Sotto al Ministero per chiedere il mantenimento del Punto nascita di Sapri, l’attenzione all’ospedale dell’Immacolata e per sostenere l’uscita della Regione Campania dal piano di rientro. Hanno abbracciato l’invito più volte avanzato dal Governatore della Campania Vincenzo De Luca e si sono recati a Roma in occasione dell’ennesimo e forse definitivo incontro sul Piano di rientro. Il sindaco di Sapri, Antonio Gentile, il consigliere provinciale Pasquale Sorrentino, la Cgil e il Comitato di lotta per l’ospedale di Sapri sono partiti stamane dal Golfo di Policastro. Obiettivo: far sentire la propria voce a livello nazionale, al Governo, secondo De Luca l’unico responsabile della chiusura dei piccoli punti nascita, dando man forte in questo modo anche alla battaglia del governatore sul Piano di rientro , su cui si è concentrato il tira e mola elettorale. “L’iniziativa – si legge nella nota che accompagna l’annuncio del presidio- rientra in una battaglia più ampia volta a tutelare il diritto alla salute e a garantire la continuità dei servizi sanitari essenziali nelle aree interne e disagiate del nostro Paese. La sanità pubblica non può essere ridotta a una questione di numeri.” Assenti diverse figure istituzionali , anche per il breve preavviso, in primis i sindaci e i rappresentanti politici di destra portatori di un’altra lettura sulla vicenda. E lo scontro politico non sembra essere finito. Il Governatore De Luca si è intrattenuto per alcuni minuti con il sindaco di Sapri e gli altri rappresentanti istituzionali presenti a Roma. Le prospettive su punti nascita e Piano di rientro non sono positive. Il Governatore De Luca sarebbe uscito contrariato di fronte a nuovi elementi contestati e sarebbe pronto ad adire le vie legali.
Il consigliere provinciale Pasquale Sorrentino riassume l’esito dell’incontro: “Sul Piano di rientro, nonostante la presentazione di un dettagliato report di dati e di riscontri oggettivi, il Presidente si è ritrovato di fronte “ad un muro di gomma”. Sui punti nascita ha riproposto la richiesta formale di deroga ma anche qui , in modo pretestuoso, è stato risposto di “dover sentire prima il Comitato Nazionale Punti Nascita”. La Regione Campania ricorrerà in tutte le sedi opportune ad iniziare dal Tar, a cui la delegazione darà pieno supporto ad adiuvandum”.

