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Vallo, presunte mazzette in Tribunale. venti gli indagati, ci sono anche avvocati.

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Nuovo colpo di scena nell’ambito delle indagini sull’ufficiale giudiziario di Vallo della Lucania Carmine Testiera, arrestato lo scorso inverno con le accuse di concussione, corruzione in  atti giudiziari e falso ideologico. Il fronte dei coinvolti si allarga. Ieri mattina i carabinieri della Compagnia di Vallo della Lucania diretti dal capitano Mennato Malgieri hanno notificato 20 avvisi di conclusione indagini  ad altrettante persone, tra cui figurano lo stesso Testiera, privati esecutati o sfrattati o comunque coinvolti in procedure giudiziarie e una decina di avvocati del foro di Vallo della Lucania . L’ipotesi di reato è di concussione e corruzione in atti giudiziari. Si tratta di una vera e propria bufera che ha travolto il Tribunale di Vallo della Lucania. Se le accuse dovessero essere verificate, infatti, verrebbe fuori un modus operandi teso ad aggirare e violare le normative e a riceverne utilità.A spingere verso questi avvisi , le indagini del sostituto procuratore Vincenzo Palumbo che, attraverso quanto raccolto dalle dichiarazioni di Testiera e di altri testimoni in questi mesi, avrebbe configurato nuove responsabilità.  Testiera venne inzialmente indagato per il fatto che aveva consentito l’accesso di una ditta ad un fondo privato senza l’autorizzazione del giudice, cosa che condusse al sequestro del suo ufficio ed egli atti in esso contenuti. Dalla loro disamina vennero fuori irregolarità su alcuni pignoramenti, immobiliari e non solo, e in un caso, quello che fece scattare il primo arresto, Testiera venne beccato mentre chiedeva una tangente di 50 euro per il pignoramento di un’auto. Secondo le accuse, dunque, l’ufficiale giudiziario, approfittava delle sue funzioni, costringendo terzi a consegnargli denaro o altre utilità per far avanzare alcuni procedimenti rispetto ad altri, in alcuni casi attestando anche il falso. Un modo di fare consuetudinario portato avanti, secondo quanto emerso dalle ultime vicende,  con la compiacenza o comunque con il coinvolgimento anche di alcuni avvocati e di altre persone, ora nel mirino degli inquirenti. Per Testiera una parte delle accuse è già al centro di un processo, quello in cui gli è stata contestata l’induzione a dare o promettere utilità. Il prossimo 15 giugno ci sarà una nuova udienza. “E’ tutto da provare- ha detto il suo legale Mario Valiante- Ogni singola vicenda di cui è stato accusato deve essere ancora dimostrata”.

 

 Daria Scarpitta 

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