Storie di vita vissuta, amori, disegni di gladiatori, ma anche incitazioni sportive ed insulti che sarebbero andati perduti per sempre e che invece stanno riaffiorando grazie alla tecnologia. Accade nel Parco Archeologico di Pompei, nel corridoio di passaggio che collegava l’area dei Teatri alla via Stabiana: un muro scavato oltre 230 anni fa davanti al quale sono passati milioni di visitatori e da cui non ci si aspettava nessuna novità e invece, grazie a metodologie di ricerca d’avanguardia, emergono quasi 300 iscrizioni. Il progetto “Voci di Corridoio” è stato ideato da docenti dell’Università della Sorbona e del Québec ed eseguito in due campagne in cui è stato possibile arrivare a una rilettura della vasta testimonianza di graffiti presenti in questo ambiente di passaggio, attraverso un approccio multidisciplinare che combina epigrafia, archeologia, filologia e digital humanities.
Ora in programma la realizzazione di una copertura del corridoio per proteggere gli intonaci che custodiscono le iscrizioni e favorire una futura esperienza di visita integrata con l’ausilio di tecnologie sviluppate dalle nuove ricerche.

