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Polla. Sette indagati per la morte di Giovannina Di Bella

Sono 7 le persone al momento raggiunte da avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta per la morte dell’89enne di Sassano, Giovannina di Bella, deceduta dopo l’incidente avvenuto lunedì pomeriggio nei pressi dell’area industriale di Polla. Si tratta di 5 medici del Luigi Curto e di due autisti iscritti nel registro degli indagati come atto dovuto per chiarire le modalità della morte dell’anziana, visto che tutti sono venuti a contatto con la donna nelle fasi finali della sua vita. A contribuire a ricostruire la vicenda saranno anche gli elementi che emergeranno dall’autopsia effettuata questa mattina dal medico legale dell’Asl Adamo Maiese sul corpo dell’anziana. L’incarico gli è stato affidato dopo che un esame più accurato della salma si è reso necessario viste le modalità della morte. La donna infatti era rimasta ferita a seguito dell’incidente che aveva coinvolto l’auto su cui viaggiava, una Fiat 500 Nuova guidata dal nipote e con a bordo un’altra persona anziana. Il veicolo aveva impattato con una Bmw improvvisamente immessasi sulla strada da un’arteria laterale, forse non rispettando il segnale di stop. La Di Bella, rimasta ferita assieme all’altra donna, era stata trasportata al Luigi Curto per le cure del caso ma qui le sue condizioni erano peggiorate ed era sopraggiunta la morte. Ora l’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Sala Consilina dovrà dissipare ogni dubbio sul decesso cercando di capire, come avviene spesso in caso di sinistro, se la morte dell’89enne è avvenuta per le conseguenze dell’incidente o per qualche errore nel trattamento sanitario riservato alla donna durante i soccorsi.

Daria Scarpitta

 

Processo Mastrogiovanni. Depositate le motivazioni della sentenza.

Il giudice Garzo "nell'ospedale di Vallo della Lucania la contenzione era una pratica ordinaria e non veniva indicata in cartella". Ecco il fulcro della condanna per sequestro di persona e falso.

Il 27 aprile scorso sono state depositate le motivazioni della sentenza sul caso Mastrogiovanni letta ad ottobre preso il Tribunale di Vallo della Lucania. In circa 180 pagine viene ripercorso l’intero processo , analizzando passo dopo passo, consulenze e testimonianze al fine di ricostruire il cammino fatto dal magistrato Elisabetta Garzo per giungere alla condanna del primario del Reparto di Psichiatria di Vallo, Michele Di Genio, e dei 5 medici che ebbero in cura Mastrogiovanni in quei giorni fatali e all’assoluzione dei dodici infermieri. Da quanto si legge si sottolinea la centralità del video che riprende Mastrogiovanni dal momento del ricovero a quello della sua fine.Ciò che infatti viene ribadito in più punti dalla Garzo è l’illegittimità della contenzione, condotta –si legge- “in maniera ingiustificata e irrispettosa dei limiti previsti “ dalla normativa, nonostante Mastrogiovanni non mostrasse segni di aggressività o violenza nei confronti di medici e infermieri. Il giudice rigetta la tesi della difesa di alcuni imputati secondo cui il Tso è sinonimo di contenzione, giudicando la cosa “un’equazione surreale, priva di alcun fondamento”, così come non ritiene valido definire necessario il legare il paziente per effettuare le terapie poiché Mastrogiovanni in realtà è rimasto bloccato per ben 83 ore. La terribile verità che viene fuori dalle motivazioni della sentenza è che invece la contenzione era una modalità ordinaria di gestione del paziente nel reparto di Psichiatria di Vallo e che i medici fossero consapevoli dell’illegittimità della loro condotta tanto che non avevano annotato il trattamento forzoso in cartella. Da queste evidenze circa la contenzione emergono dunque i vari reati contestati agli imputati, ossia il reato di sequestro di persona, perché Mastrogiovanni venne leso nella sua libertà, il reato di falso, per le mancate annotazioni in cartella, e quello di morte come conseguenza di altro reato, perché proprio la contenzione senza interruzione avrebbe determinato , assieme alla disidratazione e ad altri fattori l’edema polmonare e dunque il decesso. Nelle motivazioni si legge anche il perché dell’assoluzione degli infermieri. La contenzione è un atto medico,viene dunque esclusa la responsabilità degli infermieri che non facevano che obbedire ad un ordine e non avevano la possibilità di porre fine ai trattamenti disposti per il paziente. Nelle 180 pagine infien viene inchiodato alle proprie responsabilità il primario, quello oggetto della pena più severa. Viene infatti scardinata la sua difesa secondo cui Di Genio era in ferie o comunque non era presente in ospedale durante i fatti in quanto sia il video che il foglio delle presenze da lui firmato appurano tutt’altro.

Daria Scarpitta

OMICIDIO AD AGROPOLI. DONNA TROVATA NUDA ED IMBAVAGLIATA SUL LETTO. MARTEDI' L'AUTOPSIA

Risultati immagini per CARABINIERI AGROPOLI

Shock ad Agropoli: una 48enne cinese è stata rinvenuta morta nella serata di mercoledì intorno alle 21.00 in un appartamento . La donna era nuda, legata ed imbavagliata sul letto. La pista seguita dagli inquirenti è quella dell'omicidio. Da un primo esame esterno effettuato sul corpo della donna, dal medico legale Adamo Maiese, all'Ospedale di Vallo della Lucania, dove al momento si trova il cadavere, è emerso che la donna è stata colpita alla testa e con molta probabilità è morta per asfissia meccanica violenta. Martedì l'autopsia che potrà fornire ulteriori chiarimenti. 

 Il serv. di caterina Guzzo

OMICIDIO AD AGROPOLI. DONNA TROVATA NUDA ED IMBAVAGLIATA SUL LETTO. MARTEDI' L'AUTOPSIA (2)

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Shock ad Agropoli: una 48enne cinese è stata rinvenuta morta nella serata di mercoledì intorno alle 21.00 in un appartamento . La donna era nuda, legata ed imbavagliata sul letto. La pista seguita dagli inquirenti è quella dell'omicidio. Da un primo esame esterno effettuato sul corpo della donna, dal medico legale Adamo Maiese, all'Ospedale di Vallo della Lucania, dove al momento si trova il cadavere, è emerso che la donna è stata colpita alla testa e con molta probabilità è morta per asfissia meccanica violenta. Martedì l'autopsia che potrà fornire ulteriori chiarimenti. 

 Il serv. di caterina Guzzo

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