Contenuto Principale

Agropoli, intervento al seno mal riuscito: la Corte ha stabilito il risarcimento per il danno subito alla sfera sessuale

Sentenza innovativa al Tribunale di Vallo della Lucania nell’ambito del processo intentato da due coniugi di Agropoli nei confronti di un chirurgo vallese per un intervento al seno mal riuscito. La Corte ha stabilito il risarcimento per il danno subito alla sfera sessuale anche al coniuge, con una decisione all’avanguardia che viene plaudita dall’avvocato della coppia, l’agropolese Renato Abbate. La vicenda ebbe luogo nel 2004 quando la donna, una 49enne, si sottoposto ad una mastoplastica additiva ad entrambi i seni. L’intervento non andò come previsto: i seni della donna avrebbero avuto dimensioni differenti e alcune deformazioni legate al movimento delle braccia. Un grave problema estetico che portò la donna a sottoporsi a numerose visite mediche, rassicurata dal chirurgo che tutto sarebbe tornato alla normalità, cose che invece non avvenne. La signora fu costretta ad asportare entrambe le protesi, tra l’altro proprio quelle riconosciute come cancerogene qualche tempo fa e tolte dal mercato. L’avvocato della coppia è riuscito a dimostrare in Tribunale le ripercussioni psicologiche oltre che di salute, subite dalla donna, avanzando anche il danno subito dal marito, privato della serenità familiare e del diritto alla sessualità. Il Tribunale vallese ha accolto questa tesi, condannando il chirurgo e riconoscendo alla donna un risarcimento di circa 34 mila euro e al marito, cosa assolutamente nuova, un indennizzo di circa 7 mila euro.

Daria Scarpitta

Cilento, GdF smaschera un falso povero. Prestava 6 mln di euro a imprenditori

Appariva come un povero, ma in realtà, visti i suoi conti, abilmente nascosti al Fisco, era tutt’altro. Un falso povero che si adoperava, addirittura per prestare danaro a imprenditori, professioni e semplici cittadini dell’area del Basso Cilento. Erogazioni illegali che hanno superato, nel corso del tempo, i sei milioni di euro. E’ questo quanto hanno scoperto i militari della Guardia di Finanza di Sapri, diretti dal Tenente Ciro Fanelli. Autore della vera e propria attività bancaria e finanziaria abusiva un cinquantenne originario del napoletano, ma da tempo trasferitosi nel Golfo di Policastro, dove, visto il volume d’affari, aveva trovato terreno fertile per le sue losche attività. Ma, come si sa, a tutto c’è una fine e così anche per lo pseudo bancario è arrivato il momento di fare i conti, non con i suoi tanti disperati clienti, ma con la Giustizia. L’attività investigativa degli uomini delle Fiamme Gialle sapresi ha permesso di ricostruire l’esatta posizione reddituale del finto povero. Secondo quanto accertato, il 50enne, a fronte degli ingenti movimenti di danaro sui propri conti correnti, per il triennio 2004-2006, ha indicato nelle dichiarazioni redditi irrisori, mentre per le annualità seguenti, ha addirittura omesso di presentare i modelli dichiarativi obbligatori. In concreto l’uomo ha occultato al Fisco elementi positivi di reddito per un totale di nove milioni, costituiti, per sei milioni e 400mila euro, da proventi derivanti dall’esercizio abusivo dell’attività bancaria e finanziaria e, per la restante parte, quantificata in 2milioni e 600mila euro, da illecite movimentazioni del capitale prestato. Il 50enne è stato deferito all’Autorità Giudiziaria di Vallo della Lucania per i soli reati di Infedele presentazione della dichiarazione dei redditi e di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi. E’ chiaro che l’attività congiunta delle fiamme gialle e della magistratura prosegue e non è escluso che a breve l’Autorità Giudiziaria possa disporre l’applicazione di misure cautelari reali per quanto riguarda i reati di illecita attività di natura bancaria e finanziaria.

Roberta Cosentino

Capaccio, indossava le cuffie per ascoltare la musica e non ha sentito l'arrivo del treno: Giulio Tumminelli è stato trascinato per diversi metri lungo la banchina della stazione ferroviaria. Ora è fuori pericolo

Giulio Tumminelli (nella foto), il 22enne di Pontecagnano rimasto gravemente ferito, ieri pomeriggio, dopo essere stato travolto da un treno in transito alla stazione di Capaccio Scalo, è fuori pericolo. Il giovane ha riportato purtroppo la frattura della mascella, gravi lesioni alla mandibola e alla gola, la perdita di due dita e parte del polso della mano sinistra, segno tangibile che il 22enne ha tentato di proteggersi prima del tragico impatto: condizioni che hanno reso necessario il trasporto d’urgenza in elicottero all’ospedale Ruggi di Salerno, dove i medici si sono riservati la prognosi, ma il ragazzo non rischia la vita non avendo riportato danni ad organi vitali.

Il fatto:

Giulio Tumminelli è stato colpito nella stazione ferroviaria di Capaccio da un treno in transito mentre era seduto sulla banchina prospiciente le rotaie di un binario. Il giovane di Pontecagnano da quanto si è appreso, era seduto oltre la linea gialla di demarcazione del pericolo in attesa del convoglio e indossava le cuffie per ascoltare la musica e non ha sentito l’arrivo del treno.

Al sopraggiungere del treno il ragazzo è stato trascinato per diversi metri lungo la banchina della stazione ferroviaria capaccese. A nulla è servita la frenata dell’autista. Sul luogo del grave incidente ferroviario sono giunti carabinieri e medici del 118. Il 22enne, è ora ricoverato all’ospedale Ruggi di Salerno, dove è stato trasportato. Indagini in corso dei carabinieri per ricostruire la esatra dinamica dell’accaduto.

Sfiorata la tragedia a Capaccio: balordi lanciano sassi da un cavalcavia, colpita una macchina in transito. Miracolosamente illesa la famiglia dell’imprenditore Gerardo Rega

E’ caccia ai balordi che nella notte tra giovedì e venerdì hanno messo in pericolo la vita di un’intera famiglia, quella dell’imprenditore, nonché presidente dell’azienda di servizi comunali Paistom, Gerardo Riga. A mettere seriamente a repentaglio la loro esistenza, alcuni balordi che intorno alle due hanno lanciato alcuni sassi dal cavalcavia ferroviario che sovrasta via Pertini , nei pressi della stazione di Capaccio Scalo. L’imprenditore viaggiava a bordo della sua Lancia Ypsilon, in compagnia della moglie e del figlio, quando, improvvisamente ha avvertito un forte rumore. Gli sono bastati pochi secondi per comprendere che qualcosa aveva colpito la sua utilitaria. Riga si è fermato, è sceso dalla macchina e a quel punto tutto è stato chiaro, evidente. Sull’asfalto erano disseminate diverse pietre, alcune grandi come un pugno, altre molto di più. Qualcuno le aveva prelevate dalla strada ferrata e le aveva buttate a gran forza giù dal ponte. Immediatamente l’imprenditore ha allertato i carabinieri della compagnia di Agropoli, che giunti sul posto hanno avviato le prime ricerche, ma dei balordi , autori del vile gesto, non c’era più alcuna traccia approfittando del buio erano riusciti a dileguarsi senza farsi vedere. Il fatto ha generato non poca apprensione e per questo in molti sperano che si possa presto giungere ad una conclusione. Che si sia trattato di una bravata da ragazzi o del gesto di mitomane, non conta, hanno fatto sapere i rappresentanti di alcuni comitati per la sicurezza di Capaccio, l’importante è che questi vigliacchi vengano assicurati alla giustizia, non si può , hanno concluso, rischiare di morire per la follia di qualcuno”.

Roberta Cosentino

Questo sito utilizza cookies per migliorare la vostra esperienza di navigazione. I cookie utilizzati per il funzionamento essenziale di questo sito sono già stati impostati.

  Accetto i cookies da questo sito.