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Torna la schiuma nelle limpide acque di Capitello, il comune si appella all'Arpac

 Sulle limpide acque marine di Capitello è tornata a farsi rivedere la fastidiosa scia schiumosa di colore marrone chiaro che da anni segnalano turisti e bagnati, in particolare durante la stagione estiva. Il recente fenomeno è stato immortalato da una foto scattata dalla collina a ridosso dalla cittadina rivierasca e consegnata al Comune per i provvedimenti del caso. La giunta del sindaco Edmondo Iannicelli senza perder tempo la scorsa settimana con una apposita delibera ha chiesto all’Arpac, alla Regione Campania, alla prefettura e all’Asl di adottare, ciascuno per le proprie competenze, le misure necessarie per eliminare tale fenomeno schiumoso “ che nelle precedenti stagioni estive – spiegano dal Comune – ha provocato malumori e proteste da parte dei bagnanti “. Secondo l’amministrazione di Ispani la macchia schiumosa sullo specchio acqueo della sua frazione rivierasca è una conseguenza della corrente del Fiume Bussento la cui foce non è molto loltana da Capitello. Nella delibera inoltrata all’Arpac e alle altre autorità viene anche precisato che negli ultimi anni durante i mesi estivi il fenomeno si verifica durante una particolare fascia oraria, quella compresa tra le 10,30 e le 12,30. Difatti anche la schiuma notata in questi giorni galleggiava in riva al mare capitellese intorno a mezzogiorno. L’amministrazione Iannicelli ritiene necessario che prima che arrivi l’estate 2014 si cerchi di comprendere chi o che cosa genera la macchia schiumosa che negli anni scorsi ha provocato non poche lagnanze da parte dei bagnati che numerosi frequentano la spiaggia di Capitello. Un fenomeno quello della chiazza melmosa che purtroppo si continua a registrare in molte altre località rivierasche cilentane. I valori sulla balneazione da queste parti sono sempre al top ma vengono infangati dall’indegno spettacolo schiumoso. Forse è giunta l’ora che qualcuno indaghi seriamente sulle cause.

Antonietta Nicodemo

Sala Consilina e Policastro a lutto per i 27enni Domenico Lovaglio e Maria Dorotea Di Sia

 E’ accaduto poco prima della mezzanotte sulla Strada Provinciale 52 che collega Teggiano a Sala Consilina. Domenico Lovaglio, 27enne, di Sala Consilina era a bordo della sua auto, un’Alfa 147 e stava transitando in direzione della cittadina capofila del Diano, quando per cause ancora in corso di accertamento, a pochi km dal centro abitato, in località San Giovanni, subito dopo aver attraversato il Ponte del Fossato Maggiore, ha perso il controllo dell’auto ed è finito nella cunetta sulla sua destra, nel punto in c’è un intervallo tra un guardrail e l’altro. L’auto, uscita fuori strada, si sarebbe girata e avrebbe poi impattato proprio contro l’inizio della barriera protettiva che si sarebbe introdotta nelle lamiere risultando fatale. Non c’è stato nulla da fare per questo giovane che è deceduto nel tragitto verso l’Ospedale di Polla. Domenico Lovaglio lavorava presso l’azienda di famiglia che si occupava della distribuzione di prodotti farmaceutici, la stessa che già qualche mese fa aveva dovuto subire un altro grave lutto, quando a perdere la vita, sempre in un incidente stradale fu il giovane autista impiegato nell’impresa, Domenico Botta, anche lui 27enne. Lo scorso aprile infatti nel potentino uscì fuori strada proprio con il furgone aziendale. Un appuntamento con il destino che ha colpito due giovani vite e che nel giro di un mese ha provato duramente la stessa famiglia. Domenico Lovaglio, appassionato di moto e grande tifoso del Futsal, squadra di calcio a 5 di Sala Consilina, aveva tanti amici che ora ne piangono la scomparsa. Domani si svolgeranno le esequie.

 

 Un’altra tragedia ha accomunato nel dolore il Golfo di Policastro e il Vallo di Diano. Nel pomeriggio di ieri intorno alle 18 in Puglia ha perso la vita in un incidente stradale Maria Dorotea di Sia, 27enne, conosciuta sia a Sala Consilina, sia a Policastro Bussentino, due cittadine dove ha vissuto l’infanzia e l’adolescenza. La giovane era a bordo di un’Audi A6 nera che stava transitando nei pressi del lungomare di Bisceglie, paese di cui è originario il fidanzato Pantaleo Mauro D’Addato. Sull’auto c’erano anche il ragazzo, il fratello maggiore di questi di 45 anni e una quarta persona. Per cause ancora da accertare, ma pare che comunque l’auto procedesse a velocità sostenuta, il mezzo è andato fuori controllo in via Tommaso Todisco, finendo prima per urtare una Ford parcheggiata e poi per arrestare la sua corsa contro le colonnine d’ingresso di una villa. Per Maria Dorotea non c’è stato nulla da fare, l’impatto sarebbe stato fatale e sarebbe morta sul colpo. Gravi le altre persone presenti nell’abitacolo che dai soccorsi arrivati immediatamente sul posto sono state trasferite presso l’Ospedale di Andria. E’ stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco per estrarre dalle lamiere le persone coinvolte nel sinistro. La notizia dell’incidente mortale ha fatto ben presto il giro delle comunità di Sala Consilina e Policastro Bussentino rimaste sgomente per quanto accaduto. Solo nella tarda serata di ieri, i familiari, tra cui il fratello, noto fotografo di Policastro Bussentino, hanno saputo della tragedia e alcuni di loro sono partiti alla volta di Bisceglie. Maria Dorotea viene ricordata come una bella ragazza, solare, estrosa. Aveva frequentato l’Istituto artistico a Salerno, poi si era trasferita a Milano per studiare all’Accademia delle Belle Arti di Brera e lì, nel milanese, aveva conosciuto il fidanzato, trasferitosi anche lui da Bisceglie al nord per lavorare come chef in un locale della provincia di Como. Due comunità si sono strette nel dolore e nel ricordo del sorriso aperto di Maria Dorotea.

Daria Scarpitta

 

Trasporto nel Cilento e nel Vallo di Diano: stop delle autolinee Curcio. Estate a rischio

 Corse sospese nel Vallo di Diano e Golfo di Policastro dal 16 luglio al 31 agosto e rapporti di lavoro in stand by per lo stesso periodo. La crisi del trasporto pubblico locale con la progressiva riduzione delle risorse assegnate al comparto investe anche il basso salernitano e lo scorso 5 maggio le Autolinee Curcio, azienda di riferimento nel settore, ha comunicato alla Provincia di Salerno, alla Prefettura, ai Sindaci e alle autorità del territorio che se non interverranno cambiamenti il rischio che per l’estate i servizi di trasporto con autobus si fermino è più che reale. Una decisione sofferta presa dopo un anno di perdite in bilancio e direttive poco chiare dagli enti sovracomunali che hanno condotto l’azienda di fronte ad un difficile dilemma: fa saltare le corse scolastiche o fermare tutto ad agosto, facendola propendere per la seconda soluzione ma lasciando di fatto il territorio rpivo di un essenziale servizio. La Autolinee Curcio pria della contrazione delle risorse avviata dal 2011, assicurava al territorio circa 1milione e 400mila km all’anno. Oggi invece è stata costretta a ridurre del 35% i servizi offerti. Dal 2005 al 2012 la copertura finanziaria era stata garantita per il 90& dalla Regione Campania e per il 10% dalla Provincia di Salerno, poi nel 2013 la Provincia ha ridotto del 25% le risorse mentre Curcio non ha apportato alcuna riduzione ai servizi. La situazione è degnerata a fine 2013 quando la Provincia ha chiesto a tutte le imprese di presentare, entro 15 giorni, un piano di nuovi servizi proporzionato alle sole risorse assicurate dalla Regione, confermando di fatto l’azzeramento del proprio gettito per il 2014. Da allora è cominciato un botta e risposta tra le aziende che chiedevano che fosse la Provincia a rimodulare al ribasso i servizi, interessando questi studenti, anziani e lavoratori pendolari ed essendo dunque l’Ente responsabile politicamente a mministrativamente degli eventuali disservizi generati, e palazzo SantAgostino che diffidava le aziende ad effettuare più chilometri di quanto retribuito e insisteva che fossero loro apresentare una rimodulazione dei servizi. “le logiche della politica non possono certamente mortificare le dinamiche imprenditoriali - si legge in una nota diffusa proprio dalle Autolinee Curcio- oggi non potendo- a propria discrezione decidere quali corse scolastiche far saltare , quali servizi eliminare , visto che sono destinati ad utenza protetta, , abbiamo comunicato che tutti i servizi verranno sospesi dal 16 luglio al 31 agosto.” Questo permetterà all’azienda di rientrare nei limiti comunicati dalla Provincia, ma , tra servizi e posti di lavoro in meno,a quale prezzo per il territorio?

Daria Scarpitta

Scoperto giro di auto rubate e targhe clonate nel Cilento

 Aveva un’auto rubata e trasformata in un clone di un veicolo che circolava in un’altra provincia. Ma, ignaro di tutto, l’aveva anche regolarmente assicurata. E’ questa l’avventura capitata ad un uomo di Santa Marina che si è visto nel pomeriggio di ieri sequestrare a Sapri il suo fuoristrada, una Jeep Cherokee, finita nell’ambito di un’operazione degli agenti della Polizia Stradale di Sapri, coordinati dal Comandante Domenico Fierro tesa a ricercare veicoli di provenienza delittuosa. Dopo un’intensa attività investigativa, tutt’ora in corso, si è stretto il cerchio attorno al fuoristrada che è risultato essere stato rubato ad Avellino qualche anno fa, cone le modalità del “furto in villa”, cioè da ladri di appartamento che, oltre a merce preziosa, avevano portato via anche la Jeep. L’auto successivamente, per impedirne l’identificazione, era stata camuffata attraverso l’asportazione delle targhe originali e dei documenti e la sostituzione con targhe illecitamente costruite ed abilmente falsificate riproducenti i caratteri di altre targhe appartenenti ad un veicolo identico circolante in un’altra zona d’Italia. Per poter consentire il libero transito al veicolo e quindi ingannare le autorità addette ai controlli la Jeep era stata anche corredata di documenti rubati, contraffatti e falsificati riportanti le generalità del reale intestatario e poi dell’ignaro utilizzatore e inoltre, all’auto era stato alterato il numero di telaio con la sostituzione e la sovrapposizione di lamierato riportante i caratteri dell’autovettura copiata. Insomma la Jeep era diventato un perfetto clone di quella realmente esistente, riuscendo così pulita e non rubata ai controlli di polizia. L’utilizzatore finale dell’auto, il signore di Santa marina, è risultato ignaro di tutto ciò e pulito. Ad aver invece acquistato l’auto rubata e orchestrato il tutto dalle indagini è risultato un pregiudicato napoletano di 56 anni frequentatore di Palinuro. Quest’ultimo è stato denunciato alla Procura di Lagonegro per riciclaggio, ricettazione e falso. L’operazione che ha messo un freno ad una pratica , quella del furto e riciclaggio dei veicoli dannosa sia sotto l’aspetto economico che sul profilo della sicurezza, è ancora in corso. Non si escludono ulteriori sviluppi e il sequestro di altre vetture commercializzate nelle zone di Sapri e Centola.

Daria Scarpitta

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