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Compostaggio a Castelnuovo. A Salento il Consiglio dice " No ". Il Sindaco di Casal Velino: " non ho ancora visionato progetto " .

 

 

 

 

 

 

Il Consiglio Comunale di Salento con una delibera si oppone alla realizzazione dell’impianto di compostaggio a Castelnuovo Cilento. Nella seduta straordinaria di sabato scorso il Sindaco Gabriele De Marco è tornato a sottolineare i danni che potrebbe creare la messa in funzione dell’impianto al suo territorio comunale dal punto di vista ambientale e turistico . La sua relazione ha convinto l ‘intera assemblea a votate all’unanimità la delibera anti-compostaggio che sarà proposta di far votare anche al direttivo del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. L’altro comune confinante con Castelnuovo Cilento è Casalvelino, il cui sindaco Silvia Pisapia, nella seduta di domenica del Consiglio Comunale, ha fatto sapere che come per altri iniziative analoghe lei sarà dalla parte della tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, però prima di qualsiasi iniziativa istituzionale a favore o contro l’impianto di compostaggio di Castelnuovo deve prima conoscere i contenuti del progetto, per questo si è impegnata a prenderne visione a stretto giro. Il progetto  contestato sarà destinato a smaltire 30 mila tonnellate di rifiuti l’anno  ed è finanziato dalla regione campania. Un impianto che alcuni anni fa doveva essere realizzato a Vallo della Lucania. Per ragioni di sicurezza il progetto si arenò. Ora la regione punta a costruirlo a Castelnuovo, unico comune del Cilento che si è reso disponibile ad accoglierlo.  Però per poterlo costruire il progetto deve ottenere la valutazione di impatto ambientale, che ancora non c’è. La relativa procedura e’ appena all’inizio.

 

Antonietta Nicodemo

 

 

Sala, anomalie sul depuratore. La Consac: " L'attività commissionata dal Codacons illegittima".

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“L’attività commissionata  dal Codacons di Sala Consilina  è stata eseguita in violazione  delle più elementari norme in materia”. Così la Consac replica in un comunicato stampa alla vicenda sollevata dal Codacons di Sala Consilina che aveva reso pubblici i risultati di alcuni esami effettuati da privati cittadini sulle acque in uscita del depuratore di Loc. Marrone e che evidenziavano valori triplicati di Escherichia Coli e anomalie anche nei Nitriti.  Dopo quanto già affermato dal Presidente della Consac Gennaro Maione  alla nostra emittente, ora arriva la nota ufficiale della società in cui vengono contestate le modalità con cui è stato eseguito il prelievo. “Al fine di consegnare la prova del superamento del limite tabellare di uno scarico- si legge nella nota- il prelievo deve essere effettuato dalle Autorità competenti  al pozzetto fiscale , indicato nell’atto autorizzativo dell’impianto e posto immediatamente  prima del riversamento del refluo sul corpo ricettore. E’ assolutamente fuorviante quindi  effettuare il prelievo dopo il riversamento dello scarico sul corpo ricettore “ La Consac contesta  le eventuali modalità di esecuzione delle attività di campionamento , conservazione e caratterizzazione del campione  e sapendo che il prelievo non può essere avvenuto all’interno del dell’impianto afferma i dati  pubblicati non sono rappresentativi dei reflui che fuoriescono dall’impianto. Di qui  la rassicurazione ai cittadini, sulla scorta anche degli esiti degli ultimi controlli condotti dal laboratorio specializzato della società oltre che dall’Arpac, che  sono stati rispettati i limiti previsti e l’annuncio di querele al responsabile del Codacons Vallo di Diano. Ma proprio Roberto De Luca rispetto alla vicenda  speiga di aver riferito le risultanze di un’analisi commissionata dai cittadini ed effettuata da un esperto . “Non abbiamo fatto alcun riferimento alla ditta o al funzionamento del depuratore – ha detto- abbiamo solo chiesto all’Arpac di verificare sul suo funzionamento. Non c’è l’intenzione di puntare il dito contro qualcuno, ma solo di sollevare una questione di interesse collettivo.”

Daria Scarpitta

Stazione elettrica, il Tar dà ragione al Comune di Montesano. "Non c'era VIA e le autorizzazioni regionali non riguardavano la centrale". Terna e Ministero condannati a pagare le spese legali.

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La pronuncia tanto attesa dal Comune di Montesano sulla   Marcellana in merito alla sottostazione elettrica è arrivata. Nell'ambito del procedimento giudiziario più importante delle lunga battaglia con Terna, il Tar ha dato ragione all'Ente guidato dal sindaco Giuseppe Rinaldi. A darne notizia è stato con entusiasmo lo stesso primo cittadino. " ABBIAMO VINTO AL TAR! - ha scritto su Fb - Il Giudice ha annullato gli atti che riguardano il parere ambientale sulla Terna e ha decretato che, non solo non esiste VIA (nè di SBS nè di Ravano) ma anche, che il decreto autorizzativo regionale n.377/2010 non riguarda alcuna stazione elettrica AAT/AT!!! IL Tar ha altresì condannato Terna e Ministero alle spese legali a favore del Comune! Una vittoria straordinaria, frutto di lavoro di anni! Una vittoria di questa Amministrazione che non ha mai ceduto anche alle recenti proposte!  Una giornata storica per Montesano. Valuteremo nelle prossime ore gli atti conseguenziali a questa sentenza. "

Parco del Cilento, è il più virtuoso d'Italia. Il Ministero lo premia con 25 mila euro.

 

 

 

 

 

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Il Ministero dell’Ambiente premia con 25 mila euro i Parchi Nazionali  più virtuosi. In tutta Italia il dicastero ne ha riconosciuto soltanto due: il Parco dell’Alta Murgia e quello del Cilento e Vallo di Diano. Entrambi si estendono nel mezzogiorno d’Italia, uno in Puglia l’altro in Campania ed entrami hanno un direttore di origini cilentane. Quello dell’Alta Murgia è diretto da Domenico Nicoletti, di Vallo della Lucania, ex direttore del parco del Cilento, mentre il direttore dell’area protetta campana è Gregorio Romano sindaco di Laurino. Tutti e due si dichiarano soddisfatti per l’importante riconoscimento “ questo premio – dice Romano- gratifica il nostro lavoro a favore della ricerca “. Di fatti i due parchi sono stati dichiarati virtuosi perché hanno dimostrato di aver coordinato perfettamente i progetti ritenuti fondamentali per la conservazione della Biodiversità assicurando il pieno rispetto delle tempistiche del cronoprogramma assegnato ed essendosi registrato un’efficace raggiungimento dei risultati sugli obiettivi con i progetti definiti nelle azioni delle direttive “ . Insomma Il parco del Cilento e quello dell’Alta Murgia hanno saputo ben gestire le risorse ottenute per la ricerca. Il Ministero destinerà ad entrambi i parchi virtuosi 25. 396,00  euro che dovranno essere utilizzati solo  in progetti di ricerca. “ E’ molto probabile- spiega Romano-  che li useremo per istituire una banca dati sui semi antichi“. “Il riconoscimento ci onora – afferma Nicoletti - e ci induce a maggiore responsabilità per le funzioni svolte in attuazione della Strategia Nazionale della Biodiversità”

 

 antonietta nicodemo 

 

 

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