Maxi operazione nelle province di Salerno, Napoli e Foggia per gioco d’azzardo online illegale. Due uomini del salernitano sono finiti in carcere, uno, originario del foggiano, ai domiciliari: i tre, stando alle attività investigative, sono ritenuti promotori, capi e organizzatori di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di reati in materia di esercizio abusivo del gioco online e della raccolta di scommesse, emissione di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.
Per il reato legato al gioco illegale online, inoltre, ci sarebbe anche l’aggravante di aver agevolato il clan dei Casalesi. L’operazione, che coinvolge altri 14 indagati, quali intestatari fittizi e riciclatori, ha portato al sequestro di società, che riciclavano i proventi illeciti, auto di lusso, immobili e denaro per un ammontare di circa 4 milioni di euro.
Una complessa attività investigativa quella condotta dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Salerno che ha ricostruito il modus operandi: attraverso il funzionamento del sistema di gaming online, denominato “Lireservice”, l’offerta di gioco veniva resa accessibile grazie ad apparecchiature Totem, vale a dire computer collegati in rete a una piattaforma madre gestita dagli indagati. Questi totem erano stati forniti a innumerevoli esercenti di attività commerciali presenti sull’intero territorio nazionale, creando così un circuito parallelo a quello dell’ADM, in grado di far confluire ingenti somme di denaro all’organizzazione. Il sistema, con schema piramidale, si stima possa aver prodotto oltre 25 milioni di euro.

