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VALLO, UFFICIALE GIUDIZIARIO IN CARCERE PER CONCUSSIONE. IN SILENZIO DAVANTI AL GIP.

 

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Si è avvalso della facoltà di non rispondere Carmine Testiera, l’ufficiale giudiziario in servizio presso il Tribunale di Vallo della Lucania, accusato di concussione, per essere stato sorpreso a chiedere una mazzetta di 50 euro per il pignoramento di un'auto, e di corruzione e falsità ideologica, per alcuni comportamenti assunti nell’ambito di un pignoramento immobiliare. Questa mattina presso il carcere di Salerno dove è rinchiuso dallo scorso 7 febbraio, si è svolto il suo interrogatorio dinanzi al G.I.P. dottoressa Pacifico. Testiera ha preferito non dire nulla al momento, come hanno spiegato gli avvocati che lo difendono, Mario Valiante del Foro di Salerno e Francesco Annunziata del Foro di Napoli Nord, e questo in attesa che arrivino gli atti giudiziari da Vallo della Lucania e dunque si delinei meglio il quadro delle accuse per poter poi avviare i successivi passi al Riesame. Non si esclude che per l’ufficiale giudiziario residente ad Ascea venga chiesta la scarcerazione ma per i suoi legali al momento è prematuro parlarne. “ Il mio assistito è parso sereno, tranquillo- ha detto l’avvocato Mario Valiante - fiducioso che questa storia verrà chiarita”. Intanto, dallo scorso 5 febbraio, subito dopo cioè che a Testiera venne notificato il primo arresto, quello per concussione, il Tribunale di Vallo della Lucania lo ha sospeso dalle sue funzioni di ufficiale giudiziario.  Il rischio per lui è che, oltre alla vicenda giudiziaria, si avvii il procedimento disciplinare interno che potrebbe portare anche al suo licenziamento, e questo a poco tempo dalla pensione, tenuto conto che Testiera ha 66 anni. Le peripezie giudiziarie dell’uomo sono iniziate lo scorso dicembre, quando, dopo la denuncia di un avvocato su alcuni comportamenti anomali compiuti durante lo svolgimento delle sue mansioni, sono scattate le indagini dei carabinieri di Vallo della Lucania, coordinate dalla locale Procura. Tutto sarebbe nato dall’accusa di aver favorito una ditta consentendole di accedere ad un fondo privato senza l’autorizzazione del Giudice e con tanto di danneggiamento del lucchetto.

 

DARIA SCARPITTA 

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