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Droga nel Golfo di Policastro, in manette giovane coppia di pusher

Tiffany. Era questo il nome in codice utilizzato per acquistare la droga da due giovani fidanzati che, nel fine settimana, sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Sapri diretti dal Capitano Emanuele Tamorri, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Agli arresti si è giunti dopo una attenta attività investigativa, partita in seguito alle frequenti lamentele dei residenti dei Via Cagliari a Sapri. Spesso, infatti, gli abitanti di quel posto, si erano trovati di fronte a situazioni sospette e poi, ancora, un misterioso via vai di gente, soprattutto giovani , dalla casa dove i due, ora arrestati, risiedevano. Sospetti fondati dal momento che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli acquirenti, dopo aver pronunciato “la parola d’ordine”, salivano all’interno di casa per perfezionare l’acquisto oppure ricevevano direttamente le dosi lanciate dal balcone. Così dopo diversi appostamenti i militari della Stazione di Sapri, comandati dal Maresciallo Capo Pietro Marino, hanno fatto irruzione nell’abitazione dove, a seguito di perquisizione, sono stati rinvenuti 17 cilindretti di eroina ed uno di cocaina. Le manette sono così scattate ai polsi di una 24enne di Sapri, già nota alle forze dell’ordine per analoghi reati e per il suo fidanzato, un 28enne , di San Giovanni a Piro, lui, invece, con precedenti di polizia.

Roberta Cosentino

 

 

Scalea, operazione "Plinius", primi provvedimenti del riesame

E’ tornato in libertà il professore Luigi Bovienzo, docente presso l’istituto leonardo da Vinci di Sapri, coinvolto nell’operazione Plinius per aspetti legati alla sua libera professione di ingegnere e per questo arrestato lo scorso 12 luglio, a Scalea, insieme ad altre 37 persone tra le quali il sindaco e diversi assessori della cittadina dell’Alto Tirreno Cosentino. Il Riesame, infatti, ha accolto la richiesta presentata dai legali del 53enne revocando il provvedimento restrittivo degli arresti domiciliari. Per il docente , noto nel golfo di Policastro, come per altri indagati sono state disposte pene meno afflittive. Oltre che per Luigi Bovienzo, anche , i fratelli Pino e Olgarino Manco e Giovanni Oliva, ex comandante dei vigili urbani di Scalea, è stato disposto l’obbligo di firma. Va agli arresti domiciliari, invece, Giuseppe Biondi, 44enne, dipendente comunale, detenuto finora nel carcere di Cosenza. Rigettate , al contrario, le richieste per l’assessore comunale Antonio Stummo, il padre Mario Stummo, capo dell’omonima cosca, l’affiliato Francesco Saverio La Greca e il dipendente comunale Antonio Amato. Alvaro Sollazzo invece ha rinunciato al giudizio del riesame, che il prossimo giovedì, 8 agosto si pronuncerà sulle posizioni di Maurizio Ciancio, ex vicesindaco con la carica di assessore al momento degli arresti, e il tecnico comunale Vincenzo Bloise. per tutti le accuse ipotizzate vanno dall’associazione mafiosa, al concorso esterno, dal sequestro di persona, alla corruzione, e ancora turbativa d’asta, turbata libertà del procedimento amministrativo e concussione aggravati dal metodo mafioso. Intanto resta da capire la posizione di altre persone coinvolte nella maxi inchiesta che ha svelato legami tra la malavita calabrese, la politica e l’ imprenditoria. E’ il caso di santino Pasquale Crisciti e Antonino Gatto, imprenditori legati al marchio Despar, indagati per un episodio di corruzione aggravato dal metodo mafioso. Anche loro noti nel golfo di Policastro per le alte cariche ricoperte nel centro commerciale di Villammare.

Roberta Cosentino

 

Poderia, incidente sul lavoro: perde la vita un boscaiolo di 33 anni

E’ morto schiacciato sotto il peso dell’albero che stava tagliando. Giovanni de Luca, 33enne di Poderia è spirato sul colpo nella serata di venerdì. Si era recato presso un terreno di sua proprietà in località Papaianni per effettuare il taglio, pratica per lui abituale visto che era un boscaiolo . All’improvviso qualcosa è andato storto. Uno dei cerri che stava abbattendo, nel cadere ha cambiato direzione finendogli addosso in un attimo all’altezza del dorso. Immediato il decesso. A terra, però, lì tra gli alberi , De Luca vi è rimasto per tutta la notte. Celibe, terzo di quattro figli, la sua assenza non aveva generato subito allarme nei familiari. Giovanni De Luca, quando usciva per andare in quel terreno, era solito fermarsi a dormire nel casolare che vi era lì vicino. E’ stato solo nella mattina di sabato che i genitori, insospettitisi per il mancato arrivo del figlio, sono andati a cercarlo in località Papaianni e hanno fatto l’amara scoperta. Sul posto sono subito arrivati i Carabinieri della Stazione di Torre Orsaia, coordinati dal comandante Nucera che hanno ricostruito la vicenda. Sul corpo del giovane è stato effettuato l’esame esterno che ha confermato la morte accidentale. La salam di de Luca è stata dunque già restituita ai suoi familiari per le esequie. Il lutto è calato su tutta la comunità di Poderia e di Celle di Bulgheria che conosceva il giovane lavoratore e la sua famiglia. E in questa estate torrida cilentana, dopo l’inciedente avvenuto qualche settimana fa a Vibonati, sale a 2 il numero dei giovani rimasti vittima del proprio lavoro di boscaiolo, avviato in questi mesi per procurare in tempo per l’inverno la lega da ardere a chi ne fa richiesta.

Daria Scarpitta

Esposito legge il dispositivo della sentenza nei confronti di Silvio Berlusconi

C’è un pizzico di Cilento e di Golfo di Policastro nella sentenza sul processo Mediaset che ha tenuto ieri incollati ai teleschermi tantissimi spettatori. A pronunciare il verdetto di condanna nei confronti di Berlusconi, entrando così ancora di più nella storia, è stato il Giudice di Cassazione Antonio Esposito, il cui nome era già noto ai cilentani. Nato a sarno nel 1940, fratello del fino ad ora più noto Vitaliano, procuratore generale della Cassazione dal 2008 al 2012, anno del suo pensionamento, Antonio Esposito fu pretore a Sapri negli anni 70-80, e poi GIP presso il Tribunale di Sala Consilina. Assieme al fratello ha spesso trascorso le vacanze estive ad Agropoli dove possiedono una casa e dove Vitaliano ha ricevuto la cittadinanza onoraria. In Cassazione dal 1985, Antonio Esposito presiede la seconda sezione Penale, la sezione estiva, della Corte , cosa che lo ha portato a leggere il dispositivo di questo processo a Berlusconi così atteso e pieno di polemiche, finendo proprio al termine della sua carriera per ottenere le luci della ribalta, lui che pure, come magistrato, aveva sempre visto riconosciuti i propri meriti nel suo ambiente. Il Csm parlò di lui come di un giudice dal “profilo professionale di rilevante spessore per doti di capacità, valore ed impegno professionale con un’elevata e apprfondita preparazione generale e specifica nel settore penale.” Antonio Esposito, orgoglio cilentano, è passato così dai piccoli grandi casi della vita di rpovincia tipica del Golfo di Policastro a processi sempre più importanti, tra cui quello in cui condannò l’ ex presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro per collusioni con la mafia. Allora gli riconobbe di aver accettato la sentenza con rispetto in tempi in cui la magistratura viene continuamente attaccata. Ora il rpocesso Mediaset e quel pizzico di suspence generata nel momento in cui nel leggere il dispositivo ha parlato di annullamento, facendo pensare che per Berlusconi fosse tutto da rifare, mentre poi si trattava solo della parte relativa all’interdizione. Il nome di Esposito dalle 19.40 di ieri è risuonato come un tam tam da un media all’altro, permettendogli così di chiudere con la gloria meritata i lunghi anni dedicati alla magistratura.

Daria Scarpitta

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