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La tragedia di Simon. Ieri l'autopsia, è morto per un shock emorragico.

 

“ Le cause della morte di Simon Gautier sono da attribuire ad un grave shock ipovolemico in politrauma degli arti inferiori con lesione dei vasi dell’arteria femorale e della tibiale “.

 E’  in questo modo che termina la perizia medico legale del dottor Adamo Maiese letta, nel pomeriggio di mercoledi, dal Procuratore di Vallo della Lucania Antonio Ricci davanti la sala mortuaria dell’ospedale di Sapri al termine dell’autopsia eseguita sul corpo dell’escursionista francese deceduto in un dirupo del Comune di San Giovanni a Piro. Per conto dei familiari ha assistito il dottor Giovanni Zotti che non ha avuto nulla da ridire sia sull’ esame autoptico che sui rilievi degli esami istologici però attende l’esito dei prelievi di materiale biologico.L’autopsia ha confermato quanto già accertato con l’esame esterno, lo sventurato francese è morto  in seguito ad uno shock emorragico per la rottura dell’arteria femorale. Dalla lettura della perizia è venuto fuori una quadro raccapricciante sul condizioni in cui è stato ritrovato il corpo ormai scheletro.  “ L’arto inferiore sinistro era ambutato e si manteneva in loco  grazie attraverso residui di tessuti cutanei, muscolari e tendinei. L’arto superiore destro era steso lungo il corpo, quello sinistro era addotto con mano a coprire il viso “ . Le fratture erano in ogni parte del corpo. L’esposizione al sole per nove giorni ha prosciugato i tessuti.

 

 “ Nel corso dell ‘indagine chiariremo – ha detto il Procuratore – quanto tempo è passato tra la chiamata di Simon al 112 e il suo decesso . Dalla lettura della perizia medico legale, però , sono venuti fuori elementi che lasciano intendere che il ragazzo non è sopravvissuto a lungo” . Il  decesso sarebbe avvenuto nell’arco di 45 minuti. Prima dell autopsia  Ricci ha ricevuto in Procura a Vallo della Lucania il padre di Simon che si è rivolto a lui chiedendogli massima attenzione sulle indagini. “ E’ un uomo disperato – afferma il suo avvocato Maurizio Sica – abbiamo trovato grande comprensione da parte del Procuratore e questo ci consola. Gli interrogativi da sciogliere sono diversi:  Simon si è ferito gravemente con la prima caduta o la seconda ? E perché non ha risposto al telefono già nei primi minuti dopo la sua telefonata al 118 “. “ Voglio sapere –  ha dichiarato il padre -  come sono state gestite le prime 24 ore di soccorso e perché mio figlio non è stato trattenuto al telefono  il tempo necessario per comprendere esattamente dove si trovasse e cosa gli fosse esattamente successo “ . La Procura ha avviato un’inchiesta contro ignoti per omicidio colposo, “ l’ipotesi che è stata avanza fino a questo momento – ha detto Ricci - è quella di un’ omesso e tempestivo soccorso e stiamo procedendo nell’indagine in tal senso” . 

 

Ieri il padre di Simon dopo l’incontro con il Procuratore e dopo aver sentito al telefono il suo consulente medico sull’esito dell’autopsia ha lasciato l’Italia ed ha fatto rientro a casa spezzato dal dolore. Restano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria gli oggetti rinvenuti nel dirupo. Lo zaino, che pare fosse poco più in alto rispetto al crepaccio in cui è stato ritrovato Simon, il portafoglio e le chiavi che aveva nel bermuda e il telefono, che non si sa esattamente dove è stato ritrovato. Il cellulare resta in questa triste vicenda l’elemento principe. Poteva essere utile al francese per farsi localizzare ed ora è importante per l’indagine.  

 

Dopo la morte dell’escursionista  nel salernitano c’è stato negli ultimi giorni un boom di download di Were are U , l’app che localizza con precisione e invia la posizione al numero unico 112. A fronte dei 600-800 medi giornalieri , nei giorni 18,19, 20 agosto i download in Lombardia sono stati 1511, 12.080 e 18.966. A renderlo noto è Areu, l’agenzia di emergenza urgenza, che invita a diffondere ancor più la conoscenza dell’App salvavita. Nel caso di Simon va ricordato che si trovava in un’area non coperta da internet.

 

 antonietta nicodemo 

 

POlicastro, i genitori di Simon sono rientrati in Francia. Oggi l'autopsia.

 

 Ieri i genitori di Simon Gautier hanno lasciato il Golfo di Policastro. La mamma Delphine Godard è andata via la mattina, il padre Dominique Gautier nel tardo pomeriggio. Entrambi erano accompagnati dai rispettivi nuovi compagni di vita. Hanno fatto rientro a casa anche la sorella Juliette e i circa 20  amici del ragazzo, giunti nel Cilento per partecipare alle ricerche. Tutti hanno alloggiato presso il residence “ Il Villaggio “ a Policastro, che per  una settimana circa è stato il quartier generale della famiglia Gautier. Da ieri non c’è nessuno di loro. Le spese per il loro alloggio sono state sostenute  in parte dal Comune di San Giovanni a Piro e in parte da cittadini francesi che hanno sentito il bisogno di manifestare la proprio solidarietà attraverso un contributo economico. Ieri mattina il Sindaco Ferdinando Palazzo ha comunicato alla famiglia che altri francesi avevano manifestato la loro disponibilità a sostenere le spese per la loro permanenza. Ma i genitori hanno preferito far ritorno a casa. Soprattutto per la mamma di Simon il residence è stata la sua barriera di protezione. E’ rimasta lì sempre. Anche quando ha appreso del ritrovamento del corpo del figlio. Non ha mai raggiunto l’obitorio. Solo il padre l’ha fatto accompagnato dalla compagna. L’unica speranza di Delphine è che Simon prima di morire non abbia sofferto.  Questa mattina l’autopsia.

 antonietta nicodemo 

San Giovanni a PIro. L'ultimo abbraccio dei cilentani a Simon. Un sentiero e il concerto di Capossela alla memoria del turista francese.


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La tragedia di Simon Gautier ha segnato l’estate 2019 in costiera cilentana ed ha trascinato nel dolore più profondo la piccola comunità di San Giovanni a Piro. La morte del giovane escursionista francese rimarrà nella memoria di questo territorio che lo ha cercato, è il caso di dire, per mare e monti per nove giorni ininterrottamente. Al di là delle inchieste e delle polemiche c’è un esercito di volontari che aveva un unico obiettivo, ritrovare Simon. Un’armata di pastori, cacciatori, escursionisti, uomini della protezione civile di San Giovanni a Piro ma anche di altri paesi del Golfo che, organizzati a squadre e a turni, hanno percosso, fin dal giorno della sua scomparsa,  i sentieri a ridosso della spiaggia della Molara, dove il giovane francese avrebbe trascorso l’ultima notte, prima di morire. Alcuni di loro hanno fatto da guida agli amici di Gautier giunti sul posto appositamente per partecipare alle ricerche. Ragazzi per lo più stranieri: francesi, canadesi, svizzeri e spagnoli. Persone che avevano conosciuto Simon durante diversi percorsi di studi. “ In questa triste vicenda ho riscoperto il vero senso dell’amicizia “ , afferma commosso Giuseppe Sorrentino uno degli escursionisti che ha fiancheggiato gli stranieri.  “ Vedere tanti ragazzi, giunti da ogni parte d’Europa, buttarsi tra la vegetazione selvaggia, nella  speranza di ritrovarsi di fronte a Simon, è stato toccante. E’ evidente che il giovane francese sapeva farsi voler bene. Secondo alcuni non era un temerario era un esperto escursionista e fisicamente preparato” . Però questa volta, evidentemente, non ha seguito le regole basi per una camminata sicura. E’ finito in uno dei luoghi più pericolosi di quella montagna rocciosa dominata dal Pianoro di Ciolandrea . Ed è proprio lì, in quella location fantastica,  sospesa nel cielo e affacciata su quattro regioni , che il 14 settembre si terrà il concerto di Vinicio Capossela. Uno spettacolo che concluderà la rassegna musicale “ Equinozio d’autunno “. E sarà dedicato a Simon Gautier. Questa è solo una delle iniziative che il Comune, le associazioni e la gente del posto hanno iniziato ad elaborare per mantenere vivo il suo ricordo . Si sta valutando, tra le altre cose, anche la possibilità di tracciare un sentiero e dedicarglielo. D’altronde lui era un escursionista che ha dimostrato di voler apprezzare personalmente le bellezze paesaggistiche e ambientali di questo angolo del parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. Peccato che il suo viaggio, che aveva appena iniziato, sia finito nella maniera più drammatica. Da queste parti il 27 enne era un estraneo  ma lentamente hanno imparato a conoscerlo e ad apprezzarlo attraverso le parole di chi invece lo aveva conosciuto. La Sorbona ricorda il suo studente sottolineando che si trattava di un ragazzo “ brillante e disponibile”. Per il relatore della sua tesi “ era una persona molto coraggiosa” . Simon era dottorando in storia dell’arte e dell’archeologia presso il Centro Andrè Chastel e stava lavorando da 5 anni a una tesi sugli Scotti . “ Portava avanti le sue ricerche – ricorda Sorbona – fra la Spagna e l’Italia e doveva consegnare la tesi alla fine dell’estate “ . “Era un dottorando molto apprezzato dai suoi docenti e compagni di laboratorio di ricerca – ricorda la storica istituzione francese- tutti i membri della comunità universitaria manterranno il ricordo di un giovane brillante , coraggioso, di grande gentilezza  e profonda disponibilità “ . Per il relatore della tesi, professor Gady, Simon era un “ combattente, con grande forza di carattere”.  Si era messo a studiare una nuova lingua, un nuovo ambiente , a trovare un alloggio e un lavoro perché lavorava per pagarsi gli studi. Da due anni circa viveva a Roma.

Ieri sera  per Simon e la sua famiglia si è tenuta una veglia di preghiera nel Santuario della Madonna di Pietrasanta.

 
 
antonietta nicodemo 
 

 

 

San Giovanni a PIro, domani l'autopsia sul corpo di Simon. Oggi i genitori del giovane escursionista hanno lasciato il Golfo.

 

I genitori e la sorella si Simon Gautier, il 27 enne francese ritrovato senza vita in un dirupo di San Giovanni a PIro, nella giornata di oggi hanno lasciato il residence " Il Villaggio " a Policastro. Si tratta della struttura  dove hanno alloggiato negli ultimi giorni in attesa che venissero ritrovato il ragazzo. L'autopsia sarà eseguita nella giornata di domani ma, evidentemente, hanno preferito non attendere che la salva venisse rilasciata e far rientro a casa per preparare i funerali. A lasciare  " Il Villaggio", uno alla volta anche gli amici del ragazzo che dal giorno del loro arrivo hanno partecipato alle ricerche sperando di ritrovare l'amico ancora in vita. 

 

Antonietta Nicodemo 

 

 

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