni affluenti ha reso impraticabile una vasta area. Nella zona tra Capaccio, Albanella e Altavilla i vigili del fuoco sono riusciti a mettere in salvo sei persone rimaste intrappolate nelle loro auto. Ma i caschi rossi, nel tardo pomeriggio di ieri, hanno fatto i conti anche con un palo dell’alta tensione caduto in acqua e ancora nella città dei Templi per riuscire a mettere in salvo intere aziende bufaline. Attimi concitati soprattutto a CasalVelino, dove si è temuto per l’incolumità di una giovane madre e del suo figlioletto di appena due mesi, che solo per miracolo sono scampati agli effetti devastanti dell’esondazione del fiume Alento ingrossato dalla pioggia torrenziale caduta per l’intera giornata. Salvataggio in extremis, grazie all’ausilio di un gommone, anche per un anziano agricoltore, rimasto bloccato in un fondo di località Montella Vallo Scalo. A Camerota è stata soprattutto la viabilità a risentire della eccezionale ondata di maltempo e così la Mingardina è ritornata a far parlare di se. Dopo la frana dei giorni scorsi all’altezza del bivio di San Severino, ieri pomeriggio è stato il mare a creare i disagi. Le forti mareggiate hanno scavato sotto il manto stradale provocando ampi cedimenti. La situazione viene tenuta sotto stretto controllo e per evitare la chiusura totale dell’arteria tra camerota e palinuro a tarda notte il sindaco romano ha disposto lo sversamento di alcuni carichi di pietrisco per evitare maggiori fenomeni di erosione. Sono strascorse tutto sommato bene le ultime ore nella città capofila del golfo di Policastro. Dopo gli allagamenti di lunedì e le mareggiate di ieri, Sapri non ha dovuto fronteggiare particolari emergenze, prova che il piano di controllo ha funzionato bene. Nel Vallo di Diano, invece, in seguito alle piogge alluvionali la comunità montana ha chiesto lo stato di calamità naturale. “L’intero territorio, ha dichiarato il presidente Accetta, è stato interessato da eventi piovosi a carattere eccezionale che hanno determinato allagamenti diffusi in tutta la piana con danni ingenti alle colture in atto, alle strade interpoderali e alle opere pubbliche di bonifica pedemontane e montane del territorio”. “la situazione generale, già molto grave, ha evidenziato Accetta , rischia di diventare particolarmente drammatica se le piogge alluvionali non cesseranno, così come avvertito anche dai vari Comuni e dal Consorzio di Bonifica”.

Roberta Cosentino

Ispani: crolla il tetto di una vecchia abitazione, tragedia sfiorata

 

Crollo annunciato a San Cristoforo, frazione di Ispani. Nella giornata di ieri il tetto di una vecchia abitazione è venuto giù nella centrale Via dei Mille, all’interno del centro abitato, facendo finire in strada parte delle macerie, essendo la casa sprovvista di porte e finestre. Un incidente che fortunatamente non ha avuto più gravi conseguenze perché in quel momento per la strada non passava nessuno. Ma il gruppo di minoranza del Comune di Ispani resta indignato per quanto accaduto, tanto più che il possibile crollo già era stato segnalato dagli stessi consiglieri. “Per quella strada quotidianamente transitano autovetture e pedoni -scrivono in una nota i membri dell’opposizione Avagliano, Cacciamo, Lovisi e Pecorelli- si è evitata una tragedia per puro caso. Ma la cosa che riteniamo più sconcertante è che più volte negli ultimi anni, a difesa dell’incolumità pubblica, abbiamo segnalato al Responsabile dell’Ufficio Tecnico e al Sindaco, la pericolosità di alcune abitazioni abbandonate, tra cui anche questa.”. E a riprova della propria dichiarazione i consiglieri di minoranza mostrano la nota con la quale nel maggio scorso segnalavano il rischio crolli nell’abitazione dove ieri è venuto giù il tetto. “Nonostante ciò- continuano - mai nessun provvedimento specifico è stato preso. Riteniamo ingiustificato l’immobilismo amministrativo dimostrato e la tragedia sfiorata fa riflettere sulla necessità di prevenire i possibili disastri ambientali piuttosto che piangere sugli esiti di un disastro”. Intanto sul luogo del crollo da subito l’Ufficio Tecnico è intervenuto per transennare la zona e disporre la chiusura del tratto di strada interessato dalle macerie. Sono anche già state avviate le ricerche per rintracciare i proprietari dell’immbile che potrebbero risiedere a Roma. Una volta individuati, verrà loro notificata un’ordinanza di ripristino dei luoghi e di messa in sicurezza.

Daria Scarpitta

Cilento e Diano: è allarme maltempo

 

 

A Sapri ieri era la pioggia a preoccupare , oggi il mare. Una situazione di emergenza che secondo gli ultimi bollettini dovrebbe terminare a breve, ma in riva al Golfo di Policastro resta alta la guardia con presidi attivi in tutti i punti critici della città. Un controllo capillare del territorio per evitare gravi conseguenze come già avvenuto in passato. Dal record della pioggia caduta ieri, che in nemmeno un’ora ha superato i 130 millimetri, alle onde che oggi, da buon mattino, hanno superato i diversi metri di altezza riversando sulla Statale 18, alla solita altezza di Largo dei 300 ex distributore Agip, pietrisco e materiali vari, tanto che il tratto di strada è stato chiuso al traffico. Una interdizione necessaria per mettere in campo interventi urgenti di pulizia considerato il fatto che se dovessero verificarsi nuove esondazioni dei canali tra via Pisacane e via kennedy, Corso Italia rimarrebbe l’ unica via di transito. Così è stato anche ieri, nel primissimo pomeriggio. Un grosso tronco portato a valle dalla furia dell’acqua ha ostruito il canale di scolo e così le strade comprese tra via Kennedy, piazza regina Elena e piazza San Giovanni si sono trasformate in un enorme fiume. La macchina degli interventi, che ha visto anche il sindaco Del Medico un improvvisato vigile urbano, così come hanno simpaticamente scherzato, in molti, sui principali social network, ha funzionato e ha evitato ripercussioni su cose e persone.

Roberta Cosentino

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