Avevamo previsto una seduta infuocata, e così è stato. Il consiglio comunale di Buonabitacolo di martedì sera si è trasformato in un ring . Da una parte il sindaco Guercio che ha ceduto la gestione dell’acqua a Consac e dall’altra i cittadini riuniti in comitato, contrari alla sua scelta. L’acceso scontro è terminato con un nulla di fatto. Per il sindaco, non poteva fare altro , ad imporglielo è stata la legge, per i cittadini, il comune poteva continuare la lotta che aveva intrapreso con Montesano sulla Marcellana e Sanza, lotta che i rispettivi sindaci continuano a portare avanti. Dopo il mach in consiglio comunale il comitato cittadino pensa di programmare un incontro pubblico, intanto ha appresso con grande sorpresa, da 105 Tg, che Consac già gestisce l’acqua a Buonabitacolo e lo fa dal primo gennaio scorso, quindi a breve arriveranno le prime bollette del nuovo gestore. Dal fronte politico arriva la replica dei sindaci di Sanza e Montesano alle dichiarazioni rese da Guercio alla nostra redazione. Il primo cittadino di Buonabitacolo spiegando le ragioni della sua scelta ha posto un interrogativo ai suoi due colleghi: come mai la precedente giunta campana non è intervenuta per evitare problemi con la legge che impone il passaggio dell’acqua ad un ente consortile ?. ” Bisogna utilizzare il linguaggio della verità ” ,rispondono Rinaldi ed Esposito. Quest’ultimo aggiunge: ” Non vi è da chiedere nulla a chi nulla può cambiare. La normativa in questione è una Legge nazionale che non poteva cambiare né l ‘ex governatore Vincenzo De Luca né altri in Regione. Invito il sindaco di Buonabitacolo, visto il suo stretto legame con la Senatrice Gaudiano, a farsi con lei promotore di iniziative capaci di far cambiare a Roma le norme che affliggono i Comuni ” , e poi aggiunge : ” Guercio non deve dare conto a me ma ai suio cittadini ” .
Ecco il comunicato stampa integrale dei sindaci di Sanza e Montesano sulla Marcellana , rispettivamente Vittorio Esposito e Giuseppe Rinaldi. Una nota con la quale replicano alle dichiarazioni rilasciate ieri a Pagine, trasmissione di 105 Tv, dal sindaco di Buonabitacolo.
Bisogna utilizzare il linguaggio della verità. E’ questo il commento del sindaco di Montesano sulla Marcellana Giuseppe Rinaldi e del sindaco di Sanza, Vittorio Esposito, in merito ad alcune dichiarazioni rese dal sindaco di Buonabitacolo, Giancarlo Guercio, in un’intervista all’emittente locale 105Tv, in merito alla vicenda cessione del servizio idrico a Consac.
Bisogna conoscerle le norme; studiarle. Poi magari interpretarle ed applicarle. Parlare per il gusto di parlare, come recita il proverbio, ‘O pparla’ è ‘n’arte leggia’, spesso finisce per aggiungere danni ai danni, già causati alle proprie comunità.
Solo per chiarezza: la normativa fondamentale che regola la gestione dell’acqua in Italia, imponendo il superamento della gestione frammentata comunale a favore di una gestione unitaria (che può includere forme consortili o societarie), è il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (“Norme in materia ambientale”), noto come Testo Unico Ambientale. In particolare, il D.Lgs. 152/2006 ha recepito e confermato i principi della cosiddetta “Legge Galli” (Legge 5 gennaio 1994, n. 36), sancendo l’obbligo di organizzare il Servizio Idrico Integrato (SII) nell’ambito di Ambiti Territoriali Ottimali (ATO). Dunque la legge che impone l’obbligo di organizzare il Servizio Idrico Integrato (SII) nell’ambito di Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) è nazionale e non regionale. Va aggiunto che la funzione della Regione in tal senso è relativa solo alla Legge Regionale 2 dicembre 2015, n. 15 (“Riordino del servizio idrico integrato ed istituzione dell’Ente Idrico Campano”), norma cardine che ha abrogato la precedente L.R. 14/1997. Questa legge ha istituito l’Ente Idrico Campano (EIC) come richiesto dalle norme nazionali; un ente pubblico al quale partecipano obbligatoriamente tutti i comuni della regione, superando la gestione frammentata. Dunque l’Ente Idrico Campano (EIC), in quanto governo dell’ambito, approva il piano di ambito e affida la gestione; i comuni del distretto sono tenuti a rispettare tale pianificazione, che solitamente prevede l’affidamento al gestore idrico consolidato (in questo caso CONSAC) tranne nei casi previsti dalla Legge, la normativa nazionale (art. 147 del D.Lgs. 152/2006) e regionale che prevede la possibilità di gestione autonoma (diretta o in economia) per Comuni che rispettano caratteristiche restrittive, spesso in regime di salvaguardia. Ed è questo il punto essenziale al centro della battaglia intrapresa dal Comune di Montesano sulla Marcellana, dal Comune di Sanza e fino a qualche mese fa dal Comune di Buonabitacolo che poi, autonomamente e senza concertazione con gli altri due Comuni, ha deciso di aderire al Consac cedendo di fatto le infrastrutture ed il servizio di gestione idrico. La battaglia di Montesano e di Sanza, alla quale poteva ben ambire anche Buonabitacolo, si basa in sintesi, sulle caratteristiche e i presupposti fondamentali per la gestione autonoma del servizio, al momento mai istruiti dall’EIC, e riconducibili ad una popolazione ridotta, Comune classificato come “piccolo comune” (generalmente sotto i 1.000 abitanti, sebbene ci siano dibattiti normativi, che si stanno sollecitando, per innalzare tale soglia). La Gestione in economia preesistente, già attiva da tempo, in forma di economia, e non istituita ex novo dopo la riforma. L’area del comune deve essere ricompresa in un’area protetta. Il comune deve captare l’acqua da fonti locali e gestirne direttamente la distribuzione e depurazione. Il comune deve dimostrare di poter gestire la risorsa senza creare emergenze, garantendo le caratteristiche qualitative dell’acqua. Tutte caratteristiche queste che sono possedute in modo chiaro ed evidente da Montesano sulla Marcellana e da Sanza e, in vero, anche da Buonabitacolo, basti pensare alle sorgenti di Riofreddo. Sulla mancata istruttoria rispetto l’istanza ex art. 147 del D. Lgs. 152/2006 e sulle procedure della Conferenza si basa, in questa fase, la battaglia di Montesano, con ricorso al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, e di Sanza, con l’opposizione consiliare all’aperta Conferenza dei Servizi. A differenza di quanto affermato, le prime due pronuncia giudiziarie, TAR e Consiglio di Stato non riguardavano queste evenienze ma solo il merito dell’affidamento optato nel marzo del 2011 dall’allora ATO. Laddove la Legge prevede, nell’equilibrio dei poteri oggi tanto discusso, adire a possibili e ulteriori Giudici o avanzare richieste di salvaguardia, sino a pronuncia contraria, si ritengono queste scelte pienamente legittime e legali altro che populiste.
Inoltre, aggiunge il Sindaco di Sanza Esposito: “Per chiarezza, lo dico ai cittadini del Vallo di Diano e soprattutto al collega sindaco di Buonabitacolo, senza alcuna polemica, il mio rapporto istituzionale e politico con il già presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, è stato sempre e solo improntato a promuovere progetti, interventi ed iniziative a benefizio del territorio. Dei Comuni e della Comunità Montana Vallo di Diano innanzitutto. Non vi è da chiedere nulla a chi nulla può cambiare. Per essere chiari, la normativa di riferimento alla base della vicenda che impone il passaggio di gestione del servizio idrico al Consac è una Legge nazionale che non poteva cambiare né De Luca né altri in Regione Campania. Anzi, mi permetto di aggiungere al sindaco di Buonabitacolo, visto il suo stretto legame con la Senatrice Gaudiano, di farsi promotore insieme con ella di cambiarle a Roma le norme che affliggono i Comuni. Non aggiungo altro, perché come detto non è mia intenzione polemizzare con il sindaco di Buonabitacolo che, tuttavia, dovrà dare spiegazioni ai suoi concittadini e non certo a noi”.

