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Sala, anomalie sul depuratore. La Consac: " L'attività commissionata dal Codacons illegittima".

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“L’attività commissionata  dal Codacons di Sala Consilina  è stata eseguita in violazione  delle più elementari norme in materia”. Così la Consac replica in un comunicato stampa alla vicenda sollevata dal Codacons di Sala Consilina che aveva reso pubblici i risultati di alcuni esami effettuati da privati cittadini sulle acque in uscita del depuratore di Loc. Marrone e che evidenziavano valori triplicati di Escherichia Coli e anomalie anche nei Nitriti.  Dopo quanto già affermato dal Presidente della Consac Gennaro Maione  alla nostra emittente, ora arriva la nota ufficiale della società in cui vengono contestate le modalità con cui è stato eseguito il prelievo. “Al fine di consegnare la prova del superamento del limite tabellare di uno scarico- si legge nella nota- il prelievo deve essere effettuato dalle Autorità competenti  al pozzetto fiscale , indicato nell’atto autorizzativo dell’impianto e posto immediatamente  prima del riversamento del refluo sul corpo ricettore. E’ assolutamente fuorviante quindi  effettuare il prelievo dopo il riversamento dello scarico sul corpo ricettore “ La Consac contesta  le eventuali modalità di esecuzione delle attività di campionamento , conservazione e caratterizzazione del campione  e sapendo che il prelievo non può essere avvenuto all’interno del dell’impianto afferma i dati  pubblicati non sono rappresentativi dei reflui che fuoriescono dall’impianto. Di qui  la rassicurazione ai cittadini, sulla scorta anche degli esiti degli ultimi controlli condotti dal laboratorio specializzato della società oltre che dall’Arpac, che  sono stati rispettati i limiti previsti e l’annuncio di querele al responsabile del Codacons Vallo di Diano. Ma proprio Roberto De Luca rispetto alla vicenda  speiga di aver riferito le risultanze di un’analisi commissionata dai cittadini ed effettuata da un esperto . “Non abbiamo fatto alcun riferimento alla ditta o al funzionamento del depuratore – ha detto- abbiamo solo chiesto all’Arpac di verificare sul suo funzionamento. Non c’è l’intenzione di puntare il dito contro qualcuno, ma solo di sollevare una questione di interesse collettivo.”

Daria Scarpitta

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