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VIABILITA', PARTONO I LAVORI A TORRACA.

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Dopo anni di attese si avvia a sistemazione la strada provinciale 16 Sapri-Torraca. Martedì scorso la Provincia di Salerno ha firmato il contratto con l’impresa di Avellino che si è aggiudicata i lavori. Nei prossimi giorni ci sarà la consegna dell’opera e nel giro di poche settimane potrà aprire il cantiere che porterà alla messa in sicurezza dei tratti maggiormente danneggiati dalle frane. Tredici chilometri di strada divenuti negli anni impraticabile per via di numerosi smottamenti e avallamenti. In alcuni tratti solo parte della carreggiata è rimasta percorribile rendendo difficile il transito degli autobus. I lavori affidati sono finanziati per 358 mila euro. Una somma minima rispetto a quella necessaria per rendere sicura tutti e tredici chilometri che uniscono le due cittadine. Il progetto finanziato prevede il ripristino delle due frane che ricadono nel comune di Torraca e l’adeguamento del manto stradale e dei guardrail maggiormente danneggiati. Buone nuove anche per la strada provinciale 12 che collega Ottati con Castelcivita interdetta al traffico dal 18 agosto 2015. Dopo una serie di sopralluoghi tecnici,  incontri istituzionali e bracci di ferro tra Provincia , Comuni e Cittadini è stato redatto il progetto definitivo per la messa in sicurezza dell’intera area in cui si è verificato il fenomeno. Martedi 26 settembre si terrà la conferenza di servizi per il via libera definitivo. Dopo di che il progetto sarà candidato a finanziamento. E’ evidente che i tempi per il ripristino della viabilità in quell’area del salernitano si sono accorciati, ma restano sempre troppo lunghi. Difficile stabilire quando saranno reperiti i fondi per realizzare le opere di messa in sicurezza  e dunque quando partiranno i lavori. Nel frattempo la strada continuerà a rimenare chiusa. 

ANTONIETTA NICODEMO 

SALA CONSILINA, CAPPELLA DI SAN GIUSEPPE. NUOVA DESTINAZIONE TRA LE POLEMICHE-

 

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Non ha più una sede, almeno non più nel centro storico, l’ Associazione “Arte e Mestieri” di Sala Consilina, quella che da anni cura l’organizzazione della manifestazione che celebra l’arrivo di Carlo V avvenuto nel 1535. A denunciarlo è stato il presidente Antonio Romano dopo che a fine luglio l’amministrazione comunale con una delibera ha assegnato la cappella gentilizia di San Giuseppe, che l’associazione utilizzava come deposito, alla Società Operaia Torquato Tasso per farne un museo. “ Non contestiamo la destinazione – ha detto il presidente Romano- ma il modo in cui tutto questo è stato deciso. Senza interpellarci, senza nessun dialogo. Noi avemmo nel 1994 le chiavi di questa cappella da alcuni eredi della famiglia Bigotti. Dopo che il Comune recuperò il tetto della cappella nel 2009, il sindaco di allora Ferrari ci diede le chiavi della nuova serratura per poggiare il nostro materiale. Si tratta di ciò che serve per realizzare le giostre, gli stand gastronomici, la mostra delle torture e gli stalli per gli antichi mestieri che abbelliscono per un km e mezzo il centro storico durante la manifestazione di Carlo V. Ma noi durante l’estate usiamo quel luogo come sede operativa per radunare i partecipanti e fare anche formazione sui compiti rinascimentali che andranno a rappresentare. Sono anni che chiediamo una sede nel centro storico perché lavoriamo per la sua valorizzazione. Ora invece senza nessun avviso  dobbiamo trasferire tutto il materiale a km da qui. Riteniamo il provvedimento poco corretto e inopportuno. Se ne poteva parlare e trovare insieme una soluzione”. Ma il primo cittadino  Francesco Cavallone non è intenzionato a fare un passo indietro. “Ci siamo accorti – ha detto –  , quando in primavera è venuto il Tg itinerante,  che la cappella versava in condizioni di degrado. Era una discarica e non abbiamo potuto farla vedere . Con la Torquato Tasso abbiamo raggiunto un accordo in base al quale l’associazione, oltre a curare il museo, si impegna ad aprire la cappella ai visitatori e a consentire che venga utilizzata da tutti. Non dimentichiamo che già era stata indicata dall’amministrazione come sede di riti civili e proprio il 9 luglio l’associazione Arte e Mestieri aveva dovuto spostare il materiale per consentire lo svolgimento di un matrimonio civile. Non dicano allora che non sapevano nulla. Un loro socio aveva persino proposto di portare il materiale all’ex macello. Ma noi invece abbiamo deciso di assegnare come deposito uno dei magazzini del tribunale. D’altra parte non c’è stata mai una delibera di assegnazione della cappella alla loro associazione.” La vicenda non ha mancato di innescare la polemica politica. Il Gruppo Positivo, all’opposizione, ha visto delle incongruenze nella vicenda. Soprattutto per il fatto che l’amministrazione ha sempre elogiato la manifestazione di Carlo V e ora  denuncia il deturpamento causato ad un bene storico. Per fare chiarezza ha deciso di chiedere all’amministrazione una serie di atti tra cui quello di  donazione della Cappella in favore del Comune, quello che sancisce la disponibilità della sede all’associazione, e di conoscere  da quanto tempo la giunta era a conoscenza  delle condizioni in cui veniva tenuta il bene.

 

 Daria Scarpitta

FRECCIAROSSA NEL CILENTO, FINE DELLA CORSA. IN 29 GIORNI 11.710 VIAGGIATORI.

 

 

 

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Alla fine sono stati 11710 i passeggeri che hanno utilizzato il Frecciarossa per il Cilento quest’estate. Sono questi i dati ufficiali e definitivi di Trenitalia, aggiornati a domenica scorsa e comprendenti tutte le 58 corse, tra andate e ritorni, che sono state effettuate dall’11 giugno al 17 settembre.  Il dato, come già detto, è più che positivo e fa ben sperare per il futuro, se, con un’adeguata programmazione, si consentirà agli operatori di lavorare in anticipo sulle prenotazioni. Interessante anche il dato relativo alle stazioni cilentane. Come evidenziato all’inizio di questa avventura, Sapri si conferma scelta strategica importante essendo crocevia di diverse Regioni e servendo dunque diversi paesi e località turistiche.  Sono stati oltre 6 mila i passeggeri che sono saliti e scesi da questi convogli veloci nella stazione di Sapri quest’estate.  Sono partite da qui 3529 persone, hanno invece utilizzato il Frecciarossa per raggiungere Sapri 2616, un numero quasi doppio rispetto a quelli comunque importanti registratisi nelle altre stazioni cilentane. Dalla stazione di Agropoli sono partiti 1613 passeggeri, mentre sono arrivati qui in 1313. A Vallo Scalo  il flusso dei viaggiatori si è attestato invece  sui 2600 in totale, 1514 passeggeri in partenza dalla cittadina cilentana e 1125 in arrivo.  E gli incassi hanno seguito questa linea positiva. 680 mila euro quelli complessivi registrati da Trenitalia: di questi 160mila e rotti versati dai passeggeri in arrivo e partenza da Agropoli; appena poco di meno, cioè 158 mila, dai passeggeri di Vallo della Lucania e ben 360. 831, più della metà del totale, frutto dei biglietti acquistati dai viaggiatori che sono arrivati o partiti dalla stazione di Sapri.   I dati dunque sono dalla parte degli operatori e delle amministrazioni comunali. Un buon punto di partenza per poter chiedere ed ottenere ai vertici di Trenitalia il prolungamento del servizio. Tanto più che da parte della Regione Campania in più occasione è arrivato il beneplacito su questa opportunità. Lo ha ribadito l’assessore regionale al turismo Corrado Matera impegnandosi a ragionare su questo fronte, lo ha fatto sapere anche il Presidente della Commissione regionale Trasporti Luca Cascone che ha espresso la sua disponibilità a spendersi per questo servizio, a lungo atteso da residenti e turisti, e che proietta questo Cilento slow nell’attuale mondo della mobilità veloce.

 

Daria Scarpitta

BANCA DEL CILENTO, "DESTINAZIONE SALERNO". L'ANNUNCIO ALLA PRIMA CONVENTION DEL VALLO DI DIANO.

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