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"UNA SCUOLA VIVA". L'ISTITUTO DI S. MARINA-POLICASTRO CELEBRA I SUOI PROGETTI

L'immagine può contenere: una o più persone e spazio all'aperto

Un cortile scolastico pieno di colori e di vitalità quello che ha ospitato la manifestazione conclusiva di Scuola Viva dell’Istituto comprensivo di Santa Marina-Policastro. Non i classici progetti, di quelli che pure abbondano nella formazione extrascolastica, ma lavori coraggiosi su temi attuali e forti, un “pugno nello stomaco” formativo nascosto dietro attività ludico-ricreative. Ed è così che la ruralità contemporanea, l’alimentazione, la sostenibilità, le relazioni umane, la cittadinanza attiva, la legalità, il recupero della lentezza sono stati d’ispirazione a diverse attività tanto che anche i progetti più tradizionali, come ad esempio quello teatrale, sono risultati trasformati da una riflessione simpatica e creativa sui rifiuti. Merito dell’input della Dirigente Maria De Biase, del lavoro in tandem con la dirigente dei servizi amministrativi e di un un gruppo affiatato e competente di docenti . Il cortile è stato dunque suddiviso in aree dedicate ad ogni progetto. C’era lo spazio di “Musica e riciclo”, con gli strumenti realizzati con materiale di fortuna e le loro melodie. C’era “Librilibera”, uno spazio autogestito in cui si sono sperimentate le moderne attività del bookcrossing e del booksharing, ma anche un cammino incentrato sui valori della Costituzione per imparare ad essere cittadini consapevoli. Bellissimo l’alfabeto della legalità con l’insegnamento racchiuso in quella “Z di zittire” annoverata tra i concetti sbagliati, cattivi. C’era il progetto della sede di Casaletto Spartano che ha recuperato la tradizione di filare la ginestra, rivalutando le fibre naturali con lavori di una bellezza e di una semplicità unica. C’era il laboratorio “Da rifiuto a risorsa” dove creatività e raccolta differenziata si sono fuse per insegnare buone pratiche legate al riciclo. C’era “Mari e Fiumi” con lo studio dei due importanti ecosistemi per valorizzarne flora e fauna e con il momento ludico del tiro con l’arco, e, infine, la “Dieta Mediterranea” che ha unito l’alimentazione, con il recupero di piatti della tradizione insegnati dalla chef Maria Rina, all’attività motoria per invogliare ad uno stile di vita salutare. E, in quest’ottica, anche il momento conviviale della manifestazione conclusiva è stato all’insegna del no alla plastica e all’usa e getta per stoviglie riutilizzabili o tradizionali. Insomma l’Istituto di Santa Marina-Policastro ha dimostrato ancora una volta di viaggiare come microcosmo a sé , parlando di sostenibilità, buone pratiche e rifiuti zero in un contesto generale ancora poco sensibile. Ma proprio per questo la valenza formativa di tale percorso per le giovani generazioni è risultata evidente anche alle tante personalità presenti all’evento provando che anche la nostra piccola e comune scuola pubblica può abbattere muri, costruire traiettorie, disegnare futuri.

Daria Scarpitta

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