Una città ferita quella di Sapri, a causa della scomparsa di amati cittadini che sono volati in cielo gettando nello sconforto l’intera comunità: tra le strade, nei locali commerciali, nel mondo dell’associazionismo aleggia un velo di profonda tristezza per la perdita di persone conosciute e stimate, che hanno saputo lasciare una traccia indelebile nei cuori di chi li ha voluti bene o ha solo sfiorato il loro sguardo.
In questi giorni, la Città della Spigolatrice ha dovuto dare il suo ultimo saluto a due giovani, Elena Peluso e Vincenzo Di Martino, di soli 38 e 35 anni: due ragazzi con vite diverse, una madre e un padre, che per ragioni differenti hanno lasciato il mondo terreno, creando un grande vuoto nelle loro famiglie, amici e conoscenti. Ma Sapri è stata costretta a salutare anche figure simbolo della sua storia, come Gino Abbamonte, ex barbiere della città ma soprattutto icona dello sport saprese. Dotato di grandi doti tecniche, che nel 1999 gli valsero il titolo di ala sinistra più forte del secolo nel libro “Sapri nel cuore” di Mario Fortunato, fu lui negli anni ‘80 a fondare la Real San Vito in cui sono cresciute intere generazioni di calciatori.
Nei giorni scorsi, inoltre, è scomparsa anche un’altra figura legata a Sapri e al movimento calcistico, Salvatore Garritano, bomber cosentino protagonista dello scudetto del Torino nel 1976, ma che nel comune cilentano tornava con frequenza e piacere per disputare tornei estivi all’ex Campo Italia. Una tristezza infinita per la città di Sapri: restano i ricordi, i momenti condivisi e la speranza che chi ora non c’è più continuerà a vivere in chi li ha conosciuti.

