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Sapri, spazzatura à gogo lungo la costa. Fare Verde " lasciati soli dal Comune " .

 

 

 

 

 

E’stato un week end all’insegno della pulizia quello appena trascorso della città di Sapri. Tra sabato e domenica sono stati racconti quintali di rifiuti grazie alla sensibilità di associazioni che al di sopra di tutto anche   dalla qualità dell’ habitat in cui si vive. I volontari di Fare Verde nell’ambito della campagna di sensibilizzazione nazionale “ Il mare d’Inverno “ insieme agli studenti del Leonardo da Vinci  hanno liberato dalla spazzatura la spiaggia della Città della Spigolatrice. Il presidente del gruppo cilentano, Assunta Grippo, esprime parole di soddisfazione per i ragazzi che hanno partecipato all’iniziativa e critica l ‘assenza del Comune alla giornata. “ Non solo non era presente nessuno degli amministratori ma l’ente non si è preoccupato nemmeno della logistica. Il patrocinio morale – conclude – non serve a nulla se non si dimostra con fatti concreti di rispettare l’ambiente “ . I volontari dell’associazione GolfoTrek, come ormai fanno da tempo, hanno organizzato un’altra giornata di pulizia a ridosso della sorgente Ruotolo e nell’area sottosante la statale 18 , direzione Maratea. E’ anche questa volta si sono ritrovati a recuperare di tutto : dalle culle ai pneumatici, dal ferro alla plastica e anche bombole di gas e un guardrail. Entrambe le associazioni non si lasciano scoraggiare dalle mani incivili ma confidano sempre di più in un maggior controllo del territorio. Le campagne di sensibilizzazioni evidentemente non bastano ad educare al senso civico.

 

antonietta nicodemo 

 

Campania, rischio tsunami. Pronta interrogazione parlamentare dei senatori Cilentani. Ortolani e Castiello chiedono al Governo interventi a tutela dei cittadini.

 

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Pericolo tsunami sulle coste campane. I senatori del M5Stelle Castiello ed Ortolani hanno approntato un’interrogazione  per richiamare l’attenzione del Governo  su questo problema fino ad ora trascurato ma che può mettere in pericolo i numerosi  cittadini che vivono a ridosso  della fascia costiera, particolarmente abitata soprattutto nel periodo estivo.  Nel documento i due esponenti politici chiedono “quali iniziative attuabili sul territorio, anche di tipo sperimentale, i ministri  intendano assumere, oltre a studi e ricerche, al fine di procedere ad una valutazione della sicurezza della fascia costiera urbanizzata e antropizzata, in termini di pericolosità e rischio potenziale da tsunami.” Nel testo si evidenzia come il pericolo dei maremoti  in Campania non sia poi così surreale  ed infatti si fa riferimento ad uno studio scientifico  relativo agli effetti dello tsunami del 2002  innescato da una frana su un versante dello Stromboli. Ortolani, a commento dell’interrogazione, riporta su fb una  ricostruzione del punto in cui sono arrivate le acque a Marina di Camerota in quell’occasione e mostra, sovrapponendo una foto satellitare del 2011, cosa sarebbe accaduto qualora lo tsunami fosse avvenuto in piena estate con le spiagge della località cilentana sovraffollate. “Ho evidenziato l'impatto di un piccolo tsunami recente – spiega Ortolani su fb-  per dare concretezza alle mie considerazioni. Il problema tsunami esiste.  E’ necessaria prima di tutto una adeguata azione di informazione nelle scuole e presso le associazioni di cittadini. Tutti devono sapere che se vedono un improvviso ritiro del mare devono immediatamente raggiungere l’entroterra in posizione il più in alto possibile. Interventi pilota vanno progettati e realizzati in spiagge significative. E poi vanno utilizzati i dati raccolti con le ricerche scientifiche al fine di mettere a punto un valido sistema di allarme precoce che sia conosciuto sul territorio.”  Di qui la conclusione inserita nell’interrogazione con il riferimento preciso al Cilento minacciato anche dal Marsili e da tutte le scarpate instabili che contornano le coste tirreniche. “ E’ socialmente doverosa una istituzionale valutazione sia in considerazione dei rilevanti, ultimi fenomeni eruttivi dei vulcani appartenenti all’arco insulare eoliano (Stromboli) che, soprattutto, in virtù della diffusa antropizzazione dei territori rivieraschi, facilmente inondabili in quanto – per la maggior parte – ubicati a quote di pochi metri al di sopra del livello medio marino, quali, ad esempio, nel Cilento: Paestum, Agropoli, Casal Velino, Velia, Ascea Marina, Scario, Policastro, Capitello, Villammare, Sapri, e in Basilicata Maratea, in Calabria Marina di Tortora, Praia a Mare, Scalea etc.”

 

 DARIA SCARPITTA 

 

 

Mobilità green, tra un mese a Camerota le colonnine di ricarica per auto elettriche.

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Il turismo passa soprattutto per i servizi. Sapere di trovare nel luogo scelto per le vacanze un impianto di rifornimento per la propria auto elettrica, può essere un fattore determinante per la scelta dello stesso per un soggiorno. E il Cilento si sta pian piano attrezzando per la mobilità green. A Santa Maria di Castellabate ad agosto venne inaugurata la prima stazione di ricarica per veicoli elettrici. Ora è Camerota, un’altra località molto attraente, a fare il primo passo. Nei giorni scorsi sono stati effettuati alcuni sopralluoghi in tutte e quattro le frazioni del Comune di Camerota nell’ottica di permettere l’installazione di quattro colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici. I tecnici dell’Enel sono giunti sul posto e dopo un confronto con l’Amministrazione Comunale di Camerota, hanno deciso di installare una colonnina per ogni frazione. Da tempo il sindaco Mario Scarpitta aveva spinto verso questa opportunità.  L’adesione  alla proposta di Enel X Mobility è poi passata in giunta il 28 novembre scorso ed è in linea con quell’accordo siglato tra Parco e Enel X che punta a installare una rete di colonnine elettriche nei Comuni dell’ambito, con l’Enel impegnata sul fronte dell’installazione e della manutenzione e il Parco concentrato nel progettare anche una rete di trasporto pubblico a zero emissioni  e nel favorire i rapporti con le amministrazioni locali. “ Ci eravamo già mossi in questa  direzione- ha spiegato il sindaco di Camerota-  perché è una direzione verso cui ci porta il futuro.  C’è necessità di implementare questi servizi visto che è previsto sempre più l’suo di veicoli elettrici e bisogna andare nella direzione della sostenibilità per tutelare  il nostro ambiente che è anche la nostra ricchezza.” E a chi gli chiede perché abbia deciso di istallare le colonnine in tutte le frazioni, la risposta è immediata: “Questo servizio non è solo per i turisti ma anche per i nostri concittadini. E poi la nostra attenzione è verso tutte le componenti del Comune. Anche dal punto di vista turistico, Marina ha il mare ma le altre frazioni hanno ciascuna un proprio patrimonio artistico e culturale che, da quando ci siamo insediati, stiamo valorizzando e  facendo riscoprire”.

Daria Scarpitta

Diano, i sindaci contro le trivelle. Al via la procedura per la revoca in autotutela del parere della Commissione Via.

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In tanti per ribadire il no alle trivelle e fare chiarezza su quale sarà il futuro dell’area denominata Monte Cavallo  da tempo al centro degli interessi della Shell per le sue esplorazioni petrolifere. Alla conferenza dei sindaci convocata dal presidente della Comunità Montana Vallo di Diano Raffaele Accetta e tenutasi davanti   anche al senatore del M5Stelle Franco Ortolani, ai rappresentanti del Parco, del Consorzio di Bonifica, del Gal e dei Comitati Nessun Dorma e No Petrolio, è stato deciso di affidare all’avvocato Nicola Senatore il mandato per chiedere il ritiro in autotutela del parere della Commissione Via del Ministero. E’ vero che esso di per sé non comporta alcun via libera alla Shell e che sono necessari ulteriori passaggi per concretizzare il progetto, ma il territorio, compatto nelle sue perplessità sulle trivelle, è anche deciso a non abbassare la guardia. “ Abbiamo manifestato nuovamente le nostre preoccupazioni – ha detto Accetta- ma nonostante le  rassicurazioni che sono arrivate dal senatore Ortolani anche circa la posizione più volte dichiarata del Ministro Costa contro le trivellazioni, ci sentiremo tranquilli solo quando si metterà la parola fine a questa situazione.” Dunque non si escludono altre azioni da mettere in campo. Per il momento si parte con questa richiesta di revoca in autotutela, tanto più che sono emerse alcune criticità nello stesso parere. In esso vi sono 6 prescrizioni, tra cui, quella che vieta di mettere i geofoni voluti da Shell per le esplorazioni in aree vincolate. Nell’area Monte Cavallo, però, sarebbero ben poche le zone libere da vincoli e dunque si rischierebbe che l’annunciato progetto di istallare circa 100 geofoni, uno ogni kmq , potrebbe non concretizzarsi.  “A questo punto- ha detto Accetta- sarebbe inutile andare avanti con il progetto, visto che la fase preliminare non è attuabile e non consente di  rilevare tutti i dati necessaria allo step successivo.” Di qui la richiesta di revoca, in attesa di una presa di posizione netta da parte dell’attuale governo. Il senatore Ortolani ha ribadito il suo impegno e la sua posizione contro le trivelle in quell’area dove potrebbe venire intaccata la risorsa idrica sotterranea e ha riferito che anche il Ministro Costa è sulla stessa lunghezza d’onda. “E’ impensabile- ha detto il geologo – avviare attività petrolifere a Monte Cavallo. Mi batterò perché venga cancellato il permesso.” Intanto il presidente Accetta ha inviato una missiva ai Ministri dell’Ambiente e del Sud, oltre che al Governatore De Luca,  per evidenziare la contraddizione in cui vive  il Vallo di Diano, da una parte pilota nella strategia delle aree interne e dall’altra aggredito periodicamente da più parti. “ Il nuovo governo – ha detto Accetta-  ci deve dire se vuole puntare sulle aree interne o su altro.”

Daria Scarpitta

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