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Sapri, studenti del navale a lavoro presso la Capitaneria di Porto di Palinuro.

 

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Gli studenti del navale dell’istituto Leonardo Da Vinci di Sapri entrano in servizio presso gli uffici della Capitaneria di Porto di Palinuro. Dall’11 febbraio affiancheranno il personale militare nell’espletamento delle attività istituzionali. Dai procedimenti amministrativi marittimi  alle attività operative in campo ambientale, demaniale e del soccorso in mare, verranno anche coinvolti nel  monitoraggio della filiera della pesca e nelle visite ispettive per la sicurezza della navigazione e portuale. Un percorso di formazione lontano dai banchi che sarà possibile grazie alla convenzione sull’alternanza scuola-lavoro, sottoscritta dal Comandante della Guardia Costiera di Palinuro Giovanni Arcangeli e il dirigente scolastico Corrado Limongi. Il progetto rientra  tra le iniziative promosse dal Ministero dell’Istruzione ed è il secondo anno consecutivo che il da Vinci e la Guardia Costiera condividono. “ E’ un momento importante per gli studenti – evidenza il Comandante -  ma anche per i militari che, attraverso il contatto diretto con la fascia più giovane della popolazione Cilentana, avranno la possibilità di divulgare la cultura del mare per un suo uso più consapevole e sicuro, soprattutto in vista dell’inizio della stagione balneare” .

 

 antonietta nicodemo 

 

Omicidio Vassallo. Il fratello Dario: "Verità nascoste, non mi fido della Procura di Salerno".

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Dario Vassallo torna a parlare della morte del fratello Angelo, ucciso nel 2010, e lo fa con un atto di accusa nei confronti della Procura di  Salerno. “Dopo 8 anni, 4 mesi e 27 giorni – scrive in un post di qualche giorno fa mostrandosi in foto con il magistrato Antonio Ingroia- abbiamo scoperto che "qualcuno" ci ha raccontato cose sbagliate. Abbiamo deciso di cambiare strategia.”  Quel qualcuno, si apprende oggi dai giornali, è la Procura di Salerno , di cui secondo Vassallo è difficile fidarsi, visto che sul delitto di Pollica non sarebbe venuta fuori tutta la verità. Il fratello del sindaco-pescatore se ne è accorto dopo essere venuto in possesso di alcuni incartamenti dell’inchiesta, grazie ad Ingroia che, come già annunciato, aveva deciso di scendere in campo per seguire in prima persona le indagini ancora senza risultati. Visionando dunque la relazione balistica e quella sull’autopsia sarebbero venuti fuori alcuni nuovi elementi, a detta di Vassallo. E nello specifico: il fatto che tutti e 9 i proiettili esplosi avrebbero colpito il corpo del sindaco, e non solo sette, come – dice Dario- riportato da diversi articoli; il fatto che ci sarebbe stato un altro colpo esploso, il cui bossolo sarebbe finito sotto l’auto e di cui non si è mai parlato; il fatto che la perizia balistica ipotizzi la presenza di una o più armi, sebbene gli inquirenti non abbiano mia palesato il riferimento ad una seconda arma, e infine che lo sparo sarebbe avvenuto da una posizione sopraelevata, come se l’assassino si trovasse in piedi o a bordo di un motorino. Ed è proprio quel motorino ad essere una possibile traccia, secondo Vassallo,soprattutto il fatto che con esso l’assassino  può essere fuggito in direzione di San Mauro Cilento.  Agli inquirenti il fratello del sindaco ucciso  torna a contestare di non aver risposto a tutti gli interrogativi, di non aver seguito tutte le piste. Ne parla come persona informata dei fatti, che ha dei chiari sospetti, resi noti alla magistratura  e che circoscrivono tutto a Pollica.  Franco Roberti, ex procuratore di Salerno e ex capo dell’Antimafia , rispedisce le accuse al mittente e chiede che non si lancino sospetti sui magistrati. Ma Dario Vassallo non si ferma . Le sue affermazioni hanno sicuramente il merito di tenere i riflettori puntati sul caso. “ Non mollerò- dice- fino a quando non  si arriverà ai responsabili”.

Daria Scarpitta

Sapri, Piano di Zona. Rinviata l'udienza preliminare. Sapri e Santa Marina annunciano costituzione di parte civile.

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E’ stata rinviata al prossimo 6 marzo l’udienza preliminare in merito al concorso sospetto per 5 assistenti sociali indetto nel 2017 dal Piano di Zona S9 con Comune capofila Sapri. Stamane il gup del Tribunale di Lagonegro doveva decidere sull’avvio o meno del processo, valutando le posizioni dei 3 componenti della Commissione esaminatrice e di Del Medico, all’epoca dei fatti sindaco del Comune capofila, ma per un difetto di notifica non si è potuto proseguire. Nel corso della breve seduta, però, i Comuni di Sapri e Santa Marina hanno preannunciato la costituzione di parte civile, come danneggiati dalla vicenda. D’altra parte, proprio all’indomani del sorgere del caso, scoppiato a ridosso delle ultime elezioni a Sapri, Antonio Gentile e Giovanni Fortunato chiesero che venisse fatta chiarezza, in particolare sulla improvvisa dimissione dei funzionari al Piano di Zona. Le presunte irregolarità nel concorso, mai esplicitate nei dettagli,  vennero infatti denunciate da Lorenzo Latella, segretario verbalizzante nell’ambito della Commissione ,  che lasciò l’incarico a procedura concorsuale in corso e in quel frangente si dimise anche dal suo incarico di esperto del controllo di gestione al Piano di Zona. Tra un mese si tornerà in aula per decidere tra il rinvio a giudizio o l’archiviazione.

Daria Scarpitta

Vallo, Piano di Zona. Botti: "Gestione scellerata". 4 operatori pronti a chiedere un risarcimento da mezzo milione di euro.

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Acque agitate nel Piano di Zona S8 con Comune capofila Vallo della Lucania. Negli ultimi giorni con le esternazioni di sindaci e consiglieri sono emersi malumori in ordine alla gestione dell’organismo sociale, in particolare con riferimento alle difficoltà di rispettare i pagamenti per cooperative ed operatori e il conseguente blocco dei servizi di assistenza. Il primo ad essere critico è stato il sindaco di Agropoli che ha puntato il dito sulla gestione del Piano da parte dei funzionari che, a suo dire, avrebbe rallentato la Regione nell’approvare la rendicontazione ed erogare il dovuto. Coppola arriva a minacciare di uscire come Comune dal Piano e chiede a gran voce una sua trasformazione in Consorzio sul modello di quanto  già avvenuto nel Vallo di Diano.  Ma alla voce del primo cittadino si sono poi aggiunte quelle dei consiglieri di minoranza di Vallo della Lucania  e di Castellabate. In particolare  Nicola Botti ha denunciato una situazione “ drammatica con una esposizione debitoria enorme- ha detto- gli operatori non pagati, i servizi essenziali ad anziani e disabili non erogati, il ricorso ad affidamenti diretti anziché a gare, l’assenza di trasparenza negli atti amministrativi. Al di là  delle quote di compartecipazione che spettano ai Comuni, la rendicontazione non viene fatta in maniera corretta e così i soldi non arrivano e quelli arrivati sono stati utilizzati per altre cose.” Per Botti le responsabilità  sarebbero politiche  ma anche dovute “alla gestione scellerata del coordinamento”. “Nei prossimi giorni- ha aggiunto- 4 operatori faranno causa al Piano di Zona chiedendo un risarcimento di 480mila euro.” Anche il consigliere di minoranza di Castellabate Luigi Maurano  è stato molto critico e ha inoltrato una lettera al Governatore De Luca, arrivando addirittura a chiedere di commissariare l’organismo. Domani pomeriggio si riunirà il coordinamento istituzionale. All’ordine del giorno anche la discussione sulla trasformazione in Consorzio.

Daria Scarpitta

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