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Velia-Paestum. Il Consiglio dei Ministra da il via libera all'accorpamento dei due parchi per la gestione.

 

 

 

 

La gestione unificata per Paestum e  Velia diventa realtà. L’accorpamento, che da tempo era stato richiesto, è sancito all’interno di un decreto del Consiglio dei Ministri su cui nei giorni scorsi la Corte dei Conti ha apposto il visto, rendendolo più concreto. Lunedì il documento sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale  .  A darne notizia è stato Alfonso Andria, componente del cda del Parco Archeologico di Paestum e da sempre molto attivo nel valorizzare la provincia a sud di Salerno. Fu lui in realtà a spingere in direzione dell’unificazione, parlandone con  il Ministro Franceschini dopo la riforma del 2014  che portò alla svolta il sito di Paestum grazie proprio alla gestione autonoma. Andria  si rese conto che far rientrare la gestione dell’antica Elea in quella di successo della vicina Paestum avrebbe potuto  valorizzare il sito di Ascea, dando risposte alle problematiche emerse intorno ad esso. In favore dell’accorpamento gestionale si erano espressi anche  la direttrice di Velia Giovanna Scarano, la Comunità Montana Bussento, Lambro e Mingardo e il Comune di Ascea che aveva deliberato in tal senso. Sarà necessario del tempo per veder concretizzati sul territorio la nuova gestione e i suoi effetti però l’unione dei due siti che rappresentano le origini del pensiero e della civiltà occidentale diventerebbe un’occasione di maggiore attrattività del territorio, racchiuso a nord e sud del Cilento tra due straordinarie testimonianze e tappe della storia dell’umanità. “Entrambi rientrano nel medesimo sito Unesco- ha detto Andria- Velia è  nota come la sede della Scuola Eleatica di Parmenide, Paestum è una sorta di crocevia per la ricerca delle origini e ha già dato prova di attività di promozione rivolte ad un contesto più ampio.  Attraverso l’adeguato completamento dello staff con archeologi e architetti,come previsto dall’organico, la struttura amministrativa di Paestum, pienamente operativa, sarebbe in grado di seguire tale attività con la dovuta cura. I due siti potrebbero essere così protagonisti di un’esperienza pilota di gestione integrata”.

 

Daria Scarpitta

 

 

Sapri, restyling di Piazza Plebiscito. Stamattina i primi divieti di transito e sosta. Previsti 135 giorni di lavoro.

 

 

 

 

 

Da oggi a Sapri l’area sottostante il muro di fronte la chiesa Madre è interdetta a pedoni e veicoli. Non è possibile ne sostare e nemmeno transitare. Dalla croce in pietra fino all’imbocco di Via Mazzini l’impresa Ze.ma Costruzioni deve aprire il cantiere per la realizzazione del progetto che prevede la riqualificazione della piazza e delle vie di collegamento con le attività turistiche del litorale. Secondo quanto previsto nell’appalto le opere dovranno essere eseguite entro 135 giorni, poco più di quattro mesi. Salvo intoppi, quindi, la piazza storica di Sapri si rifarà il look entro la stagione estiva. Nei prossimi giorni le due cantine dovrebbero iniziare a smontare le strutture esterne per consentire i lavori per la realizzazione della nuova pavimentazione in quella parte della piazza. Quando l’intervento sarà ultimato le cantine potranno tornare ad allestire le aree esterne secondo i nuovi criteri stabiliti dal Comune. E’ chiaro che quando l’intervento si estenderà su tutta l’area antistante la chiesa , si creeranno enormi disagi al traffico. Ma si tratterà di sopportare solo alcune settimane, dopo di che la piazza tornerà nuovamente fruibile, almeno ai pedoni. Ancora non è ben chiaro se continuerà ad essere a disposizione per la sosta e il transito dei veicoli o verrà trasformata in un salotto cittadino con l’istituzione dell’isola pedonale.  Ed è questo uno dei punti che divide la comunità.

 

antonietta nicodemo

 

 

Novi Velia, il Santuario passa sotto la gestione del Comune. Firmato l'accordo che pone fine a 150 anni di querelle giudiziarie.

 

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Via libera all’accordo che pone fine al braccio di ferro giudiziario sulla gestione  del Santuario di Maria Santissima del Sacro Monte   nel Comune di Novi velia. Con i soli voti della maggioranza nella seduta del consiglio di mercoledì scorso è stato approvato l’accordo che affida tutto all’Ente Locale.  Una patto storico se si considera che va a chiudere una diatriba iniziata nel 1800 . Oltre un secolo e mezzo di discussioni che hanno inasprito il dialogo tra il rettorato e il Comune. Oggi si sarebbe dovuta tenere l’ennesima causa, ma con il patto riconciliatore sottoscritto alla vigilia dell’udienza, si è posto fine alla procedura giudiziaria. L’intesa è stata firmata dal Sindaco Adriano De Vita, dal vescovo della Diocesi di Vallo Ciro Miniero e dal rettore don Carmine Troccoli. Il patto sottoscritto è un vero e proprio regolamento sulla gestione del Santuario e  delle aree pubbliche ad esso circostanti . Negli ultimi 50 anno ad occuparsene è stato il rettorato che di fatto, tra le opposizioni delle varie  amministrazioni comunali che si sono alternate , è intervenuto su tutto , senza interpellare l’Ente Locale. Ed è proprio questo atteggiamento che ha fatto maturare le innumerevoli cause giudiziarie. L’intesa raggiunta sancisce ufficialmente che il Comune deve occuparsi della gestione del Santuario, incluso le spese ordinarie per il suo funzionamento e che l’Ente è proprietario delle strade e delle piazze che ruotano attorno all’importane luogo sacro situato sul monte Gelbison. Una transazione che consentirà al governo locale di poter realizzare, serenamene, il suo progetto  per il  rilancio del Santuario. Nella lunga lista : la realizzazione dei servizi e delle  infrastrutture necessarie  per renderlo fruibile tutto l’anno .

 

 

 

Mare di Sapri bocciato. La stagione inizierà con il divieto di balneazione. "Mai successo in 20 anni".

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Delusione ma non sorpresa a Sapri per la bocciatura delle acque del lungomare  nella classificazione approvata dalla Giunta regionale della Campania, che le ha definite di qualità scarsa. Nei mesi scorsi infatti si era assistito a campionature altalenanti che in alcuni casi avevano portato anche all’apposizione del divieto di balneazione su quella che è la spiaggia di maggiore accessibilità e dove insistono anche i lidi. Ben 4 i divieti di balneazione collezionati in tre stagioni, (a settembre 2017,  ad agosto 2018, aprile 2019 e settembre 2019), dai tratti del lungomare e di Cammarelle, ora classificato come buono.  Ma iniziare la stagione con una parte di mare “attenzionato” e vietato alla balneazione  è davvero un brutto colpo. Secondo la normativa le acque classificate come scarse  devono considerarsi temporaneamente vietate alla balneazione ad inizio stagione balneare e devono essere gestite e trattate ai fini della tutela della salute pubblica, cioè devono essere assunte adeguate misure, tra cui il divieto di balneazione,  per impedire l’esposizione dei bagnanti all’inquinamento, e bisogna individuare e rimuovere le cause che hanno portato alla classificazione negativa , informando anche adeguatamente il pubblico. Le acque ritenute di qualità scarsa potranno poi  essere riammesse alla balneazione anche durante la stagione a condizione che siano state adottate adeguate misure  per ridurre o eliminare le cause di inquinamento, documentate dalle autorità, a fronte del primo esito analitico favorevole. “ Apriremo la stagione con il mare del lungomare off limits. Non è mai successo in 20 anni – hanno detto dal gruppo di opposizione- In tre anni questa amministrazione ha trascinato la nostra città al punto più basso. La qualità scarsa certificata dalla Regione è un colpo mortale per l’immagine turistica di Sapri, un danno incommensurabile  frutto dell’inadeguatezza  di chi amministra. “ Sapridemocratica è pronta  a collaborare ad un progetto serio per ridurre l’impatto negativo derivante alla bocciatura del mare. “Abbiamo cercato ripetutamente di sollecitare una maggiore attenzione ma siamo stati tacciati di agire contro il bene della città. Adesso ci sarà il solito infantile rimbalzo di responsabilità e le abituali ingiurie contro l’informazione e le opposizioni nel tentativo di coprire il grave danno all’immagine turistica di Sapri”.

Daria Scarpitta

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