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Sala Consilina, appello disperato di un imprenditore

 

Un appello, affinché i commercianti non siano lasciati soli nell’affrontare la quotidiana battaglia contro la crisi che attanaglia il settore. E’ questo in estrema sintesi il contenuto di una lettera inviata dal un esercente di Sala Consilina al sindaco della città capofila del Vallo del Vallo di diano. Un accorato appello, quello rivolto da Giuseppe Di Giuseppe a Gaetano Ferrari quasi al termine del suo secondo mandato da primo cittadino. “Mi sento umiliato ed offeso nella mia dignità di cittadino onesto, scrive Di Giuseppe nella missiva, poiché ogni giorno ho visto scadere la politica, sotto l’aspetto gestionale, etico e morale, che ha visto commercianti e imprenditori abbandonati a sé stessi pervasi da un forte senso di solitudine e di impotenza”. Un stato d’animo comune a molti operatori del settori e che ha spinto il commerciante salese a chiedere al sindaco l’avvio tempestivo di un tavolo di concertazione con i rappresentanti del comparto, le associazioni e tutte le forze interessate dal triste fenomeno, “ tanto scrive Di Giuseppe nella lettera inviata al sindaco Ferrari, al fine di trovare delle soluzioni alle criticità che attanagliano le imprese che oggi sopravvivono tra mille difficoltà, sobbarcate da gravose tasse”. Sollecitando un celere confronto, Di Giuseppe, auspica che si possa avviare “una discussione per il bene di tutta la collettività e capace di dare un segnale di reale svolta all’insegna del cambiamento”.

Roberta Cosentino

Bracconaggio, blitz della forestale nel Cilento: 6 denunciati

 

Caccia fuorilegge nel Parco Nazionale del Cilento del Vallo di Diano e degli Alburni. Il Corpo Forestale del CTA di Vallo della Lucania ha intensificato i controlli in ambito venatorio dopo gli ultimi gravi incidenti avvenuti proprio durante delle battute di caccia che hanno messo in evidenza diverse irregolarità compiute dai cacciatori. Sabato e domenica scorsi, dunque, sono scattate diverse operazioni nel perimetro del Parco grazie alle segnalazioni pervenute al 1515 e all’iniziativa propria dei forestali. A Caselle in Pittari una squadra di baschi verdi , uditi numerosi colpi di fucile, con l’ausilio di strumenti ottici di precisione, ha avvistato ad una certa distanza tre uomini ed un cane di colore chiaro. Giunta sul posto senza farsene accorgere, la pattuglia ha beccato in flagrante i tre mentre erano intenti alla caccia al tordo. Per loro, rispettivamente di 42 , 40 e 35 anni, sono scattati la denuncia a piede libero e il sequestro dei fucili e delle 87 munizioni ritrovate in loro possesso.I reati contestati sono quelli di caccia ed introduzione di armi in area protetta. In contemporanea altre squadre di forestali agivano a Perdifumo , dove sorpreso nell’esercizio abusivo della caccia è stato un 58enne a cui, dopo la denuncia, sono state requisite la doppietta e 26 cartucce, e a Trentinara. Qui due giovani di 25 e 27 anni sono stati colti mentre trasportavano a bordo di un veicolo un cinghiale la cui morte è stata poi certificata dal personale Asl intervenuto. Anche per loro è scattata la denuncia visto che erano intenti in un’attività abusiva di cattura e prelievo di specie selvatica protetta. “Le operazioni condotte- ha detto il coordinatore del CTA di vallo, l’ing. Fernando Sileo, - mostrano l’attenzioen che il personale forestale riserva al fenomeno del bracconaggio nell’area del parco e quanto sia importante il contributo dei cittadini che segnalano e denunciano le illegalità”.

Daria Scarpitta

Montesano sulla Marcellana, anziano trovato morto. Si indaga

 

Sarà l’autopsia ad accertare le cause del decesso del 60enne di Montesano sulla Marcellana, rinvenuto cadavere, in una pozza di sangue, nella sua abitazione. Potrebbe trattarsi tanto di un fatto naturale quanto di un delitto, ma al momento sulle indagini in corso vige il massimo riserbo; tuttavia da alcune indiscrezioni trapelate sembrerebbe che dall’ esame esterno sia stata in parte esclusa l’ipotesi criminale avanzata in un primissimo momento per dei precedenti di polizia che avrebbero segnato la vita del montesanese e per cui pare, in passato avesse ricevuto anche delle minacce di morte. Anche se al momento sembrerebbe che nessuna pista sia stata esclusa, pare che gli inquirenti, coordinati dalla procura di Lagonegro, propendano, come detto, per una morte sopraggiunta per cause naturale. Un decesso provocato dalla rottura delle varici esofagee, che avrebbe poi determinato quella che in gergo medico viene definita emottisi l’emissione di sangue dalle vie respiratorie e in particolare dalla bocca. Una grossa emorragia che non ha lasciato scampo al 60enne ritrovato, da alcuni suoi vicini di casa, a diverse ore di distanza dalla morte. Trasferito presso l’obitorio del Luigi Curto sarà l’esame autoptico a fugare ogni dubbio. Intanto nelle ultime ore dopo i carabinieri della compagnia di Sala Consilina anche gli uomini della sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale hanno ispezionato l’abitazione, dove l’uomo viveva da solo, per individuare eventuali elementi utili alla risoluzione del caso.

Roberta Cosentino

Ospedale di Agropoli, dura lettera di Alfieri a Caldoro

 

Il Sindaco di Agropoli Franco Alfieri non si arrende alla perdita dell’Ospedale cittadino e prende di nuovo carta e penna per scrivere al presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro e mettere nuovamente in discussione quella che definisce una decisione “assurda, faziosa e irresponsabile”. Alfieri rivendica di dover dare ogni giorno delle risposte ai suoi concittadini in particolare a quelli che chiedono come la Regione pensa di risolvere la grave mancanza di strutture sanitarie sul territorio e che cosa diventerà la moderna struttura ospedaliera della cittadina. “Perché solo Agropoli è stata sacrificata?- si legge nella missiva- perchè si è distrutta la sanità pubblica privando il territorio non solo dell’ospedale ma anche dei servizi di radiologia, del laboratorio analisi, del centro trasfusionale? Queste sono le domande che i cittadini si pongono e alle quali lei è tenuto a rispondere. Io ho le risposte a queste domande. E’ per l’incapacità politica e la faziosità dei gruppi” Alfieri insomma non le manda a dire perché non ritiene chiusa la questione, perché dice “una tale problematica non può essere liquidata e archiviata facilmente. Stiamo parlando di un abuso perpetrato a discapito dell’intero territorio….il tutto per false esigenze di bilancio”.Di qui la richiesta a che Caldoro fornisca delle risposte per tranquillizzare la popolazione che esige azioni concrete. Alfieri, dal canto suo, promette ancora battaglia contro la chiusura. “Non mi arrendo , anzi con maggiore determinazione e rabbia lotterò affinché ci venga restituito ciò che ci è stato derubato.”.

Daria Scarpitta

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