In diverse comunità del basso salernitano, il Carnevale non è solo allegria e divertimento ma anche storia e tradizione. A Sacco, l’evento si è rivelato un’occasione per mettere in scena la storica commedia di Zeza, cuore pulsante del Carnevale sacchese. Nonostante le avverse condizioni meteo, la rappresentazione si è tenuta presso l’ex edificio scolastico, con Zeza, moglie di Carnevale, e Tolla, loro figlia, che hanno raccontato una tradizione dalla radici profonde, legata ai riti pagani del risveglio e della fertilità della natura e della civiltà contadina, culminate simbolicamente nel rito nuziale: una ricostruzione dell’autentico Carnevale, capace di unire ed emozionare un’intera comunità, dimostrando quanto sia ancora viva la cultura popolare.
La figura di Zeza è stata protagonista anche a Cosentini di Montecorice, dove le maschere di “Carnuluvaro mio” sono ritornate a percorrere le vie del borgo per l’evento, targato Associazione Euphoria, “La Ballata di Zeza”, inserita nel Catalogo del Patrimonio Immateriale della Campania. Un Carnevale fatto di maschere antiche, tramandate di generazione in generazione, tra sacro e profano, i mestieri di un tempo e il coinvolgimento delle persone comuni con i loro difetti e vizi da prendere in giro. A Cosentini, “Carnuluvaro mio” torna martedì 17 febbraio, con il corteo della mascherata, “La Ballata di Zeza” e la morte di Carnevale, con il suo grande pupazzo che verrà bruciato nella piazza del paese.

