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Vibonati, incidente sul lavoro: perde la vita Francesco Citera, 38 anni

Una normale giornata di lavoro, quella di stamane, è finita in tragedia, per un 38enne di Vibonati. Francesco Citera, è morto, intorno alle undici, per un ennesimo, tragico, incidente sul lavoro. Ancora la dinamica dei fatti, non è del tutto chiara, ma secondo i primi rilievi l’ operaio sarebbe morto in seguito ad un capovolgimento di un trattore. Un mezzo agricolo utilizzato dal boscaiolo proprio per spostare la legna appena tagliata in località Ceraso; una zona scoscesa non molto lontano dal centro abitato. Un fondo che il giovane, conosceva bene, per via della sua attività e dove più volte in precedenza si era già recato. Ma stamattina qualcosa non è andato così come previsto. All’improvviso, mentre, il 38 enne stava, lui stesso, manovrando con il trattore per spostare dei grossi tronchi, sarebbe stato sbalzato a terra e lì poi il mezzo lo avrebbe travolto provocandone la morte. Inutile ogni tentativo di aiuto, seppure la macchina dei soccorsi sia stata prontamente allertata da altri lavoratori presenti sul luogo della tragedia. All’arrivo dei sanitari, per Francesco Citera non c’era più niente da fare. A quel punto l’area di campagna , teatro dell’ennesimo incidente sul lavoro, è stata raggiunta dai vigili del fuoco e dai carabinieri della stazione di Vibonati diretti dal Comandante Domenico Gagliardo. Appena dopo è giunto anche il magistrato del palazzo di giustizia di sala Consilina per coordinare i rilievi del caso e dare, così, conferma o meno a quelle che al momento sono soltanto delle ipotesi o meglio ricostruzioni sommarie. L’unica certezza al momento è la cruda e drammatica realtà Francesco Citera è andato via troppo presto lasciando nel dolore i suoi cari, una giovane moglie, un figlioletto e pare un altro in arrivo.

Roberta Cosentino

 

Agropoli: rapina a mano armata alla gioielleria Mazzillo: nuovo provvedimento di arresto a carico di Amelia Di Maio

Questa mattina i carabinieri di Agropoli, hanno notificato un nuovo provvedimento di arresto a carico della 37enne Amelia Di Maio. E' stato scoperto, infatti, che la donna che partecipò alla rapina ai danni della Gioielleria Marandino di Capaccio Scalo, faceva parte anche della banda che rapinò l’oreficeria Mazzillo di Agropoli il 1° marzo scorso.  Sono in corso ulteriori indagini per identificare gli altri complici: non è escluso che siano gli stessi che, insieme, hanno portato a segno entrambi le rapine, perpetrate in tutte e due i casi da una banda di quattro malviventi armati.

 

Cilento, rubavano nelle auto vicino ai cimiteri: arrestati gli autori di 30 furti messi a segno

Non risparmiavano nemmeno coloro che si recavano al campo santo per porgere il saluto ai cari defunti , tanto che le auto delle ignare vittime finivano per essere scassinate e messe a soqquadro e da li venivano poi trafugati oggetti di valore. In totale , secondo quanto accertato dai carabinieri della compagnia di vallo della Lucania, i due uomini arrestati stamane, sono responsabili di almeno trenta furti eseguiti nel periodo compreso tra novembre 2011 e marzo 2013. Agli arresti domiciliari, su ordine emesso dal Gip del tribunale di Vallo della Lucania, sono finiti un 52enne ed un 34 enne, entrambi in attesa occupazione, con precedenti di polizia ed originari di Agropoli. Dalle ricostruzioni investigative si è appurato che i due amici soci nei loschi affari nel corso del tempo hanno preso di mira le autovetture in sosta nei parcheggi dei cimiteri di diversi comuni, in particolare a: Vallo della Lucania, Castel Nuovo Cilento, Salento, Pollica, Casal Velino Stella Cilento, Ascea, Moio della Civitella, Ceraso e Novi Velia.Gli arrestati erano soliti aggirarsi per il cilento a bordo di autovetture alla ricerca di veicoli da depredare. Infatti, preferivano quelle parcate nei pressi dei cimiteri che solitamente erano incustodite ed a volte lasciate aperte e dopo averle ispezionate dall’esetrno, rompevano un finestrino ed asportavamo ciò che era di loro interesse. I rei, solitamente, portavano via dalle auto le borse delle signore, PC, telefoni e quant’altro di valore che le povere vittime lasciavano momentaneamente incustoditi mentre si recavano a trovare i loro cari defunti.Ad incastrare i malfattori sono state le telecamere delle banche dove i due malfattori hanno tentato (ed in alcune circostanze riuscendovi) di prelevare il denaro dagli sportelli Bancomat, dopo essersi impossessati illecitamente delle carte di credito delle vittime.

Roberta Cosentino

Camerota:dimentica i documenti nella spazzatura.Multa di 500euro al trasgressore della differenziata

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