Duro colpo al traffico illecito di rifiuti e alla criminalità ambientale, partito dalla “Terra dei Fuochi” e arrivato fino nel Cilento. I militari del G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Napoli hanno proceduto alla confisca di beni per oltre 204 milioni di euro riconducibili ai fratelli Giovanni, Cuono e Salvatore Pellini, imprenditori di Acerra operanti nel settore del recupero, smaltimento e riciclaggio dei rifiuti urbani e industriali, da tempo al centro delle cronache per la gestione illecita di tali rifiuti.
Si tratta dell’ultimo atto di una complessa vicenda giudiziaria iniziata nel 2017, quando il patrimonio dei Pellini venne sottoposto a sequestro di prevenzione dopo la condanna definitiva per disastro doloso continuato e gli accertamenti patrimoniali che avevano evidenziato una sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati. Nell’aprile 2024, però, la Corte di Cassazione ha rimescolato le carte, annullando i provvedimenti per “vizi di forma” e disponendo la restituzione dei beni. La DDA di Napoli ha proseguito per la sua strada, riavviando una ricognizione patrimoniale certosina e dimostrando nuovamente come quelle ricchezze fossero frutto di traffici illeciti.
E così si è arrivati al nuovo decreto di confisca, che comprende 2 elicotteri, 3 imbarcazioni, 72 autoveicoli, 70 rapporti finanziari, tra conti correnti e investimenti, 8 complessi aziendali operanti tra Campania e Lazio, 224 fabbricati e 75 terreni distribuiti tra le province di Napoli, Caserta, Latina, Frosinone, Cosenza e Salerno, in particolare nel comune di Agropoli.

