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Golfo di Policastro. Droga: due arresti, quattro denunce e venti segnalazioni alla Prefettura

Ancora giovani nella morsa della droga nel Golfo di Policastro. Le recenti operazioni condotte dai Carabinieri della Compagnia di Sapri , al comando del Capitano Emanuele Tamorri ,hanno permesso di intercettare e porre un freno alle dinamiche del mercato di sostanze stupefacenti leggere. Due arrestati, 4 denunciati e venti segnalati alla Prefettura è il bilancio degli ultimi giorni di lavoro dei militari che finiscono per bollare ancora una volta il Meeting del mare di Marina di Camerota luogo d’elezione per lo spaccio e il consumo di droga. E’ qui infatti che quattro persone , tutte del posto, due maggiorenni 19 e 24 anni e due minorenni di 17 anni sono stati beccati mentre cedevano circa venti grammi di hashish ad altri giovani presenti sul porto della cittadina durante la kermesse canora. L’appuntamento sembra essere ormai luogo d’incontro per chi oltre ad ascoltare i cantanti più in voga del momento vuole cedere alla tentazione dello sballo. Ecco perché nel corso degli anni i Carabinieri hanno intensificato i controlli, in particolar modo lungo la Mingardina e nel corso dell’ultima edizione del Meeting sono riusciti con questi posti di blocco ad intercettare ben 20 ragazzi con addosso quantità di droga per uso personale. I giovani sono stati segnalati come assuntori alla Prefettura mentre in totale sono stati sequestrati circa dieci grammi di cocaina, dieci di marijuana e 40 di hashish. Nei giorni precedenti invece a Policastro è scattato un altro blitz. Un 22enne di Sapri, già noto alle forze dell’ordine, Antimo Pontillo è stato bloccato mentre percorreva la Bussentina a bordo della sua Nuova Panda. Il giovane alla vista dei militari, ha abbandonato l’auto e ha tentato la fuga, attraversando di corsa le campagne circostanti. I carabinieri si sono subito messi all’inseguimento riuscendo ad intercettarlo. Nelle tasche dei jeans nascondeva circa 60 grammi di hashish. Il secondo arresto ha riguardato invece un 40 enne saprese, già pregiudicato Giovanni Montana. Nei suoi confrinti è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare per alcune vicende legate sempre allo spaccio di sostanze stupefacenti avvenute in passato.

Daria Scarpitta

Ispani. Atti intimidatori: Iannicelli risponde "Non cediamo alle minacce"

“Io e mia moglie non ci dimetteremo perché siamo convinti di amministrare nella legalità. L’ultimatum degli intimidatori non ci preoccupa“. Questo ha dichiarato il sindaco di Ispani Edmondo Iannicelli destinatario insieme alla consorte Marilinda Martino, consigliere di maggioranza, delle frasi minacciose contenute nei biglietti rinvenuti per le strade della frazione Capitello, dove la coppia di amministratori vive. I due pizzini trovati per il centro cittadino da un residente, ordinavano le dimissioni di entrambi entro il prossimo 12 giugno. “ Un messaggio che non ci intimorisce ed un ordine - afferma il sindaco – che sicuramente non rispetteremo. Chi sta cercando invano di spaventarci deve andare via dal nostro paese perché persone del genere non possono far parte della nostra comunità” . Indignati anche i consiglieri d’opposizione, che nei giorni scorsi con una lettera hanno criticato quanto sta accadendo nel piccolo comune salernitano. “Ad episodi analoghi -afferma il capogruppo Gennaro Avagliano - abbiamo assistito in occasione della campagna elettorale del 2010 quando Iannicelli si candidò a sindaco al posto della moglie, già al secondo mandato. In quella occasione, per le strade del paese comparivano volantini denigratori contro Marilinda Martino ma mai si era arrivati ai vili gesti compiuti in questi ultimi giorni” . Avagliano si riferisce in particolare al pliclo postale giunto in comune la scorsa settimana con lettere minacciose accompagnate da un accendino a forma di cartuccia. A queste sono seguiti i due biglietti seminati per strada e recuperati da un cittadino del posto. E' chiaro che se nessuno si fosse lasciato travolgere dalla curiosità i biglietti intimidatori sarebbero svaniti nel nulla senza che il messaggio giungesse ai coniugi Iannicelli. Questo avvalora la tesi del capitano dei carabinieri Emanuele Tamorri secondo il quale si tratterebbe di un piano intimidatorio messo in atto da qualche cittadino in contrasto con la gestione amministrativa.. Nulla che metterebbe in pericolo la vita pubblica. A questo punto non resta che attendere il prossimo passo intimidatorio che dovrebbe essere compiuto dopo il 12 giugno, giorno dell’ultimatum.

Antonietta Nicodemo

Marina di Camerota. Occupazione abusiva di suolo demaniale: sequestrato "Il Pirata", noto ristoro di Punta Infreschi

Il Corpo Forestale dello Stato di Vallo della Lucania ha sequestrato “Il Pirata”, il noto ristoro di Punta Infreschi a Marina di Camerota. Non si è ancora spenta l’eco per l’incendio appiccato nella bellissima località che già una nuova vicenda, connessa in qualche modo a quell’atto vandalico, finisce per macchiare la suggestiva area protetta. Il CTA di Vallo ha infatti denunciato il 36enne titolare dell’attività eistente in quel luogo in quanto considerato responsabile di aver occupato abusivamente suolo demaniale. L’operazione è scattata a seguito della segnalazione di un privato che aveva lamentato il degrado della bella spiaggetta. Proprio l’incendio appiccato nei mesi scorsi lungo la parete rocciosa con grave danno per la vegetazione spontanea, aveva finito infatti per coinvolgere il materiale che solitamente componeva l’attività di chiosco bar che durante l’estate animava la Baia Infreschi e che era stato lasciato sul posto nonostante la concessione fosse scaduta. Le Giubbe Verdi del Comando Stazione Forestale di San Giovanni a Piro durante le indagini hanno così individuato in due piccoli anfratti all’interno della roccia caratteristica dove si svolgeva l’attività, lungo la scala di accesso e sulla zona interna della spiaggia vari cumuli illeciti di materiale, quali infissi, strutture metalliche, materiale per ormeggi, alcune imbarcazioni, funi, bottiglie, frigo bar, diverse griglie di acciaio per la cottura dei cibi di arrosto, palizzate in legno, bagni chimici, e quanto altro tutto però parzialmente danneggiato e bruciato per l’incendio. Dagli accertamenti successivi è venuto fuori che i permessi rilasciati dall’Amministrazione Comunale di Camerota per lo svolgimento dell’attività erano scaduti. Con ogni probabilità però le strutture erano state lasciate in zona abusivamente in attesa che venisse concessa nuovamente l’autorizzazione e , ora, dopo l’incendio hanno finitoper essere ancora più moleste, essendo diventate quasi spazzatura. La vicenda ,dunque, dopo la denuncia del proprietario, non si è conclusa. Le indagini infatti ora devono appurare la legittimità dei titoli concessori rilasciati anche in passato ed eventuali altri illeciti perpetrati in danno all’ambiente ed al paesaggio, visto che l’attività così come l’abbandono di queste strutture avveniva in un’area di particolare pregio. Questa operazione apre anche una nuova pista alle indagini sull’incendio la cui matrice dolosa più volte affermata , ora si impone prepotentemente. Il Corpo Forestale, che ritiene il rogo di origine vandalica, non esclude però che a determinarlo potessero essere state intenzioni intimidatorie o invidia commerciale, data l’importanza e lo splendido scenario che la località offre e il fatto che accolga ogni anno numerosi turisti.

Daria Scarpitta

Sapri. Maxi sequestro al porto: sigilli al cantiere per la manutenzione delle imbarcazioni. Denunciato il presidente della "Cilento Mare". Ma la Difesa ribatte..

Sotto sequestro oltre due mila metri quadri del porto di Sapri. Ieri pomeriggio i carabinieri della locale compagnia sotto la direzione del comandante Emanuele Tamorri hanno apposto i sigilli al cantiere destinato alla manutenzione delle imbarcazioni. Denunciato Massimo Russiello presidente del consorzio “Cilento Mare “ che aveva ricevuto in concessione l’area dalla regione Campania. Secondo gli inquirenti nel cantiere le attività venivano svolte senza alcun rispetto delle norme a tutela dell’ambiente, dei lavoratori e della salute pubblica. Nell’area sequestrata sono rimaste bloccate 14 imbarcazioni, tra cui uno yacht, ed anche il carro ponte ed altri mezzi pesanti utili per l’alaggio ed il rimessaggio, come ad esempio due carrelli per il trasporto. Tutta merce che non potrà essere rimossa fino a nuove disposizioni. Dagli accertamenti eseguiti il consorzio aveva anche occupato abusivamente un’area attigua il cantiere. Per questo il responsabile è stato denunciato oltre che per violazione della legge sulle norme di sicurezza nei luoghi pubblici, di inquinamento ambientale, abbandono dei rifiuti speciali anche di occupazione abusiva di aree demaniali. “La Cilento Mare – aggiunge Tamorri – avrebbe dovuto eseguire solo piccoli lavori di manutenzione invece si cimentava in grandi interventi inquinando con vernici ed oli anche lo specchio acqueo antistante il cantiere". “ Spero che l’inchiesta dei carabinieri – afferma il sindaco Giuseppe Del Medico – serva a mettere ordine in quella vasta area dello scalo in cui non c’è mai stato il rispetto delle regole. Alla regione abbiamo chiesto più volte, ed invano, di affidare al comune la gestione del porto”. L’approdo saprese è una infrastruttura incompleta. Tra contenziosi e carenze di fondi è difficile intravedere una immediata ultimazione dei lavori ancora al palo. Intanto continua ad essere teatro di inchieste e sequestri giudiziari.

Antonietta Nicodemo

 

Dopo il sequestro nel porto di Sapri, il consorzio finito nel mirino della magistratura chiede giustizia. Attraverso il suo legale fa sapere che non era entrato ancora in possesso dell'area tecnica ricevuta in concessione.

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