Lungo la costa di Sapri è sparita la spiaggia recuperata con l’intervento anti-erosione. Sul tratto rimasto, ma anche in acqua, spuntano ferri pericolosi. L’intervento ,che doveva servire a riparare il paese dal mare,rischia ora di mettere seriamente in pericolo la viabilità e i residenti di quella zona
Una grossa mareggiata potrebbe allagare la statale 18, le case e le attività commerciali, distanti solo pochi metri dalla linea di costa in questione. Per recuperare la spiaggia, che ora non c’è più, è stato necessario demolire l’area di parcheggio che era stata realizzata al posto del distributore di carburante dell’Agip. <<Una struttura in cemento che per anni ha protetto quella parte della città dal mare che avanza >>, dicono in molti. La spiaggia è sparita in meno di cinque mesi, nonostante Sapri non sia stata interessata da intense mareggiate. Era stata aperta al pubblico, nel luglio scorso, appena dopo il suo restauro. Eccola qui, piena di ombrelloni e bagnanti. Ora bastano appena dieci passi per ritrovarsi con i piedi nell’acqua. Una situazione prevista anche dai tecnici. Nella relazione allegata al progetto prevedono una dispersione di sedimenti pari a 1.500 metri cubi l’anno e quindi un ripascimento annuo di pari entità. In caso di eventi significativi, invece, sarebbero necessari, dai 3mila ai 5 mila metri cubi di sabbia. L’intero progetto è da tempo all’attenzione della Procura della Repubblica di Lagonegro, dopo le denunce dei consiglieri d’opposizione e l’esposto dell’ingegnere Giustiniano Caggiano e dell’architetto Franco Montesano, i due tecnici ai quali furono affidati, rispettivamente, la direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza. Incarichi dai quali furono rimossi nel momento in cui iniziarono a contestare una serie di adempimenti compiuti dal Rup, responsabile dell ‘ufficio tecnico comunale.

