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"LA CAMPANIA NON E' PER LE BICI". LEGAMBIENTE BOCCIA LA REGIONE NEL DOSSIER SULLA CICLABILITA'.

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La Campania non è una regione per le biciclette. Solo 1,1% della popolazione usa questo mezzo per coprire il tragitto casa-lavoromentre solo 0,1%, pedala per andare a scuola o all’università. E’ quanto emerge dal rapporto di Legambiente sull’economia della bici in Italia e sulla ciclabilità nelle città. Ci sono regioni, come Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Veneto, dove l’uso quotidiano della bici come mezzo di trasporto è pienamente in linea con la media europea. E poi c’è la Campania. qui non se la vede bene neppure un altro indice preso in considerazione dal rapporto, il PIB -prodotto interno Bici - che stima la cicloricchezza delle regioni. i cittadini beneficiano ogni anno di un bonus ambientale e sanitario pro-capite che è virtuale ma è legato ad una serie di effetti positivi legati all’uso della bici che spaziano dal risparmio di carburante e dal calo dei costi per le infrastrutture all’aumento dell’aspettativa di vita in buona salute, alla riduzione di gas serra, smog e inquinamento acustico. In campania è pari a 12,63 EURO, una miseria se si confrontano con i 179euro pro capite dei cittadini del Veneto, i 190 EURO del Trentino Alto Adige e i 200 EURO dell’ Emilia Romagna. “Una Campania della bici ferma al palo - commenta Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania -dove per la inefficienza delle amministrazioni centrali e locali la bicicletta resta parcheggiata in garage. Eppure i dati delle altre regioni  mostrano che quello della ciclabilità è un asset su cui bisogna investire con sempre maggior decisione, per i vantaggi che produce da un punto di vista ambientale, sociale, sanitario oltreché economico e per il contribuito straordinario che un diverso stile di mobilità offre alla rigenerazione urbana”.Legambiente in occasione del summit Verso gli Stati Generali della Mobilità Nuova ha presentato ladichiarazione dei diritti del ciclista Urbano, un documento di diritti fondamentali per chi usa o vorrebbe usare la bici per e l’atto iniziale di una rete di città ciclabili italiana che coinvolga le amministrazioni locali e nazionali. Chissà che non sia il primo passo per rispolverare in maniera più concreta e fattibile vecchi progetti di piste ciclabili.

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