Ritornano, col nuovo anno, gli appuntamenti di “Teatro in Sala”, rassegna di arti performative giunta ormai alla sua XXIX edizione. Ad aprire il 2026 del Teatro Comunale “Mario Scarpetta” di Sala Consilina una serata che ha unito pittura e teatro, apertasi con un “Talento Ospite”: l’artista Francesca Adriana D’Anza. La pittrice, originaria di Sala Consilina, si è raccontata in un’intervista in cui ha parlato della sua formazione, delle sue esperienze artistiche in giro per l’Europa e del suo desiderio di tornare che l’ha riportata a vivere e lavorare nuovamente nel Vallo di Diano. La sua arte è fortemente connessa al territorio da cui proviene. È stata la stessa D’Anza a spiegare la sua ricerca artistica e filosofica sul cosiddetto “sentimento oceanico”, nata da un’esperienza personale: vivendo giorni in una baia isolata del Cilento l’artista ha avvertito un forte senso di appartenenza e di estraniazione che l’ha portata a elaborare un ciclo di dipinti che descrive il legame primordiale che esiste tra l’uomo e l’acqua, con un evidente richiamo alla vita intrauterina.
La serata è proseguita poi col teatro. Sul palco “Frammenti di parole sotto un angolo di cielo”, messo in scena dal Laboratorio di Arti Sceniche Kaos, due atti unici legati dalla musica di un’arpa suonata dal vivo, in un dramma psicologico ideato e diretto da Salvatore Ungaro.“L’uomo dal fiore in bocca” di Luigi Pirandello e “Salva con nome” di Salvatore Ungaro sono i titoli delle due brevi piecèsandate in scena. Due drammi che hanno trattato i temi della morte e del lutto e che hanno portato il pubblico in sala a riflettere sulla caducità della vita e sul dolore legato alla perdita di una persona amata.

