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Sapri, sindaci assenti sull'ospedale. Solo 4 presenti alla conferenza del distretto sanitario. Sapridemocratica: " urge una seduta del consiglio comunale ".

 
 
 

Su 17 Sindaci convocati, quelli  dei Comuni del Distretto Sapri-Camerota, solo quattro hanno preso parte alla riunione convocata dal primo cittadino saprese Antonio Gentile per discutere delle problematiche legate alla sopravvivenza dell’ospedale dell’Immacolata. Oltre a quello di Sapri  erano presenti i primi cittadini di San Giovanni a Piro, Torraca e Centola e quasi sul finire dell’incontro hanno raggiunto il tavolo dei lavori i delegati dei Comuni di Ispani e Morigerati.   L’ incontro era stato richiesto dal comitato di lotta dell’ospedale dopo aver accertato la grave carenza di personale che si registra all’interno dei reparti e la difficoltà di procedere alla sostituzione. Le assenze dei convocati  hanno irritato anche gli amministratori presenti che, ritenendo l’argomento importante per l’intero comprensorio, non sono voluti mancare alla discussione. La conferenza dei Sindaci del distretto sanitario non ha prodotto un documento ma si è impegnata a rappresentare le problematiche al commissario dell’Asl Iervolino. Per il gruppo di minoranza di Sapridemocratica “ già si è perso troppo tempo”. La sua proposta è quella già avanzata dal comitato di lotta. Indire subito un consiglio comunale monotematico per approvare un documento che stigmatizza i fatti e chiede in maniera ufficiale le soluzioni ai problemi

Antonietta Nicodemo 

 

Polla. ospedale in emergenza. La Cgil chiede nuovo personale.

 

 

 

Gravi carenze di personale nei reparti di Pediatria e Nido, Ortopedia e Traumatologia e Medicina Generale dell’Ospedale di Polla. I rappresentanti territoriali della Cgil Funzione Pubblica e il Comitato Curo tornano a scrivere al Presidente De Luca e ai vertici sanitari, lanciando l’allarme sul rischio che non si riescano a coprire i turni e a garantire le prestazioni ordinarie. Nello specifico, per la Pediatria  i sindacalisti informano che entro la fine del mese uno dei Pediatri verrà trasferito all’Azienda Ospedaliera di Salerno, motivo per il quale l’organico in servizio si ridurrà a due soli specialisti con in più le difficoltà dovute al fatto che i Pediatri che garantivano la copertura dei turni in ALPI non potranno effettuare più di quattro turni mensili, per ottemperare agli obblighi d’orario imposti dalla legge. Una situazione che continua a tenere in ballo anche l’intero reparto di Ostetricia e Ginecologia e il punto nascita per cui i problemi non sono ancora del tutto archiviati. Per ciò che riguarda invece  Ortopedia, nei primi giorni di Maggio e successivamente nei primi giorni del mese di Agosto verranno posti in quiescenza due dei tre Dirigenti Medici in organico. Infine, in Medicina Generale, sempre a  causa del pensionamento o della destinazione ad altri servizi di alcuni Dirigenti Medici, “la situazione – dice la Cgil Fp- è degenerata. Attualmente sono presenti solo quattro Dirigenti Medici di cui uno f.f. motivo per cui in relazione al numero di posti letto assegnati e alle numerose  attività svolte. si segnala la necessità di assegnare un altro Dirigente Medico e  di rinnovare o acquistare, con urgenza, delle apparecchiature che in alcuni casi sono obsolete.  Nella lettera si chiede di reperire nuovo personale, attingendo anche a graduatorie  valide per altre aziende sanitarie, in caso quella aziendale sia esaurita, e visti gli esiti fino ad ora avuti dai concorsi. I sindacalisti e il comitato, infine chiedono personale dedicato e motivato  per il Pronto Soccorso, costretto a contare su figure assegnate  in via temporanea ed assoggettate a continue rotazioni, e  sollecitano i lavori di riqualificazione e adeguamento normativo dell’ex ospedale di S.Arsenio che, pur avendo ricevuto il nulla osta da parte di SO.RE.SA Campania, non hanno visto ancora la delibera da parte dell’Asl.

 

 Daria Scarpitta

 

 

 

Torre Orsaia. Al via l'agricoltura sociale e solidale. I malati psichiatrici coltivano nocciole.

 

 

 
 

 
 
 

Una coltivazione di nocciole per aiutare i malati psichiatrici a riappropriarsi della propria vita contribuendo nello stesso tempo a creare  una nuova occasione di lavoro e sviluppo del territorio. E’ la sfida lanciata all’Asl dal Sir ( struttura intermedia residenziale ) di Castelruggero di  Torre Orsaia che ha trovato terreno fertile, è il caso di dire, sul fronte istituzionale ma anche su quello dei finanziamenti privati. Il progetto è denominato “ Agricoltura Sociale e Solidale “ ed è stato ufficializzato con una cerimonia alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il direttore del dipartimento di salute mentale dell’Asl Giulio  Corrivetti ,  il direttore dell’unità operativa  di Sapri-Sant’Arsenio Antonio Mautone e il vescovo Monsignor Antonio De Luca. Nel 2003 il Comune di Torre Orsaia ha affidato in comodato d’uso al Sir un ettaro di terreno per piantare alberi di nocciole. Nel frattempo il presidente della Unsicoop Antonio Fronzuti ha risposto positivamente alla richiesta di contributi avanzata dalla referente della struttura di Castelruggero, la dottoressa Caterina Speranza. In questo modo è stato possibile avviare il nuovo percorso studiato per la riabilitazione e l’integrazione dei pazienti affetti da disturbi mentali. Quest’ultimi hanno messo in produzione il terreno ed ora si prenderanno cura degli alberi di nocciole. Il prodotto sarà a disposizione nel giro di due  anni. Intanto alcune aziende riconosciute a livello mondiale, come la Nestlè, si sono rese disponibile ad acquistare le nocciole del Sir. Ora i pazienti della struttura ed altri del territorio saranno impiegati nell’azienda agricola sociale e solidale e almeno per i primi sei mesi, perché i fondi a disposizione lo consentono, riceveranno anche una borsa lavoro. “ Questo – afferma con commozione e soddisfazione Caterina Speranza – è il primo tassello di un grande progetto “ . L’obiettivo è chiaro:  recuperare i malati psichiatrici attraverso il lavoro che nel caso specifico punta a diventa una risorsa economica per l’intero comprensorio del Bussento.

 

 

 Antonietta Nicodemo 

 

 

 

Una coltivazione di nocciole per aiutare i malati psichiatrici a riappropriarsi della propria vita contribuendo nello stesso tempo a creare una nuova occasione di lavoro e sviluppo del territorio. E’ la sfida lanciata all’Asl dal Sir ( struttura intermedia residenziale ) di Castelruggero di Torre Orsaia che ha trovato terreno fertile, è il caso di dire, sul fronte istituzionale ma anche su quello dei finanziamenti privati. Il progetto è denominato “ Agricoltura Sociale e Solidale “ ed è stato ufficializzato con una cerimonia alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il direttore del dipartimento di salute mentale dell’Asl Giulio Corrivetti , il direttore dell’unità operativa di Sapri-Sant’Arsenio Antonio Mautone e il vescovo Monsignor Antonio De Luca. Nel 2003 il Comune di Torre Orsaia ha affidato in comodato d’uso al Sir un ettaro di terreno per piantare alberi di nocciole. Nel frattempo il presidente della Unsicoop Antonio Fronzuti ha risposto positivamente alla richiesta di contributi avanzata dalla referente della struttura di Castelruggero, la dottoressa Caterina Speranza. In questo modo è stato possibile avviare il nuovo percorso studiato per la riabilitazione e l’integrazione dei pazienti affetti da disturbi mentali. Quest’ultimi hanno messo in produzione il terreno ed ora si prenderanno cura degli alberi di nocciole. Il prodotto sarà a disposizione nel giro di due anni. Intanto alcune aziende riconosciute a livello mondiale, come la Nestlè, si sono rese disponibile ad acquistare le nocciole del Sir. Ora i pazienti della struttura ed altri del territorio saranno impiegati nell’azienda agricola sociale e solidale e almeno per i primi sei mesi, perché i fondi a disposizione lo consentono, riceveranno anche una borsa lavoro. “ Questo – afferma con commozione e soddisfazione Caterina Speranza – è il primo tassello di un grande progetto “ . L’obiettivo è chiaro: recuperare i malati psichiatrici attraverso il lavoro che nel caso specifico punta a diventa una risorsa economica per l’intero comprensorio del Bussento.

Sapri. Addio a Pasquale Ferraro: il " presepista del mare ".

 

 

 

 

E’ venuto a mancare a Sapri Pasquale Ferraro, il presepista del mare, l’uomo che riusciva a realizzare vere e proprie  opere d’arte partendo dai semplici oggetti che il mare restituiva. 84 anni, carattere mite e rispettoso, qualche tempo fa era stato ospite anche del Tg estate per mostrare i suoi lavori. Pietre, conchiglie e legnetti levigati dalle onde venivano da lui assemblati con un lavoro certosino, lucidati e restituiti a nuova vita, diventando sculture, spesso a soggetto religioso, presepi elaborati e ambientati come in fondo al mare e altri oggetti da usare come soprammobili e oggetti d’arredo. Una capacità straordinaria la sua, quella di trasformare  qualcosa apparentemente senza valore e bellezza, in forme uniche, che riempiva di nuovi significati. Un mondo colorato e delicato quello che Pasquale Ferraro portava dentro di sé  e che poi d’improvviso rendeva visibile agli altri, facendo toccare con mano i tesori del mare che lui sapeva raccogliere  e vedere prima di tutti. Ferraro non c’è più, ma le sue opere restano ancora, vive della sua presenza e di quella passione  che gli riempiva le giornate , la mente e il cuore.

 

Daria Scarpitta 

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