Contenuto Principale

Mare sporco, in loc. Cammarelle a Sapri trovati valori alterati ma il divieto di balneazione arriva con 10 giorni di ritardo.

Risultati immagini per spiaggia cammarelle sapri

Il mare cilentano resta garanzia di qualità, come attestano i riconoscimenti ricevuti da più parti. Il bilancio al termine dell’estate lo vede ancora primeggiare per la sua bellezza.  Ma quest’anno ha portato con sé anche qualche lamentela da parte di turisti e residenti per il suo aspetto in alcuni punti non proprio pulito e gradevole. A Sapri proprio una segnalazione di cittadini alla Capitaneria di porto per le acque della spiaggia di loc. Cammarelle, tra Punta del Fortino e Vallone S. Domenico, ha condotto l’Arpac ad effettuare un prelievo al di fuori dell’ordinario lo scorso 23 agosto. Un prelievo che ha dato subito giudizio sfavorevole in quanto sono stati rinvenuti valori di escherichia coli pari a 1298 su 100 ml e valori di enterococchi pari a 288, in entrambi i casi superiori ai limiti consentiti.  Cosa che ha dato consistenza ai dubbi delle persone che in questi mesi stanno denunciando lo stato del mare.  La vicenda, però,  si è saputa con ritardo. Il divieto di balneazione, infatti, è stato emanato dal vicesindaco Daniele Congiusti solo lo scorso 3 settembre, quasi dieci giorni dopo le comunicazioni dell’Arpac, pur essendo necessari in questi casi interventi tempestivi per tutelare la salute delle persone. In molti, conosciuti i risultati Arpac, si sono preoccupati per la situazione.  Il provvedimento del Comune, invece, è arrivato ad emergenza già rientrata, tanto che nella stessa giornata, cioè il 3 settembre,  a distanza di poco tempo è stata emanata anche la revoca del divieto di balneazione, questa volta da parte del sindaco Antonio Gentile che ha agito, si legge, sulla base delle nuove risultanze Arpac i cui prelievi hanno dato esito favorevole.  Una svista o una furbizia questo ritardo e questo duplice provvedimento a distanza ravvicinata, non è dato di sapere.  Certo è che a pagare questo comportamento sono stati i bagnanti che hanno continuato ignari a tuffarsi in quelle acque nel periodo in cui si erano registrati valori alterati e pericolosi per la salute. La vicenda, intanto, seppure occasionale e non mettendo in discussione la generale qualità delle acque cilentane, tiene aperti gli interrogativi che hanno accompagnato quest’estate  e rilancia la necessità dell’attenzione all’ambiente e alla principale risorsa del territorio: il mare.

Daria Scarpitta

Questo sito utilizza cookies per migliorare la vostra esperienza di navigazione. I cookie utilizzati per il funzionamento essenziale di questo sito sono già stati impostati.

  Accetto i cookies da questo sito.