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Scario, piromane in manette. Il difensore "liberava le caditoie"

E' stato sorpreso dai carabinieri mentre tentava di appiccare i fuoco, per questo un 64enne di San Giovanni a Piro è stato arrestato in flagranza di reato. L’uomo in attesa del giudizio per direttissima è stato sorpreso lungo la strada che collega la frazione Scario con il comune capoluogo. A nulla sono valse le giustificazioni, visti i gravi indizi di colpevolezza: il 64enne, è stato ammanettato. Il legale della difesa, l’avvocato Franco Maldonato, punta a far cadere le accuse, in quanto secondo quanto riferito, il suo assistito era intento a liberare le caditoie da alcuni resti di vegetazione che, diversamente, in caso di pioggia avrebbero ostruito i canali di scolo provocando l’allagamento di un' abitazione di proprietà della sorella dell’arrestato. Il pm ha chiesto per il 64enne gli arresti domiciliari mentre la difesa opponendosi alla richiesta del pubblico ministero ha proposto, oltre al rigetto della misura cautelare, l’obbligo di presentazione all’organo di polizia giudiziaria.

"Evasione" nel Cilento, arrestato due volte in 48h

Era tanto innamorato del Cilento tanto da evadere i domiciliari e farsi arrestare due volte nel giro di appena 48ore. Potrebbe non essere un record, ma è quanto ha visto protagonista un pluripregiudicato napoletano, Sandro Zizolfi. Il 38enne, infatti, è stato acciuffato prima ad Agropoli e in ultimo a Vallo della Lucania e se la prima volta era stato riaccompagnato presso la sua abitazione di Napoli, in regime di arresti domiciliari, da ieri mattina , invece, dopo la seconda evasione cilentana e dopo essere stato processato per direttissima, per lui si sono spalancate le porte della casa circondariale vallese. I militari del capitano Alessandro Starace, lo hanno identificato mentre, in tutta tranquillità ammirava le vetrine di alcuni negozi ubicati in via Aneglo Rubino, dunque in pieno centro cittadino. Alla vista dei carabinieri, Zizolfi, ha tentato una precipitosa fuga a piedi , ma il suo tentativo non è andato a buon fine. Gli uomini dell’arma dopo un rocambolesco inseguimento lo hanno bloccato e ammanettato. Trasferito in carcere un altro reato si aggiunge al suo lungo curriculum che lo vede già condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, rapina, furto aggravato, lesioni personali, minacce, estorsione, ricettazione, spaccio di droga e ancora tanti altri. Chissà che proprio nel Cilento non stesse organizzando un suo ennesimo colpo!?

Roberta Cosentino

Caso Valentina Col, tra i dieci indagati della Procura anche un radiologo cilentano

Celle di Bulgheria, costringeva la moglie a prostituirsi, arrestato un 54enne

Aveva il suo aguzzino in casa, ma finalmente, ieri pomeriggio, i Carabinieri hanno messo fine al terribile incubo di una 35enne. I militari della Stazione di Torre Orsaia, agli ordini del Maresciallo Domenico Nucera, hanno, infatti, tratto in arresto un 54enne di Celle di Bulgheria, responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali, minaccia, violenza sessuale continuata e sfruttamento della prostituzione. La terribile vicenda ha avuto inizio circa tre anni fa quando l’uomo iniziò a fare strane proposte sessuali alla sua compagna. Da allora sotto la minaccia di una pistola e con il ricatto di portarle via i due figli, il 54enne costringeva la donna a prostituirsi tra le mura domestiche, percependo un compenso di 100 Euro per ogni prestazione. L’attività investigativa, diretta dal Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Vallo della Lucania, Renato Martuscelli, ha permesso di appurare che gli uomini che entravano in quella casa erano tutti conoscenti del 54enne e provenivano da tutta la Provincia di Salerno. Il 54enne cellese durante il giorno gestiva gli appuntamenti e la sera faceva si che si consumassero all’interno della casa degli orrori. A giugno scorso l’epilogo. La giovane donna ha deciso di chiedere aiuto ai Carabinieri e denunciare tutti i terribili soprusi subiti dal suo uomo. Gli uomini dell’Arma, con la delicatezza degli psicologi e la determinatezza dei militari, hanno dapprima rincuorato e “messo” al sicuro la donna, poi sono immediatamente intervenuti traendo in arresto l’uomo per detenzione illecita di armi comuni da sparo, in quanto trovato in possesso di una pistola ed alcune munizioni non denunciate. Posto ai domiciliari in un’abitazione di Licusati, sono stati poi assunti gli elementi per richiedere la cattura per gli altri terribili reati, così il GIP del Tribunale di Vallo della Lucania, concordando con la locale Procura e con le indagini dell’Arma, ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ponendo di fatto fine all’incubo della donna, che ora si trova al sicuro con i suoi due figli.

Roberta Cosentino

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