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SCARIO, FESTA DEI RIONI. I LAVORI DI TUTTE LE CONTRADE.

Il servizio di Caterina Guzzo

SCARIO, FESTA DEI RIONI. VINCE SALITA SAN GIOVANNI.

Il servizio di Caterina Guzzo

"AMICI", IL BALLERINO DI ATENA, ARDOVINO, SOSPESO. FANS IN APPRENSIONE PER IL SUO FUTURO NEL TALENT.

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Sconcerto, apprensione e malumori . E’ quanto stanno vivendo in queste ore i fanS di Vittorio Ardovino, ballerino di Atena Lucana riuscito a conquistare un banco e del seguito nel programma di Maria De Filippi "Amici". Ardovino, assieme ad altri 3 compagni, è stato punito per aver organizzato un festino notturno al residence dove alloggiano, con tanto di alcol, schiamazzi e l’ingresso, pare, di persone estranee. Per i 4 giovani è scattata la sospensione . Per vedere confermata la loro presenza al talent dovranno sostenere un nuovo esame di ammissione. Una decisione che ha scatenato i fans anche di Ardovino . Alcuni hanno ritenuto eccessivo l’intervento della redazione. Ma a pagare per aver infranto il regolamento non saranno solo i 4 ragazzi additati come responsabili, ma l’intera classe che sarà impegnata, ha fatto sapere Maria, in lavori socialmente utili e in particolare nella pulizia notturna delle strade di Roma. Una punizione che, seppure sorta con l’intento ufficiale di insegnare ai ragazzi ad impiegare meglio il loro tempo serale, è entrata prepotentemente nel teso clima elettorale del Paese. Anche il sindaco di Roma si è dunque sentita in dovere di intervenire sulla questione, mostrando di essere pronta ad accogliere i giovani perchè diano una mano con la differenziata e informino la popolazione sulla raccolta porta a porta. “Un’esperienza molto istruttiva” l’ha definita la Raggi. Ma, intanto, tra i sostenitori di Ardovino c’è chi incrocia le dita per il futuro del ballerino, chi si scaglia contro la decisione ingiusta e chi è certo che l’esame sarà solo un’occasione in più per il ragazzo di dimostrare il suo talento. Intanto, occhi incollati alla striscia quotidiana del programma.

Daria Scarpitta

GIORNATA DEL MIGRANTE. A POLLA NEL RICORDO DELLE 26 NIGERIANE E DEL PICCOLO AUGUSTINE.

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E’ stata dedicata alle vittime delle migrazioni, oltre 15 mila negli ultimi due anni, la celebrazione della 104esima Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato che la Diocesi di Teggiano-Policastro ha tenuto domenica a Polla presso il Convento di Sant’Antonio. Filo conduttore sono stati il ricordo indelebile delle  26 migranti nigeriane giunte morte al porto di Salerno , alcune delle quali tumulate nel Vallo di Diano e la storia di Augustine, il bimbo anche lui giunto senza vita a Salerno, la cui famiglia è ospite presso la struttura di Policastro.  C’erano anche i suoi genitori domenica, assieme ai sindaci di Polla, Montesano, Sala , Atena e Sassano, Comuni che hanno messo a disposizione un posto nei loro cimiteri per alcune vittime di queste tragedie.  L’immagine del  Vallo di Diano che è emersa in questa Giornata  è stata quella di un territorio piccolo ma che è diventato sinonimo di accoglienza e integrazione. E’ è stato il primo a rispondere alle nuove migrazioni,il primo ad accettare poi il sistema degli Sprar, ha vissuto le tensioni che tutto ciò inevitabilmente comporta ma è stato anche culla di storie positive di affetto, condivisione , di rinascita.  Storie che sono state raccontate, attraverso testimonianze dirette, in questa giornata dove cittadini e ospiti delle strutture si sono mescolati e hanno partecipato insieme alla celebrazioni, ascoltando gli interventi, cantando e pregando dinanzi alle autorità, ciascuno nella propria lingua e secondo la propria cultura. Momenti toccanti , partiti dalla lettura del messaggio di Papa Francesco e dall’attenzione ai 4 verbi da lui individuati: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Verbi a cui il Vallo di Diano si è ispirato in questi anni. Alle celebrazioni erano presenti il console della Nigeria, il direttore dellla Caritas Don Martino, Don Vincenzo Federico  da sempre attivo sul tema della solidarietà e  il vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro , Mons. Antonio De Luca, che sulle migrazioni nell’ultimo periodo ha incentrato il suo impegno pastorale e che è tornato a ribadire che non ci si può chiamare fuori dalla sorte di questi fratelli, spinti ad abbandonare le loro terre ha detto, proprio dalle contraddizioni lì introdotte dalle nostre nazioni. Tra gli amministratori  il sindaco di Polla, da padrone di casa, ha portato all’attenzione generale l’esperienza della sua comunità dove, ha detto,  il progetto di integrazione è riuscito. 

Daria Scarpitta

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