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Nasce il Coordinamento Nazionale Mare Libero. Nel direttivo la cilentana Lia Amato.

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E’ sorto il Coordinamento Nazionale Mare Libero.Si tratta di un ente costituitosi in difesa del mare e delle spiagge beni comuni e promosso da cittadini che da anni si battono in comitati e associazioni su questi temi. Tra i fondatori e i membri del direttivo, che annovera persone provenienti da tutta Italia e il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini, c'è anche la cilentana Lia Amato,creatrice della pagina fb “Difendere le spiagge libere 2”. "Nel nostro Paese purtroppo, oltre metà delle spiagge risulta inaccessibile per ragioni di inquinamento o perché in concessione. - dicono dal CoNaMaL-In alcune parti d'Italia sono stati realizzati dei veri e propri soprusi, con barriere che impediscono non solo la vista ma anche l'accesso al mare, o con concessioni che superano il 90% del litorale. Da questo impegno per la tutela del mare e delle spiagge nasce l'idea del coordinamento e la promozione di un Manifesto per il mare, su cui vogliamo aprire un confronto in tutta Italia. Tra le prime iniziative che abbiamo intenzione di mettere in atto sarà la richiesto di un incontro al Governo.”
Il coordinamento infatti vuole far valere anche i diritti dei cittadini. “Ci batteremo- si legge in una nota del nuovo organismo - per garantire che in ogni Comune sia possibile godere gratuitamente e liberamente delle spiagge, e che l'assegnazione delle concessioni garantisca trasparenza nelle assegnazioni, qualità e sostenibilità ambientale “.  Lo sguardo è diretto all'Europa che ha espresso contrarietà a concessioni senza gara, limiti di tempo e a bassi canoni n vigore. Il Coordinamento, presieduto da Roberto Biagini, avvocato e già assessore al Demanio Marittimo del Comune di Rimini, è convinto che tali risorse potrebbero essere investite nella tutela e recupero della costa, come nella realizzazione di servizi nelle spiagge pubbliche. Temi molto sentiti anche a sud di Salerno dove l’erosione e la carenza di servizi ostacolano il pieno utilizzo della risorsa mare.  La presenza di una rappresentante cilentana in seno al Coordinamento terrà alta l’attenzione su questi temi anche in questo comprensorio.

Daria Scarpitta

Unire il mare e la montagna. Siglata l'intesa tra Comune di Sanza e Lega Navale di Sapri.

Unire la montagna e il mare , il Comune di Sanza e la Lega Navale di Sapri si danno la mano per avviare una serie di attività di promozione del territorio all’insegna della cultura ambientale. Questa mattina il vicesindaco di Sanza Antonio Lettieri con il consigliere delegato Antonella Confuorto  e il presidente della Lega Navale di Sapri Giuseppe Romano hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che sarà operativo da subito per avviare una serie di attività culturali, educative, formative e sportive, dirette  ai giovani studenti del territorio, ma anche alle fasce sociali più deboli. Si tratterà  di convegni in materia di ambiente e di sicurezza in mare, ma anche di corsi di vela, per il conseguimento della patente nautica , per la guida di natanti e anche, dove richiesto, di subacquea. “Porteremo i ragazzi della montagna a mare e quelli del mare in montagna- ha spiegato il vicesindaco Lettieri- , li sensibilizzeremo sui temi ambientali e proporremo attività da fare  a mare e in montagna. Stiamo già stilando un calendario per iniziare con alcune di queste iniziative già d’inverno, ospitando in montagna i ragazzi con le scuole”.   Il Comune di Sanza e la Lega Navale di Sapri lavoreranno in sinergia , mettendo a disposizione ciascuno i propri mezzi e i propri locali. Non mancheranno attività di socializzazione per diversamente abili.  Sarà coinvolto anche l’ufficio turistico  del Comune per la gestione di eventi, manifestazioni, e attività turistiche che vedranno impegnate anche le guide escursionistiche presenti sul territorio.

Daria Scarpitta

Diano, reati ambientali. Pugno duro del presidente del Parco. Pellegrino. " occorrono leggi più severe e i cittadini devono denunciare " .

 

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Diano, dopo i sequestri i Sindaci restano in allerta . 

 

Ordine di abbattimento dei maiali non certificati ritrovati nel terreno posto sottosequestro e costituzione  di parte civile negli eventuali processi penali per reati ambientali che interessano l’ambiente e il territorio di Atena Lucana, è quanto è stato ordinato e deciso nella giornata del 30 ottobre dall’amministrazione comunale  del Sindaco Luigi Vertucci. I due provvedimenti sono la conseguenza del blitz che nei giorni scorsi ha portato al sequestro di presunti rifiuti tossici in un area della zona industriale di Atena. Per il momento l’unico dato certo è che il sito è sequestrato, perché sono evidenti i sigilli. Mentre su ciò che è stato rinvenuto in quel terreno  si attende l’ufficialità da parte dell’Autorità Giudiziaria che sta indagando su presunti traffici di rifiuti pericolosi che potrebbero aver interessato il territorio del Vallo di Diano. L’auspicio è che dopo l’abbattimento dei maiali che si alimentavano in quella zona di Atena, finita sotto inchiesta, gli stessi capi vengano sottoposti ad autopsia per verificare se avevano ingerito o meno  sostanze tossiche. In questi giorni gli amministratori locali del Diano cercano di capire cosa sta venendo fuori dall’inchiesta e attendono una risposta alla richiesta di un incontro con le Autorità competenti, avanzata nei giorni scorsi dal Sindaco di Polla.

 

Pugno duro del Presidente del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. 

 

Sulla vicenda è intervenuto in queste ore  il presidente del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano Tommaso Pellegrino, Sindaco di Sassano. Il numero uno dell’area protetta condanna la legge sugli ecoreati. “ Spesso chi distrugge un territorio a danno della salute pubblica  se la cava con una semplice sanzione.   A mio avviso – spiega – i legislatori devono procedere alla modifica della legge sui reati ambientali , prevedendo pene severe, certe e immediate per chi viene trovato in possesso di materiale pericoloso e tossico senza le relative autorizzazioni” . E’ evidente che non gli è andato giù nemmeno il fatto che i due del vallo di diano sorpresi nei giorni scorsi  con cisterne contenenti idrossido di potassio, e senza permessi per il trasporto, se la sono cavata con una semplice  denuncia. Nei prossimi giorni Pellegrino chiederà al Ministro all’Ambiente  un incontro su questo argomento e sulla necessità di avviare una indagine sulle patologie tumorali presenti sul territorio del Vallo di Diano per un confronto reale con l’incidenza nazionale. Dal presidente parte anche un appello rivolto ai valdianesi: “ chi lancia allarmismi su possibili sversamenti di rifiuti tossici deve indicare i luoghi. Chi sa parli . Basta con l’omertà e il qualunquismo “. Sulla stessa linea d’onda il presidente della Comunità Montana Raffaele Accetta: “ condivido in pieno – dice – le osservazione di Pelleggrino con il quale organizzeremo la delegazione per l’incontro con il Ministro Costa “ .

 

 

antonietta nicodemo 

 

 

 

Cimitero di pneumatici sui fondali tra Sapri e Maratea. I pescatori lucani si fanno avanti per rimuoverli (VIDEO).

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Un cimitero di pneumatici, tantissime gomme depositate sul basso fondale nelle acque di Sapri al confine con Maratea , nel bellissimo mare che si estende tra il Canale di Mezzanotte e lo Scialandro. Si vedono chiaramente nel video girato in questi giorni durante un’immersione dal sommozzatore Manuel Chiappetta, un video che è anche una forte denuncia da parte di quanti si stanno battendo perché Maratea venga riconosciuta area marina protetta. Il numero di pneumatici fa pensare ad un’azione deliberata , un grave danno ambientale arrecato ad una risorsa naturale ed importante anche dal punto di vista economico per il territorio. “Probabilmente quei pneumatici sono lì da dieci anni- ha ipotizzato Manuel Chiappetta-  L'Associazione di Coordinamento Imprese di Pesca di Maratea dopo aver informato la Capitaneria di Porto, si e' resa disponibile, attraverso le professionalità dei propri associati, ad impegnarsi per il recupero gratuito dei materiali inquinanti.” La speranza è di poter contare, di qui a breve, sulla Salvamare, la disposizione di legge che consentirà anche ai pescatori e ai sub, dove è possibile, di ripulire i fondali in autonomia, recuperando i rifiuti in mare senza essere passibili di denuncia. “Il fatto che siano stati rinvenuti questi rifiuti speciali sul basso fondale – ha detto Chiappetta- ci fa riflettere su quanto potremmo trovare  su  quelli più alti.”
Il problema segnalato dalle immagini investe sia la costa campana che quella lucana e apre l’interrogativo su cosa e quanto negli anni sia stato depositato nelle acque marine, arrecando inquinamento ambientale. Una questione che, oltre a porre problematiche sotto il profilo della salute e del benessere collettivo, investe in prima linea anche chi propone questi territori a fini turistici e da anni fa i conti con colorazioni, schiume, e rifiuti galleggianti sul mare senza riuscire a trovare una soluzione.

Daria Scarpitta

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