<<Dimissioni del sindaco Mario Scarpitta e scioglimento del consiglio comunale>>, è quanto chiedono i consiglieri d’opposizione, dopo la recente sentenza del Consiglio di Stato che conferma l’illegittimità dei lavori di messa in sicurezza della strada del Mingardo, a partire dalle eplosioni sulla falesia, che sovrasta l’importante via di collegamento nel tratto che attraversa Marina di Camerota. Ieri la minoranza ha protocollato la mozione di sfiducia da discutere in consiglio comunale, entro trenta giorni. << Secondo quanto accertato dalla giustizia amministrativa – precisa il gruppo d’opposizione – i lavori ordinati dal sindaco sono stati realizzati in assenza delle prescritte autorizzazioni paesaggistiche in un’area sottoposta a stringenti vincoli ambientali, non potevano essere giustificati mediate ordinanze di somma urgenza. Aspetti che abbiamo più volte segnalato in consiglio e ignorati dalla maggioranza ma che oggi trovano conferma nel verdetto del Consiglio di Stato >>. Con sentenza di 51 pagine, emessa la scorsa settimane, i giudici respingono il ricorso in appello del sindaco e condannano il comune a pagare le spese legali, per un totale di 20 mila euro, alla soprintendenza e all’ Ente Parco, assistiti dalla avvocatura dello Stato e alle due associazioni che si sono costituite in giudizio : “ Per un comune migliore “ e “ Italia Nostra “. Inoltre è stato disposto l’invio di tutti gli atti alla Procura regionale presso la Corte dei Conti per verificare se ci sono gli estremi per una indagine sul danno erariale . << Se sarà accertato – dichiara Adolfo Scarano dell’associazione Per un comune migliore – il danno da quantificare si aggirerebbe intorno ai 10 milioni di euro. E chi dovrà pagarli ? >>. Il Consiglio di Stato ha di fatto confermato quanto già era stato stabilito dal Tar e quindi anche l’illegittimità delle esplosioni sulla Falesia nel 2023, ritenute non di somma urgenza. Intanto, per gli stessi lavori sulla strada del Mingardo, prosegue il processo penale dinnanzi al Tribunale di Vallo della Lucania, che vede il sindaco di Camerota unico imputato . Il 24 giugno la prossima udienza.<< Tutta questa vicenda ha prodotto – sottolinea l’opposizione – contenziosi giudiziari, tensioni istituzionali e un danno all’immagine del comune, compromettendo i rapporti con le autorità di tutela ambientale e paesaggistica . Camerota merita un’amministrazione che operi nel rispetto della legge e delle istituzioni >>. Per l’opposizione, la maggioranza responsabilmente deve contribuire alla svolta approvando la sfiducia al sindaco e quindi lo scioglimento del consiglio. A preoccupare a Camerota è anche l’eventuale avvio di un procedimento per danno erariale da parte della corte dei conti.
Perché la mozione passi è necessario che venga approvata dalla metà più uno dei consiglieri. Ai cinque della minoranza dovrebbero unirsi almeno i voti di due del gruppo Scarpitta.

