Dopo il referendum, si riaccendono i riflettori sulla proposta di razionalizzazione della giustizia avviata lo scorso ottobre dall’Associazione Nazionale Magistrati, che prevede la soppressione di quei Tribunali che hanno in organico meno di 30 giudici o meno di 10 pubblici ministeri, poiché ritenuti “inefficienti e costosi”. In caso di approvazione da parte del Governo, verrebbe così ridisegnata la geografia degli Uffici Giudiziari: a rischio soppressione 87 dei 139 tribunali italiani analizzati e tra questi ci sarebbero Vallo della Lucania e Lagonegro, ma anche la Corte d’Appello di Salerno.
Così, l’Avvocatura Cilentana ha espresso profonda preoccupazione per questa proposta dell’ANM, ribadendo di tutelare il Tribunale vallese quale presidio irrinunciabile di legalità e democrazia. “L’obiettivo” si legge in una nota congiunta “deve essere quello di garantire un sistema efficiente senza sacrificare la presenza dello Stato nei territori, attraverso adeguati investimenti e politiche strutturali di rafforzamento degli organici”. Per questo, l’Avvocatura Cilentana chiede l’apertura di un confronto serio e costruttivo con l’attivazione di un tavolo tecnico per individuare soluzioni sostenibili e condivise.
Dello stesso avviso il Codacons Cilento, che attraverso il suo Presidente Bartolomeo Lanzara, denuncia il silenzio delle istituzioni sulla questione: “La giustizia di prossimità” ha affermato “non è un privilegio ma un diritto. Il Tribunale di Vallo va difeso, rafforzato e rilanciato, non smantellato”.

