Un’icona della musica partenopea e tra i più grandi sassofonisti d’Italia. Si è spento a 80 anni James Senese, dopo un ricovero di circa un mese al Cardarelli di Napoli, resosi necessario a causa di un’infezione polmonare che lo aveva colpito. Sassofonista, compositore, voce ma soprattutto simbolo di una Napoli multietnica: un artista che aveva fatto della sua diversità una forma d’arte. Senese, al secolo Gaetano, era figlio di una donna napoletana e un soldato afroamericano, che lasciò la famiglia per tornare negli Stati Uniti.
Cresciuto tra i vicoli di Miano, nel dopoguerra, era l’incarnazione di una Napoli meticcia ma fiera: la sua storia personale era tutta nella sua musica. Suoni caldi, autentici, che gli hanno permesso di diventare un’icona del jazz, funk e blues e di collaborare con artisti del calibro di Bob Marley, Tullio De Piscopo, Enzo Avitabile e Pino Daniele, accompagnato dal suo fedele e inconfondibile sax con il quale ha incantato platee italiane e internazionali.
Le sue ultime apparizioni nel Cilento. Ad agosto, infatti, è stato in concerto a Vibonati, dove gli è stato conferito il Premio “Il Protagonista”, e a Marina di Camerota, per la Festa patronale di San Domenico: già in quelle occasioni, sembravano evidenti le sue precarie condizioni di salute ma portò a termine con professionalità le sue esibizioni. Con lui si spegne una leggenda della musica, ma le sue note continueranno a vivere nei suoi brani e nei cuori di chi lo ha amato.

