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Stop alla plastica sulle spiagge campane dall'estate 2020. In vigore la legge regionale. Nuove norme per gli stabilimenti balneari.

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Vietata la plastica su tutte le spiagge campane. E’ stata pubblicata sul Burc dello scorso 6 dicembre ed è dunque già entrata in vigore,la legge della Regione Campania, approvata a fine novembre all’unanimità su proposta del consigliere dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. Un provvedimento legislativo ancora poco conosciuto ma anche andrà ad avere un impatto importante sulla vita quotidiana, in particolare per quei territori costieri che vivono di turismo.  Il provvedimento dovrebbe scattare concretamente dall’estate 2020, anticipando così i contenuti della direttiva europea sul plastic free che diventerà operativa dal 1 gennaio 2021. La legge dispone il divieto di utilizzo di materiale monouso non biodegradabile e compostabile sulle spiagge campane,  per limitare la dispersione accidentale  di rifiuti plastici nell’ambiente e in particolare nel mare, dove il problema delle microplastiche  è consistente.  Un divieto che riguarderà i turisti che affolleranno le spiagge ma anche e soprattutto gli stabilimenti balneari, e i loro  esercizi di ristorazione e di somministrazione di bevande.  Nei tratti di spiaggia libera il Comune dovrà provvedere  ad informare con appositi cartelli, per il resto ci penseranno i concessionari tenuti a somministrare cibo e bevande in contenitori compostabili. La legge regionale inoltre, prevede che nelle procedure per l’assegnazione delle concessioni delle spiagge sia un requisito premiale il fatto che il concessionario utilizzi esclusivamente  piatti, bicchieri, posate, cannucce in materiali biodegradabili. Si tratta di un cambiamento importante ma anche non poco costoso per chi è concessionario di stabilimenti balneari, a cui viene solo riconosciuta una eventuale riduzione  della tariffa per il conferimento dei rifiuti, lasciando però piena discrezionalità ai Comuni di poter introdurre questa agevolazione. Ufficialmente la legge è entrata in vigore dal giorno successivo alla  sua pubblicazione sul Burc ma ora la palla passa in mano ai Comuni che avranno 30 giorni di tempo per adottare atti di competenza in modo da garantire l’operatività del divieto sulle spiagge e, per chi non lo rispetta, l’applicazione delle relative sanzioni amministrative che vanno  da mille a tremila euro.

Daria Scarpitta

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