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“I piccoli comuni non sono come i grandi centri”. Il sindaco di Roscigno ricorre al Tar contro l’ordinanza che chiude le scuole. Si oppone anche il primo cittadino di Sala Consilina, ma è una fake news.

Chiusura di scuole e nidi, sospese manifestazioni e eventi. Tutte le misure  adottate contro il Coronavirus - Corriere Padano

 

Nel Vallo di Diano, come spesso accade, un amministratore del territorio è divenuto oggetto di una fake news, ma da quelle parti questo capita anche a semplici cittadini. Appena dopo l’ordine del Presidente della Regione Campania di chiudere le scuole a partire dal 16 ottobre, è divenuta virale la notizia che vede protagonista il Sindaco di Sala Consilina. “Francesco Cavallone va contro l’ordinanza della Regione, e ordina che le scuole resteranno regolarmente aperte affinché venga rispettato il diritto allo studio e all’istruzione, in ottemperanza alle disposizioni della Ministra Azzolina. Le scuole del Cicerone rimarranno aperte. Non si possono chiudere. I ragazzi hanno bisogno di cultura”. Una notizia che è circolata sui sociali, raccogliendo i consensi di genitori e docenti contrari alla sospensione della didattica in presenza. Per qualcuno poteva essere lo spunto per avviare una protesta contro l’ordinanza regionale. Poi la delusione: è una fake. Per il diretto interessato questa fake è stata partorita da genitori che non hanno condiviso alcune sue decisioni sulla gestione in sicurezza delle scuole. Ma nel territorio del Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano c’è chi per davvero è intenzionato a contrastare il provvedimento regionale. Ed è il Sindaco di Roscigno, Pino Palmieri, che ha deciso di opporsi davanti al Tar ed ha già chiesto ad un avvocato di predisporre il ricorso. “Il nostro Comune – spiega il primo cittadino – ha 20 iscritti tra infanzia e media, e tutti del posto, e da oggi si ritrovano con la scuola chiusa solo perché in Campania abbiamo superato i mille contagiati”. Palmieri ricorda a De Luca che la Campania è fatta anche di piccoli Comuni, come Roscigno, che non hanno nulla a che fare con i grandi centri, e dunque sarebbe opportuno che la Regione produca atti impositivi differenziati per il tipo di territorio”.

 

Antonietta Nicodemo

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