I Comitati civici di lotta per i punti nascita di Sessa Aurunca, Piedimonte Matese e Sapri tentano l’ultima carta. Con una lettera ai parlamentari eletti in regione campania, al governatore de luca e ai sindaci ripercorrono tutti i documenti e le azioni di questi mesi che hanno condotto alla chiusura dei reparti maternità dei tre Comuni campani evidenziando le contraddizioni e le storture delle decisioni assunte alla luce anche del fatto che esistono altri punti nascita sub standard attualmente in condizione di deroga e a rischio chiusura di anno in anno.
Nella missiva si evidenzia che la sola deroga non basta , che è necessario definire un percorso che vada oltre la certificazione delle condizioni di disagio e svantaggio delle aree con un’azione che riporti i punti nascita al di sopra dei 500 parti restituendo loro piena stabilità.
Per questo i Comitati chiedono un incontro al Ministero della Salute per essere ascoltati , ottenere l’autorizzazione alla riapertura in deroga e la rimodulazione delle convenzioni con le case di cura private in modo che i punti nascita siano in condizioni di raggiungere i 500 parti annui.
Quest’ultima richiesta attiene maggiormente ai punti nascita casertani, dove esistono diversi centri maternità privati che non a quello saprese. I tre Comitati insieme comunque annunciano una stagione di grande mobilitazione . Chiediamo- scrivono che lo stato e la Regione si assumano la responsabilità di garantire il futuro dei punti nascita pubblici.”

